La vittoria della Trapani Shark a Treviso si è trasformata in una serata di tensione e accuse. Dopo il successo sul parquet, il patron Valerio Antonini ha scelto i social per lanciare una serie di affermazioni contro giocatori, tifosi e istituzioni locali.
Esultanza sul campo e messaggio polemico
La gioia per il risultato sportivo è stata subito accompagnata da una presa di posizione dura. Antonini ha dedicato il successo «a chi è rimasto» e ad Alex Lentini.
Nello stesso post ha lanciato un attacco verso chi, a suo dire, abbandona la squadra. Ha usato parole nette, definendo il comportamento di alcuni come quello di chi «scappa come un ladro», con riferimenti che molti interpretano come indirizzati a Jasmin Repesa.
La rabbia del patron è esplosa pubblicamente, mescolando elogi e accuse in un messaggio destinato a far discutere.
La chat privata con Alibegovic resa pubblica
Subito dopo il post, Antonini ha condiviso una conversazione privata con Amar Alibegovic, datata 27 novembre.
La chat è stata mostrata sui social e, secondo l’articolo originale, la sua pubblicazione potrebbe configurare profili di illegittimità.
Nel colloquio il presidente chiedeva un incontro al giocatore al suo ritorno in Sicilia. Alibegovic aveva dato disponibilità.
Questo elemento ha aggiunto un livello di complessità alla vicenda e ha alimentato il dibattito sulla trasparenza e sulla privacy nelle comunicazioni tra club e tesserati.
Lo scontro con la tifoseria: striscioni e accuse reciproche
Negli ultimi giorni alcuni sostenitori hanno appeso fuori dal PalaShark lo striscione «Vendi e vattene».
Antonini ha risposto attaccando quelle frange di tifoseria che si definiscono organizzate. Ha definito quei gruppi come «quattro sgangherati» e ha sottolineato la differenza con i tifosi che gli hanno manifestato supporto.
Ha inoltre minacciato una segnalazione alla Digos per presunte minacce ricevute e per «storie false» che, a suo avviso, metterebbero a rischio la sua sicurezza in città.
La diretta di Antonini e l’intenzione di cedere le società
Poco dopo i post, il patron ha avviato una diretta su X della durata di circa sei minuti.
In quel video ha ribadito l’idea che la convivenza con una parte della tifoseria sia diventata impossibile. Ha collegato la situazione attuale ai problemi preesistenti delle due società cittadine, calcio e basket, e agli impianti in cattive condizioni.
Punti chiave emersi nella live
- Accettazione dell’abbandono della sua gestione da parte di una parte della tifoseria.
- Decisione di consegnare simbolicamente le chiavi delle due squadre al sindaco Giacomo Tranchida.
- Disponibilità a dimettersi se il sindaco decidesse di prendere in carico la gestione.
- Un invito al confronto sulla futura qualità della gestione rispetto all’attuale.
Il ruolo del sindaco e la polemica politica in città
Antonini ha puntato il dito anche contro il sindaco Giacomo Tranchida, ritenendolo responsabile dell’escalation.
Ha annunciato simbolicamente la consegna delle squadre nelle mani del primo cittadino e lo ha sfidato a dimostrare di poter fare meglio.
Questa mossa apre uno scenario politico-sportivo che potrebbe coinvolgere amministrazione, forze dell’ordine e gli stessi gruppi di tifosi.
Reazioni e possibili sviluppi
La pubblicazione della chat privata e le minacce di segnalazione alla Digos rischiano di innalzare la tensione.
Sul versante sportivo, la decisione di Antonini potrebbe tradursi in una querelle su chi deve guidare le società.
Sul piano istituzionale, si profila un confronto con il Comune e, eventualmente, un coinvolgimento delle autorità competenti per chiarire la legittimità di alcune azioni compiute sui social.
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Davide Ricci è giornalista basket. Da nove anni copre NBA, EuroLeague e Coppa del Mondo FIBA. Le sue analisi strategiche e interviste alle star arricchiscono la lettura. Il suo stile chiaro illumina le dinamiche di ogni partita.