Il derby di Milano si avvicina e, tra preparativi e tensione, Fikayo Tomori riflette sul valore della partita e sui compagni che la rendono speciale. In questa intervista racconta la sua prima esperienza al confronto con l’Inter, il cambio di mentalità imposto dall’allenatore e le qualità di giocatori come Rafael Leão e Christian Pulisic.
San Siro e una prima volta che non si scorda
Tomori parla di un debutto in un clima ben diverso da quello inglese. I tifosi rossoneri lo seguirono già in allenamento, con striscioni e bandiere. Sul pullman verso lo stadio sentì i sostenitori battere sulle fiancate. Quel rumore gli fece capire subito che il derby è un’altra cosa.
Dettagli che finiscono nella memoria
- I tifosi presenti prima dell’inizio dell’allenamento.
- Il calore che rimane anche dopo il fischio finale.
- La sensazione di trovarsi in una partita diversa, non solo per intensità ma per il coinvolgimento della città.
Per Tomori, anche gli amici capirono solo vedendo lo stadio dal vivo quanto fosse speciale quella serata.
Il messaggio di Allegri: più ordine per puntare in alto
La squadra ha cambiato atteggiamento sotto la guida di Massimiliano Allegri. L’allenatore ha rimarcato che segnare molto non basta se la squadra concede troppi gol.
L’idea chiave è semplice: ridurre le reti subite per sfruttare al massimo il potenziale offensivo. Secondo Tomori, Allegri ha sottolineato che non si tratta di colpe individuali, ma di una mentalità collettiva da adottare.
Rafael Leão: il talento che sembra naturale
Rafael Leão ha avuto un rendimento importante, nonostante problemi fisici all’inizio della stagione. In campo mostra qualità che sembrano innate.
- Gol e assist distribuiti nei vari impegni stagionali.
- Intermittenze dovute a un infortunio al polpaccio.
- Una crescita di consapevolezza dopo la vittoria dello Scudetto.
Tomori osserva che Leão ha sempre avuto le qualità, ma solo recentemente ha compreso fino in fondo come sfruttarle. Quel passaggio di consapevolezza si è visto in campo.
Christian Pulisic: qualità sottovalutate e un professionista esemplare
Pulisic ha iniziato bene la stagione ma poi ha dovuto fare i conti con gli acciacchi. Non ha ancora segnato nel 2026, ma il compagno lo difende senza riserve.
Tomori lo considera spesso sottovalutato. Sottolinea velocità, controllo palla e intelletto tattico come attributi che emergono soprattutto quando avversari e tifosi se ne accorgono dopo un suo gol.
- Velocità esplosiva.
- Precisione e decisione con il pallone.
- Costanza nel lavoro quotidiano e atteggiamento professionale.
Per Tomori, Pulisic è calmo fuori dal campo e determinato dentro. È anche tra i giocatori più seri e ambiziosi nello spogliatoio.
Il ritorno in Nazionale: il sogno del Mondiale 2026
Tomori non veste la maglia dell’Inghilterra dal 2023. Nonostante questo, nutre speranze per una convocazione in vista del Mondiale del 2026.
Ha parlato con il ct Thomas Tuchel e ha ricevuto segnali positivi: è vicino alla selezione, ma serve continuità. Il difensore preferisce concentrarsi sulle prestazioni con il Milan per aumentare le chance di essere incluso nella rosa per giugno.
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Marco Rossi è giornalista calcio. Con dieci anni di esperienza, analizza trasferimenti, tattiche e successi dei club europei. Offre analisi precise e coinvolgenti. Il suo stile chiaro ti aiuta a comprendere i punti chiave di ogni partita.