Max Verstappen ha centrato ancora una volta la pole a Baku, sfruttando intuito e tempismo in condizioni incostanti. La sua Red Bull è parsa pronta al colpo, mentre la Ferrari ha pagato errori di esecuzione e problemi con le gomme. Carlos Sainz sorride, pronto a difendere il podio dagli attacchi di Mercedes e McLaren.
Qualifiche in bilico tra vento, sporco e bandiere rosse
Il circuito di Baku si è trasformato rispetto alle libere. Temperatura più bassa, vento forte e molto sporco in pista hanno cambiato il comportamento delle monoposto.
Il continuo susseguirsi di bandiere rosse ha condizionato la sessione, creando pressioni sui piloti e sulle squadre. Ogni tentativo doveva essere sfruttato al massimo, perché un’interruzione poteva cancellarlo.
- Asfalto più freddo e meno grip.
- Raffiche di vento con direzioni variabili.
- Configurazioni a basso carico che aumentano il margine d’errore.
La Pirelli ha introdotto la nuova C6, più prestazionale ma più difficile da mettere nella finestra ideale. Questo ha complicato ulteriormente la gestione delle temperature.
La strategia e la sensibilità che hanno fatto la differenza
La lotta per la pole a Baku è stata più tattica che pura velocità. Preparare gli pneumatici anteriori e posteriori è diventato cruciale.
Bilanciare le temperature degli pneumatici è stato il nodo centrale. I lunghi rettilinei e le curve lente non generano abbastanza calore, e la C6 richiede cura nella gestione del picco prestazionale.
La pioggia leggera arrivata in Q3 ha aggiunto un ulteriore fattore di incertezza. In quei frangenti si è vista la differenza tra chi ha intuito il limite e chi ha sbagliato i tempi d’uscita.
Verstappen: precisione tecnica e scelta dei tempi
Max Verstappen ha mostrato la sua consueta sensibilità nel trovare il limite. Ha preparato il giro decisivo con freddezza e un’eccellente gestione delle gomme.
Decidere di uscire per ultimi ha pagato. La Red Bull ha sacrificato il rischio di una possibile nuova interruzione per avere la pista al massimo della sua evoluzione.
La RB21 è apparsa più equilibrata rispetto ai giorni precedenti. Gli aggiornamenti e la messa a punto dell’assetto hanno limitato i problemi di salto sull’asfalto sconnesso.
- Q1: ritmo vicino ai migliori.
- Q2: conservazione di un treno di gomme extra per il Q3.
- Q3: sfruttamento perfetto del treno nuovo per la pole.
Sainz, Williams e la lotta per le posizioni di vertice
Carlos Sainz è stato bravo a cogliere il momento giusto e a segnare un giro valido prima dell’ennesima interruzione.
Il risultato gli vale la prima fila. Sorprende anche la prestazione della Williams, che sfrutta al meglio la complessità nella preparazione gomme.
Altri protagonisti hanno approfittato del caos per inserirsi in alto. Lawson e la Racing Bulls hanno ottenuto un ottimo terzo posto grazie a un giro ben piazzato dopo un’altra bandiera rossa.
Piloti da tenere d’occhio domani
- Carlos Sainz: difesa del podio.
- Lawson: capace di sorprendere in qualifica.
- Williams: miglior risultato in una qualifica difficile sulle gomme.
McLaren in difficoltà, Mercedes pronta all’attacco
La McLaren non ha raccolto quanto mostrato nelle libere. Piastri ha commesso un errore pesante e non ha mai dato l’idea di poter mantenere il passo.
Norris aveva il passo per la pole, ma ha perso la chance con un giro finale deludente. La gestione e la temperatura delle gomme non sono state ottimali. Uscire per primi senza scia può aver tolto quel decimo vitale.
Recuperare sarà complicato, anche per la minor velocità in rettilineo rispetto agli avversari e per il limitato supporto di DRS e scia sul tracciato di Baku.
Le Frecce d’Argento, invece, confermano un buon potenziale. La W16 ha mostrato velocità nelle staccate e nelle ripartenze su una pista che aiuta a mantenere basse le temperature delle gomme.
- Antonelli poteva ambire alla prima fila, tradito dal vento all’ultima curva.
- Russell ha dovuto rivedere l’assetto per limitare il bloccaggio, compromettendo alcune prestazioni.
Ferrari: problemi operativi e difficoltà di messa a punto
Dopo un venerdì positivo, la Ferrari è scesa di rendimento. Leclerc è finito contro le barriere e la squadra ha mostrato alcune indecisioni operative.
La preparazione delle gomme è il punto dolente. Leclerc ha espresso grosse difficoltà nel far funzionare la mescola media sul giro secco.
Il riscaldamento e il bilanciamento degli pneumatici rimangono un tallone d’Achille. Anche gli aggiornamenti ai condotti freni anteriori non hanno risolto completamente il tema.
Sembra che la SF-25 abbia pagato la scelta di assetto più scarico del venerdì, e il vento ha amplificato i limiti. Hamilton, al contrario, ha mostrato segnali positivi grazie al lavoro sull’impianto frenante.
- Scelte strategiche e procedure da rivedere.
- Difficoltà nel portare le gomme nella finestra giusta.
- Vento e sostanziali cambi della pista penalizzano la SF-25.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.