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Sabato 30 Settembre 2017 - ore 19:41
Dal Consiglio Comunale / La Street Art di Mutina di nuovo in mostra dal 25 novembre
Lo ha annunciato l’assessore Cavazza rispondendo all’interrogazione di Galli (FI)
Lo ha detto l’assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 28 settembre rispondendo all’interrogazione del consigliere di FI Andrea Galli sull’iniziativa. Il consigliere ha chiesto in particolare se la scelta dell’evento dedicato alla street art è stata effettuata “in solitudine” da Francesca Piccinini, con che criteri sono stati modulati i compensi degli artisti e se le opere realizzate possono essere esposte ulteriormente “in luoghi idonei, come ad esempio le scuole modenesi”.
L’assessore ha precisato che “il programma di Mutina Splendidissima, completamente gratuito, è stato promosso dal Comune di Modena tramite i Musei civici, che hanno come direttrice la dottoressa Piccinini. Nell’organizzazione delle attività ci sono due livelli – ha proseguito – quello della strategia politica, in cui l’assessore individua alcune linee di lavoro e le condivide con la struttura tecnica, e quello più tecnico, artistico, culturale sviluppato dai professionisti che traducono operativamente le linee strategiche partendo dalla storia, dalla tradizione e dal patrimonio presente nei nostri musei. La scelta degli eventi non viene fatta ‘in solitudine’ – ha chiarito – e, nel caso di Mutina Splendidissima, oltre al contributo di diversi collaboratori di cui si avvalgono stabilmente i Musei civici, si è costituito un comitato scientifico”. Cavazza ha spiegato inoltre che “l’artista che ha percepito il compenso maggiore, K.Wenner, è l'inventore di questa particolare forma d'arte e ha curato con i Musei l'iniziativa: con lui è stato fatto il progetto artistico e sono stati individuati gli altri soggetti; è stato il punto di riferimento di tutto il gruppo. Tutti i compensi riconosciuti agli artisti – ha aggiunto – sono lordi e comprendono anche le spese di viaggio: questo comporta una sostanziale differenziazione delle somme corrisposte all’uno e all’altro”.
Nella replica, il consigliere Galli si è detto “soddisfatto della risposta. Sollecito l'Amministrazione – ha aggiunto – a far vedere queste opere che non vorrei tornassero nei magazzini: abbiamo molte scuole che potrebbero essere abbellite se vi venissero collocate”.
AL SANT’AGOSTINO ANCHE UN AUDITORIUM PER PROIEZIONI
In Mav Figurina, Civica e Fondazione Foto. Cavazza risponde a interrogazione di Cugusi
La Fondazione Modena per le Arti visive, come dichiarato nello statuto e nelle linee di indirizzo, nasce per valorizzare le istituzioni culturali – Galleria civica, Museo della Figurina e Fondazione fotografia – che hanno sviluppato e consolidato attività legate al contemporaneo e all’immagine, e per far crescere e sostenere le associazioni culturali del territorio, anche in stretta integrazione con il cinema di qualità, come quello che a Modena viene sostenuto dal Comune. “È evidente che, oggi, le arti visive non possono non comprendere le immagini in movimento, che però non sono solo cinema ma anche video, documentari, corti o lungometraggi, realizzati con mezzi tradizionali o con i nuovi strumenti digitali, arrivando fino alle produzioni con lo smartphone. E il progetto del Polo del Sant’Agostino non esclude queste nuove forme espressive, prevedendo infatti un auditorium da circa 140 posti, con accesso autonomo, che consentirà la proiezione di video e film e che potrà essere a disposizione anche di associazioni esterne e del cinema colto”.
Lo ha detto l’assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza rispondendo oggi, giovedì 28 settembre, in Consiglio comunale all’interrogazione presentata da Marco Cugusi di Art.1-Mdp per conoscere i motivi “della scelta di escludere il cinema d’essai dal Polo dell’immagine”. Nel presentare l’interrogazione, il consigliere ha affermato che “un Polo dell’immagine senza il cinema impedirebbe una lettura complessiva dei fenomeni sociali, culturali e politici legati alla storia dell’immagine nel nostro tempo”, che “il cinema di qualità è tradizionalmente una delle attività preferite dai modenesi, come testimoniano gli oltre cinquemila iscritti alla Sala Truffaut” e infine che “nell’interesse della città, il Polo deve nascere per realizzare un progetto di alto profilo e non solo un trasferimento di sedi”.
Nella sua risposta, l’assessore Cavazza ha ricordato che i comuni denominatori dei tre istituti confluiti nella Fondazione Arti Visive sono l’essere istituiti e governati dal Comune, per la Galleria civica e il Museo della figurina, e dalla Fondazione Cassa di Risparmio per la Fondazione fotografia; aver consolidato attività complementari legate all’immagine e al contemporaneo e svolgere attività comuni come la programmazione di mostre temporanee d’arte, la didattica e la comunicazione. Diversa la natura del cinema d’essai, esternalizzato dal Comune fin dal 1992 e gestito dall’Associazione circuito cinema (costituita da Acli, Arci, Endas e Aics e alla quale il Comune partecipa dal 2006) che ha come scopo la programmazione di sale cinematografiche, il 7B e la sala Truffaut, e supercinema estivo. L’amministrazione peraltro sostiene l’associazione, che riceve contributi anche dalla Fondazione Cassa di risparmio, con un finanziamento annuo di 84 mila euro e l’uso gratuito della sala Truffaut e del supercinema. Il Comune sostiene anche il festival del cinema documentario, il viaemilia@docfest, e altre produzioni cinematografiche, documentarie e anche televisive. “Il cinema resta quindi un’attività promossa e pienamente sostenuta dal Comune – ha concluso l’assessore Cavazza – e la vicinanza tra cinema d’autore e arti visive potrà certamente creare una sinergia tra Fondazione arti visive e Associazione circuito cinema”.
Nella replica il consigliere Cugusi ha ricordato che “le difficoltà del mercato cinematografico sono sotto gli occhi di tutti e, in questo contesto, il cinema d’essai è il più penalizzato perché non è in grado di offrire tecnologie migliori, sale adeguate e condizioni di visione più simili a quelle delle sale ‘commerciali’. Trasferendo il cinema d’essai da va degli Adelardi al Sant’Agostino l’Amministrazione risolverebbe un problema, nell’ottica di un progetto culturale alto e di sviluppo di sinergie”.



