Cronaca » Sindacale
Mercoledì 01 Maggio 2013 - ore 10:05
Cgil-Cisl-Uil, priorità al lavoro e alla ricostruzione

La fase della prima emergenza è stata gestita bene, ma la ricostruzione, che sarà lunga e complessa, incontra difficoltà e deve essere affrontata dalle istituzioni territoriali con rapidità ed efficienza e con una visione dello sviluppo territoriale che preveda il coinvolgimento di tutti gli attori economici e sociali. Lo affermano Cgil-Cisl-Uil di Modena che, proprio per accendere l’attenzione sui problemi post terremoto che si intrecciano con la crisi economica, hanno scelto Mirandola come sede del comizio principale per le celebrazioni modenesi del 1° Maggio. Alla vigilia della Festa del Lavoro e in vista del primo anniversario del sisma, i sindacati ribadiscono l’esigenza di definire con istituzioni e sistema delle imprese alcuni obiettivi comuni sui quali sollecitare interventi nell'immediato a favore dei Comuni colpiti dal sisma, e favorire un confronto sulle scelte strategiche che riguardano il futuro di quelle aree e, più in generale, della provincia di Modena e dell’intera Emilia-Romagna. Obiettivo delle organizzazioni sindacali, che nelle settimane prossime vedranno le istituzioni e le associazioni imprenditoriali, è definire luoghi strutturati di confronto e verifica sulle questioni che riguardano gli effetti del sisma sul sistema produttivo modenese e sulle azioni necessarie per riprogettare e ricostruire in sicurezza, nel rispetto della legalità e considerando il lavoro come asse centrale per la ripartenza di quei territori. I sindacati suggeriscono di creare un osservatorio per la ricostruzione presso la Camera di commercio. «Pur esprimendo soddisfazione per la proroga dello stato di emergenza, chiediamo di rendere rapidamente esigibili e disponibili tutti gli strumenti e risorse. Gli uni e le altre – spiegano i segretari provinciali Cgil, Tania Scacchetti, Cisl, William Ballotta, e Uil, Luigi Tollari - servono per avviare la ricostruzione, favorire la ripartenza delle imprese destinando i contribuiti a quelle che decidono di rimanere nel territorio, prolungare la sospensione della tassazione e della contribuzione per imprese e cittadini, in particolare per coloro che hanno subito danni diretti, dare piena attuazione agli accordi regionali con il sistema creditizio, evitare un’eccessiva burocrazia, pur rafforzando tutti gli strumenti utili al contrasto dell'illegalità». I sindacati sottolineano che il terremoto ha ulteriormente aggravato la crisi economica, a causa della quale tra il 2008 e 2012 in provincia di Modena sono andati persi circa 15 mila posti di lavoro; le ore complessive di cassa integrazione sono passate da 1,1 milioni di ore del 2008 ai 19,5 milioni di ore del 2012. Impressionante anche il dato sulle procedure concorsuali: nel 2012 ne sono state aperte 187, il 4 per cento in più rispetto all’anno precedente. Nel 2012 sono state chiuse 518 imprese, mentre altre 4.100 sono in stato di crisi conclamata. «Nelle istituzioni nazionali e locali, insieme alla solidarietà dimostrata nella fase di emergenza, deve crescere la consapevolezza dei danni, che non hanno eguali per densità industriale e vastità dell'area colpita, impatti sulle strutture pubbliche socio-sanitarie-educative e ricreative. Ciò rende evidente per noi la necessità di attivare adeguati investimenti sulla ricostruzione delle attività produttive e sociali per il ritorno alla normalità di chi vive e lavora in questo territorio. Un forte impegno per la ricostruzione e lo sviluppo delle aree terremotate – concludono i segretari di Cgil-Cisl-Uil - può rappresentare il volano della ripresa della stessa provincia di Modena».





