Il ritorno di Matteo Berrettini a Parigi ha avuto il sapore di un risveglio: la vittoria su Fucsovics sotto il sole è stata una boccata d’aria diversa, tra emozione e riflessione. Il tennista romano ha parlato con franchezza di infortuni, scelte personali e del piacere ritrovato di scendere in campo, raccontando anche gesti che vanno oltre il campo e rivelano molto del suo carattere.
Parigi e il Bois de Boulogne: un legame ritrovato
Berrettini ha descritto il ritorno allo storico scenario parigino come qualcosa di speciale. Dopo anni d’assenza, il rumore del pubblico e l’atmosfera gli hanno ricordato il motivo per cui ama giocare. Ha confessato che le sue presenze precedenti al torneo sono state talvolta segnate da momenti difficili, ma oggi il ricordo prevalente è quello della prima volta, vivido e positivo.
La vittoria contro Fucsovics: emozione e leggerezza
La partita con Fucsovics ha rappresentato più di un semplice successo. Sotto il caldo, Matteo ha avuto la sensazione di essere tornato a provare piacere nel gioco. Ha cercato di limitare l’ansia e di non farsi sopraffare dai dubbi.
- Approccio deciso: evitare l’eterna indecisione sul giocare o meno.
- Energia dal pubblico: il supporto ha reso la vittoria ancora più intensa.
- Clima e adrenalina: il caldo non lo ha disturbato, anzi gli ha dato carica.
Infortuni, resilienza e un percorso iniziato da ragazzo
Matteo non nasconde che la sua carriera è stata segnata da numerosi guai fisici. Ha ricordato di essersi confrontato con il problema già in età giovanile. Anche per questo ha sviluppato una capacità di ripartire dopo le difficoltà. Ogni recupero è stato una piccola conquista personale.
Come affronta gli stop
- Accettazione della condizione fisica e pazienza nel recupero.
- Ritrovare fiducia un passo alla volta.
- Adattare il gioco e gli allenamenti alle esigenze del corpo.
Un compleanno diverso: regali solidali e valore personale
Per il trentesimo compleanno Berrettini ha chiesto un gesto che superasse il semplice dono. Ha preferito che chi voleva festeggiarlo facesse una donazione a “Atleti al tuo fianco”, associazione che supporta pazienti oncologici. Il gesto ha avuto risvolti concreti, come un frigorifero che conserva alimenti per chi è in cura, intitolato a lui.
- Regali ricevuti: collane, libri, biglietti.
- Il dono simbolico: raccolta fondi per chi affronta la chemioterapia.
- Il significato: usare la propria visibilità per aiutare gli altri.
Questo tipo di iniziative gli dà forza e motivazione.
Prossimo ostacolo: Rinderknech e la rivincita dei precedenti
Al turno successivo Berrettini affronterà Arthur Rinderknech, contro cui aveva dovuto ritirarsi agli US Open 2023. Le cicatrici del passato rimangono, ma la mentalità è cambiata. Sa che il pubblico può spingere contro di lui, soprattutto in partite dal sapore di rivalsa, ma preferisce l’energia di uno stadio pieno al silenzio delle trasferte senza tifosi.
Aggiustamenti tecnici e gestione della forma
Negli ultimi mesi Matteo ha lavorato su aspetti precisi del suo gioco. Ha migliorato il servizio per consumare meno energie. Questo gli permette di essere più efficace nei momenti chiave delle partite. Sentire meno fatica è stato fondamentale per tornare competitivo nei match al meglio dei cinque set.
Interventi principali
- Piccole modifiche al gesto del servizio.
- Concentrazione sulla gestione delle energie in campo.
- Allenamenti mirati per preservare il fisico.
Vincere un match al meglio dei cinque è diventato un obiettivo concreto.
Obiettivi sul calendario: Wimbledon e qualificazioni possibili
Dopo Parigi c’è l’erba di Wimbledon, superficie che Matteo ama. Tuttavia, la classifica attuale lo colloca intorno alla 105ª posizione mondiale. Questo significa che potrebbe non ricevere una wild card e, quindi, dover passare dalle qualificazioni. Accoglie l’ipotesi con serenità: se necessario, affronterà le qualificazioni con lo stesso spirito combattivo.
- Wimbledon: appuntamento importante anche senza ranking alto.
- Possibile strada: disputare le qualificazioni.
- Fattore psicologico: concentrarsi sul gioco più che sulla testa di serie.
Il tennis ritrovato: motivazione e prospettive
Il filo conduttore nelle parole di Berrettini è la riscoperta del piacere di giocare. Non è solo una questione di risultati, ma di approccio mentale e fisico. Sa che la carriera ha ancora curve da affrontare, ma la volontà di continuare si nutre anche di gesti fuori dal campo e della cura per i dettagli tecnici.
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Matteo Conti è giornalista tennis. Da cinque anni segue i Grandi Slam, i circuiti ATP e WTA. I suoi articoli offrono analisi tattiche e reportage esclusivi con i protagonisti. Il suo stile conciso ti porta nel vivo di ogni match.