LBA: Gherardini dice addio al 5+5, possibile 6+6 per tutti?

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Appena insediato alla presidenza della LBA, Maurizio Gherardini ha riacceso il dibattito sulle regole di tesseramento che determinano il volto del campionato. La questione tocca equilibri sportivi, bilanci dei club e il futuro dei giovani italiani. Le decisioni che verranno prese potrebbero cambiare il mercato e la competitività delle squadre nei prossimi anni.

Le due opzioni del tesseramento spiegate in termini semplici

Negli ultimi anni la Serie A ha offerto due strade per costruire i roster. Scelte diverse hanno prodotto effetti concreti sul campo e sul mercato.

  • 5+5: cinque stranieri e cinque italiani in organico.
  • 6+6: sei stranieri e sei italiani nella rosa.

Questi modelli nascono con l’intento di bilanciare lo sviluppo dei giocatori locali con la necessità di competere ad alto livello. Tuttavia, entrambe le formule hanno mostrato limiti su costi e competitività.

Situazione attuale: chi ha scelto cosa nella stagione 2025/26

Nel campionato 2025/26 la maggioranza delle società ha preferito il numero maggiore di stranieri. Solo due squadre hanno puntato sul 5+5. Tra queste, una sta valutando un cambio in corsa e la relativa penalità economica. La scelta dei club riflette pressioni sportive e vincoli di bilancio.

La proposta di Gherardini: perché si parla di uniformare al 6+6

La linea avanzata dalla nuova presidenza è chiara: semplificare e uniformare. Il modello più accreditato propone di adottare il 6+6 per tutte le squadre, ispirandosi a quella che viene chiamata esperienza tedesca.

La proposta include una misura a tutela dei vivai: un tetto massimo per giocatori formati nei settori giovanili ma non eleggibili per la Nazionale. In pratica, si cerca un equilibrio tra spazio per i talenti italiani e la necessità di competitività internazionale.

Chi è coinvolto nelle consultazioni e quali sono i temi sul tavolo

Gherardini ha avviato contatti con la federazione e con figure di peso nel basket italiano. Tra i nomi coinvolti figurano dirigenti, allenatori e atleti con esperienza internazionale. Le consultazioni mirano a trovare soluzioni condivise su questi punti:

  • impatto economico per i club;
  • regole per la formazione e l’impiego dei giovani;
  • criteri di eleggibilità per la Nazionale;
  • coerenza con le esigenze delle competizioni europee.

Possibili conseguenze sportive ed economiche della riforma

Modificare il modello di tesseramento avrà ricadute immediate. Alcuni effetti prevedibili:

  • maggiore flessibilità per i club nelle rotazioni;
  • rischio di riduzione degli spazi per i giovani italiani;
  • potenziale alleggerimento dei costi a lungo termine se la regola porta a squadre più competitive;
  • necessità di nuovi incentivi per mantenere viva la filiera dei vivai.

I club più piccoli potrebbero trovarsi a dover rivedere i piani di budget. Al contrario, le società con risorse maggiori potrebbero sfruttare il 6+6 per aumentare il livello tecnico delle rose.

Tempistiche e scenari di attuazione per la nuova regola

Secondo le indiscrezioni, la modifica potrebbe entrare in vigore dalla stagione 2026/27. Prima di arrivare a una decisione definitiva, saranno necessari altri passaggi formali e il consenso tra le parti coinvolte.

Nei prossimi mesi si attendono chiarimenti su dettagli tecnici, clausole transitorie e possibili eccezioni. La strada è aperta, ma il percorso richiede accordi precisi per evitare effetti indesiderati sul movimento cestistico nazionale.

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