Lleyton Hewitt non ha usato mezzi termini per attaccare il rinnovato formato della Coppa Davis. Alla vigilia della sfida Australia-Belgio a Sydney, il capitano australiano ha ribadito il suo disappunto per la trasformazione dell’evento. Le sue parole hanno riacceso il dibattito su cosa sia andato perso con la modernizzazione voluta da Gerard Piqué.
Perché Hewitt respinge il nuovo corso della Coppa Davis
Secondo Hewitt, la riorganizzazione iniziata nel 2019 ha cancellato elementi centrali della competizione. Ha definito il cambiamento come una perdita d’identità che ha avvantaggiato logiche commerciali rispetto alla tradizione sportiva.
- Critica al modello attuale: sostiene che il torneo abbia perso la sua anima.
- Riferimento a Gerard Piqué: l’associazione con l’ex calciatore catalano è vista come simbolo della trasformazione.
- Richiamo alla storia: per Hewitt, il peso della tradizione conta quanto i risultati.
Il valore del sistema casa-trasferta e del cinque set
Per il capitano australiano, la vera differenza stava nell’alternanza tra campo di casa e trasferta e nelle sfide più lunghe. Quelle notti di tennis, cariche di tensione, hanno creato ricordi indelebili.
Tre aspetti che Hewitt difende
- Atmosfera locale: il pubblico casalingo dà energia ai giocatori.
- Scelta della superficie: le squadre potevano scegliere il fondo più favorevole.
- Match più lunghi: il formato in cinque set produceva incontri epici.
Impatto sul movimento tennistico australiano
Hewitt ha sottolineato la diminuzione delle occasioni per assistere al tennis in Australia. Oggi gli eventi d’élite si concentrano soprattutto in un mese all’anno, con effetti sulla crescita del pubblico e dei giovani.
- Ridotta presenza di partite internazionali nel calendario nazionale.
- Giocatori che raramente sperimentano il calore del proprio pubblico.
- Minore visibilità per i giovani talenti locali.
Le parole in conferenza e la richiesta di cambiamento
In conferenza stampa a Sydney, Hewitt ha accusato gli organizzatori di aver raccontato «troppe bugie» e ha auspicato un ritorno a un modello più autentico. Ha chiesto di ripristinare gli elementi che rendevano unica la Coppa Davis.
Possibili scenari e reazioni attese
La presa di posizione del capitano australiano potrebbe riaprire il confronto tra federazioni, organizzatori e la Federazione Internazionale. Diverse strade sono ipotizzabili per riconciliare tradizione e modernità.
- Rinegoziazioni del formato e del calendario con l’ITF.
- Iniziative nazionali per riportare partite importanti in Australia.
- Pressione pubblica e mediatica per preservare il legame col pubblico locale.
Cosa significa per i giocatori e per i tifosi
Se il modello dovesse cambiare, la ripresa del sistema casa-trasferta restituirebbe ai tennisti la possibilità di giocare davanti ai propri supporter. I tifosi, dal canto loro, rivedrebbero la Coppa Davis come un evento nazionale, non solo internazionale.
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Matteo Conti è giornalista tennis. Da cinque anni segue i Grandi Slam, i circuiti ATP e WTA. I suoi articoli offrono analisi tattiche e reportage esclusivi con i protagonisti. Il suo stile conciso ti porta nel vivo di ogni match.