
Cristiano Bergodi (qui a fianco al suo ritorno a Modena nella presentazione del febbraio scorso) è ospite oggi della trasmissione di Stefano Ferrari, Domenica goal, sui canali di Antenna 1. Si preannuncia una grande serata per parlare della squadra gialloblù che, come ha ricordato il conduttore, è la migliore delle ultime dieci giornate di campionato. Il laziale inizia dando uno sguardo alla classifica. "La salvezza sarà a 50 punti - afferma - prendiamo sempre questo punteggio come riferimento. Forse non saràfacile, per quelle dietro, arrivare a 50, comunque tutte se la giocano. Spicca l'Ascoli, che è un miracolo se rimarrà in B. Il Modena ha trovato delle motivazioni, io stesso sono tornato con grande voglia, perchè pensavo di non meritare quell'esonero dopo 15 partite. Ero motivato anche all'inizio, ma c'erano tanti problemi. Per la serie A, invece, è una bella lotta, con 4 squadre in pochi punti che puntano alla serie A". Martedì si torna subito in campo. "Se vinciamo con la Sampdoria saremmo salvi, ma vorremmo anche non perdere più, come ho detto dopo il Padova. Spero che la squadra mi faccia questo regalo, che ho chiesto tempo fa. Ho buttato lì una frase e per ora i ragazzi mi stanno seguendo". Bergodi parla anche delle ultime partite. "Dopo Empoli ho detto che forse in altri tempi questa partita non l'avremmo rimontata. Adesso la squadra ci crede, ha la determinazione giusta. Gli episodi ci sono a favore, ma a volte la fortuna aiuta gli audaci. I miei giocatori hanno preso autostima, hanno visto che davanti si fa gol con frequenza e hanno coraggio. Adesso è cambiata la testa della squadra, perchè dopo i primi risultati positivi contro il Cittadella e il Padova, tutti hanno preso coscienza dei propri mezzi". Paolo Maini, ospite in studio della trasmissione, ha chiesto a Bergodi se c'è un po' di rammarico per quello che poteva essere e non è stato. "E' vero, c'è molto rimpianto, perchè io speravo di fare un campionato importante fin dall'inizio, restando in attesa nel girone d'andata e uscendo alla distanza. Io e Pari - spiega Bergodi - abbiamo scelto dei giocatori sui quali credevamo e che adesso si stanno rivelando importanti. La società aveva fatto uno sforzo sia nell'ingaggio dei giocatori che nell'acquisto dei cartellini e io credevo di potermi giocare le carte nel girone di ritorno. Già l'anno scorso nel ritorno, se non avessimo perso con l'Atalanta in casa e avessimo vinto a Vicenza o con il Torino, potevamo dare la scalata ai play-off. Pensavo di fare meglio in questa stagione, ma qualche giocatore non ha reso (anche se io resto convinto che Fabinho abbia delle qualità) e soprattutto gli infortuni ci hanno penalizzato in alcuni uomini chiave, come nel casi di Di Gennaro, che ho perso per molte settimane. Siamo partiti convinti di aver costruito una squadra migliore della passata stagione, ma purtroppo le cose sono andate male nel girone d'andata e si è arrivati a quell'esonero che io continuo a ritenere un po' troppo affrettato". Il giornalista Antonio Montefusco ha chiesto al tecnico se c'è qualcosa che non rifarebbe, della prima parte di stagione. "Rifarei tutto, tranne una cosa che non posso svelare e che tengo per me. Errori gravi penso di non averne commessi, come qualcuno poteva pensare in quel momento". Vani tutti i tentativi dei giornalisti di far dire a Bergodi qual è l'unica cosa che non rifarebbe. Impossibile anche fargli dire se il tecnico resterà oppure non a Modena. "Non lo so- sorride il tecnico laziale". Bergodi parla di Stanco, una delle sorprese più positive della stagione. "L'ho conosciuto l'anno scorso e mi è subito piaciuto per la sua tecnica, per la sua capacità di tenere su la squadra e anche in fase realizzativa. E' un bravo giocatore, che in B può arrivare anche alla doppia cifra. So che aveva girovagato un po', io ho preferito tenerlo e valorizzarlo. Con me si sta esprimendo bene anche a partita in corso, Spero che un giorno si ricorderà di me, come io ricordo con piacere due miei ex allenatori, Catuzzi che mi ha lanciato, e Galeone". Ci sono dei giocatori che vorrebbe nel Modena del prossimo anno, o in un'altra squadra se non dovesse rimanere? "Tutti - risponde Bergodi - facile dire Di Gennaro, un giocatore che ho voluto a Modena dopo averlo visto contro di noi nel campionato scorso. Lui è molto bravo, ma devo dire che si esalta nel collettivo. Da solo non potrebbe fare molto, invece è inserito in un gruppo che gli permette di esprimere a meglio le sue qualità. Le individualità si esaltano nel collettivo, e adesso il Modena è un gruppo vero. La squadra va in campo con delle indicazioni precise, non viene buttata sul tappeto verde a caso". Poi Stefano Ferrari chiama alcune sorprese per Cristiano Bergodi, una specie di carrambata con alcuni ex dirigenti che hanno avuto il laziale come allenatore. Bergodi ricorda i suoi trascorsi a Imola, in serie C/2. Dal passato al presente e soprattutto al futuro. Cinque partite per chiudere la stagione. "Con la Samp, Dalla Bona potrebbe farcela a recuperare, anche se deciderò nella rifinitura. Sarà anzi un allenamento d scarico per recuperare le forze". Bergodi rivela. "Ci tengo a uesta partita, perchè affrontiamo una formazione blasonata. Vorrei che la squadra ripetesse le buone prestazioni di questo ultimo periodo". Parla d dalla Bona. "Ho sempre creduto in lui - afferma - all'inizio ha accusato un po' il cambio della realtà nella quale gioca. Ha sentito un po' la pressione che Modena dà e che Cittadella non dà. Ho sempre sperato che uscisse fuori e così è stato. In questo ruolo di mediano si trova bene, anche se lui ha gocato pure con altri sistemi. Quando sono arrivato io non attraversava un buon momento, ma anche grazie ad un gol e ad alcune buone prestazioni ha preso fiducia, come il resto della squadra". Paolo Maini ha poi dato le ultime notizie sugli allenatori della B (a Vicenza è tornato Gigi Cagni, Apolloni ha rinnovato con il Gubbio). Prima di lasciare gli studi, Bergodi ha svelato le sue ambizioni. "Ho iniziato dai bambini, sono passato ai Dilettanti, poi sono andato in Romania, ho fatto tanti anni di gavetta. Adesso mi piacerebbe allenare in serie A. Spero che un giorno, magari, mi chiami la Lazio, ma per ora è solo un sogno". Bergodi ricorda i suoi trascorsi, sette anni alla Lazio, in serie A, in "un'epoca importante. Il più bravo con cui ho giocato è stato Gascoigne, ma anche Signori, Leo Junior, che ho avuto. a Pescara. In quegli anni 90' c'erano grandissimi attaccanti, da Van Basten a Baggio e tanti altri e il calcio era veramente spettacolare". Una maglietta 'orribile' regalata dal giornalista Montefusco al tecnico Bergodi, ha concluso la partecipazione del laziale alla trasmissione di Stefano Ferrari.