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Giovedì 03 Marzo 2016 - ore 18:40
Dal Consiglio Comunale / Nuovo regolamento per il mercato Albinelli

Ok del Consiglio, spazio alle innovazioni e gestione più flessibile dei posteggi vuoti: non solo ambulanti, fino a un massimo di 20 banchi. “Tutela della qualità”
Nell’illustrare il provvedimento l’assessore alle Attività economiche Tommaso Rotella ha sottolineato che l’obiettivo delle modifiche proposte, frutto di un percorso di confronto e ascolto con il Consorzio degli operatori del mercato, è proprio quello, in un’ottica anche di semplificazione, di potere dare spazio anche a servizi di vendita e proposte innovative, pur nel solco della tradizione del mercato, per integrare l’offerta alla clientela. Si supera così, almeno in parte, il limite finora imposto dal dover scegliere esclusivamente ambulanti, con l’obbligo di privilegiare l’anzianità della licenza. Infatti, una parte dei posteggi, fino a un massimo di 20 su 87 (erano il 30 per cento, cioè 29, nella proposta iniziale poi ridotti sulla base di un emendamento del Pd votato anche da Sel, Fas, M5s, Per me Modena, CambiaModena. Contraria FI) potranno essere assegnati non più solamente ad ambulanti, ma anche a operatori commerciali, scelti con bandi di evidenza pubblica nel rispetto di linee guida stabilite dal Comune riguardo a tipicità, enogastronomia, valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti alimentari.
L’assessore Rotella ha chiarito che questa opportunità non consentirà di vendere qualunque cosa, visto che le nuove attività saranno selezionate sulla base di progetti da presentare alla Giunta comunale che, sentite le associazioni di categoria, li valuterà sulla base degli “elementi di qualità e di innovazione nonché sulla compatibilità con la vocazione alimentare del Mercato”. La ricerca degli operatori, poi, si svolgerà con modalità di evidenza pubblica in base a linee guida e criteri decisi dal Comune.
Per i soggetti titolari delle nuove attività, inoltre, si applicheranno le medesime norme regolamentari del mercato (a parte quelle specifiche che disciplinano l’ambulantato) così come le norme in materia di orari. In caso di inadempimenti nel pagamento delle quote dovute per lo stand, sarà il Comune a intervenire, in quanto proprietario della struttura, con i poteri di sgombero e rimozione.
Il nuovo Regolamento è uno degli aspetti del Patto per la valorizzazione del mercato storico sottoscritto nei mesi scorsi che prevede diverse iniziative di miglioramento delle modalità di intervento per la manutenzione e la qualificazione della struttura, la promozione e l’inserimento nei circuiti turistici, l’ampliamento degli orari di apertura, il rafforzamento del ruolo di “vetrina” delle eccellenze alimentari.
MERCATO ALBINELLI, IL DIBATTITO SUL NUOVO REGOLAMENTO
Tutti i gruppi hanno sottolineato la necessità di preservare l’identità della struttura e, allo stesso tempo, di studiare progetti che ne consentano il rilancio e la valorizzazione
“Il nuovo regolamento per il mercato Albinelli è un aspetto di un quadro composito di azioni che stiamo condividendo con gli operatori, il Consorzio e le associazioni e che servono per dare un futuro al mercato. Tra queste, cerchiamo di introdurre criteri di selezione sui quali fino a oggi non avevamo possibilità di agire e di ritagliare un spazio, per ora sperimentale, nel quale inserire nuove attività”. Lo ha affermato l’assessore alle Attività economiche Tommaso Rotella concludendo in Consiglio comunale il dibattito che, giovedì 3 marzo, ha portato all’approvazione della delibera che modifica il Regolamento del mercato Albinelli. Il provvedimento ha ottenuto il voto favorevole di Pd, Sel, Fas, M5s, Per me Modena e CambiaModena, (astenuta Forza Italia), dopo l’approvazione dell’emendamento (con lo stesso voto a favore e quello contrario di FI) presentato da Fabio Poggi. Nel testo si propone alla giunta di provvedere nel minor tempo possibile a tre atti: la definizione di linee guida procedurali; lo studio di un primo progetto di fattibilità per la ristrutturazione dell’immobile preservandone la vocazione e i vincoli; la predisposizione di un piano per modificare gli orari di apertura. L’emendamento prevede inoltre che i posteggi “flessibli”, oggetto di nuovi progetti commerciali siano un massimo di 20 su 87 (e non il 30 per cento del totale come nella proposta iniziale). Secondo il consigliere Poggi per l’Albinelli “ci vorrebbe un piccolo Psc: un vero e proprio piano strutturale perché la situazione va esaminata sotto tanti punti di vista diversi. La delibera e l’emendamento sono quindi l’inizio di un percorso e creano i presupposti per un ragionamento più ampio”. Paolo Trande ha sottolineato le parole chiave per il cambiamento dell’Albinelli che sono “eccellenza, rilancio, flessibilità di apertura. Abbiamo una realtà d’eccellenza che però va valorizzata e credo che la via giusta sia il Patto sul quale poi si è costruita la delibera. I cambiamenti però vanno introdotti con gradualità, senza immaginare una rivoluzione. La flessibilità di apertura infine non può prescindere dal rispetto del lavoro di chi si alza prima dell’alba per gestire la sua attività”.
Antonio Montanini (CambiaModena) ha sostenuto che “sarebbe necessario azzardare un po’ di più nel progettare il rilancio del mercato: stiamo forse sottovalutando le potenzialità della struttura e, se vogliamo salvarla, dobbiamo capire cosa vogliono i consumatori in termini di prodotti e di servizi per poter poi determinare un’offerta diversa da quella di oggi, che è standard, e dove manca una valorizzazione delle specialità alimentari modenesi”. Per il consigliere l’elemento chiave su cui puntare “deve essere la distinzione: il mercato deve diventare la migliore rappresentazione della città in campo enogastronomico”.
Auspicando soluzioni che partano “da una visione completa del commercio in città considerando l’esistente e le prospettive di nuove aperture”, Luigia Santoro (Ap) ha chiesto che “non si esca dalla normativa degli ambulanti e non si tentino soluzioni furbette”, chiedendo infine “un necessario e preventivo approfondimento: non posso votare a favore di una delibera che presenta tanti punti dolenti e dimostra una tale approssimazione che dubito possa ottenere effetti positivi. Sembra piuttosto l’ennesima confusa prova, e gli esperimenti possono dare risultati positivi solo se correttamente impostati”.
“Se vogliamo che il mercato Albinelli muoia non dobbiamo fare altro che dire no a tutto”. È l’affermazione dalla quale è partito il consigliere di Sel Marco Cugusi: “Se invece vogliamo rivitalizzarlo – ha proseguito – allora questa modifica del regolamento è benvenuta perché è l’inizio di una trasformazione profondamente necessaria che deve essere condivisa con gli operatori, molti dei quali sono d’accordo. L’Albinelli può diventare un simbolo della città e un luogo di aggregazione ma bisogna studiare forme di promozione nuova, prevedere anche i non ambulanti, pensare ad attività che diano spazio ai giovani con idee innovative, ma senza snaturare la tipologia particolare della struttura”.
Andrea Galli, per FI; ha osservato che “il mercato va riprogettato con urgenza se no continueremo a perdere stalli. I commercianti dell’Albinelli sono minacciati dal cambio dei consumi e dai negozi, come quelli dei pakistani che hanno una diffusione capillare e sono aperti con orari lunghi. A Bologna – ha proseguito Galli – nella zona di via Clavature, le attività commerciali sono riuscite a innovare, integrando con la somministrazione di alimenti e bevande da consumare sul posto e mantenendo un’identità fortissima. Cambiare gli orari o ridurre i costi di pulizia, sono dettagli. Dobbiamo dare ai commercianti gli strumenti per guadagnare”. Anche per Adolfo Morandi “è giusto rendere il mercato più flessibile e aperto, lasciando spazio alle idee innovative”. Il consigliere si è poi detto stupito dall’emendamento “che mette vincoli e limitazioni e quindi mi sembra andare nella direzione contraria: diminuire la possibilità di dare spazio a operatori diversi per non snaturare il mercato è negare l’evidenza perché tutti i posti sono a rischio”.
Per Luca Fantoni (M5s) “il regolamento punta a far evolvere l’Albinelli ma quello che manca è un progetto vero per il mercato. Con il Patto si cerca di guardare al futuro ma siamo già in ritardo e non abbiamo un punto d’arrivo definito. I turisti visitano il mercato ma non fanno acquisti, quindi bisogna per forza introdurre la possibilità di somministrazione. La delibera è un primo passo, ma affronta solo una parte della questione mentre noi vogliamo un progetto chiaro”. E Mario Bussetti, evidenziando come la proliferazione di attività commerciali in città dreni il fatturato del mercato, ha chiesto di valutare i risultati delle sperimentazioni delle aperture serali per capire in che direzione andare.
Per Marco Chincarini di Per me Modena, l’emendamento aggiunge chiarezza al regolamento: “Una ristrutturazione, da fare insieme agli operatori, è necessario ma il mercato è ancora regolamentato come ambulante ed è necessario preservare vocazione e vincoli della struttura. L’atteggiamento che dobbiamo assumere – ha concluso – è valutare con calma le ipotesi di rilancio, e con il Patto siamo entrati nel merito della questione, considerando tutti i problemi sul terreno”.
VIE CADIANE-GIARDINI, SI VALUTA POTENZIAMENTO ILLUMINAZIONE
L’assessore Giacobazzi ha risposto all’interrogazione di Rabboni (M5s): “L’intervento, di competenza della Provincia, è subordinato a disponibilità finanziaria”
“Stiamo ragionando con la Provincia sul potenziamento dell’illuminazione, attraverso appositi proiettori, presso l’attraversamento pedonale presente su via Giardini all’altezza dell’incrocio tra quest’ultima e via Cadiane. L’intervento, di competenza della Provincia, a cui il Comune non può sostituirsi, ha un costo di alcune decine di migliaia di euro ed è subordinato alla disponibilità finanziaria dell’Ente in un momento in cui si trova in esercizio provvisorio di bilancio”.
È la risposta che l’assessore alla Mobilità del Comune di Modena Gabriele Giacobazzi ha dato all’interrogazione del M5s, illustrata da Marco Rabboni e trasformata in interpellanza, sulla pericolosità dell’incrocio tra strada Giardini e via Cadiane e dell’attraversamento pedonale adiacente su strada nazionale Giardini.
Il consigliere ha chiesto all’Amministrazione se è a conoscenza “che la Provincia abbia in programma di intervenire nei prossimi mesi sull’intersezione e sull’attraversamento pedonale oggetto dell’interrogazione per ridurne la pericolosità”, e in caso di risposta affermativa “se sia a conoscenza della tipologia di intervento con cui si vuole procedere: con una rotatoria, con un semaforo a chiamata o altro intervento analogo”. In caso di risposta negativa, invece, il consigliere ha chiesto se si “ritenga opportuno avviare un dialogo con la Provincia per suggerire o sollecitare un intervento al fine di ridurre la pericolosità del tratto stradale”. Il consigliere ha ricordato che presso l’incrocio si sono registrati nel tempo diversi incidenti, alcuni mortali, e ha evidenziato che a rappresentare un pericolo sarebbero la velocità e la presenza di un attraversamento pedonale e dell’ immissione da strada Cadiane nelle immediate vicinanze della curva di via Giardini, per chi procede in direzione Modena.
L’assessore ha convenuto sulla pericolosità del tratto stradale, ha ricordato come l’attraversamento pedonale sia segnalato come previsto da Codice della strada e ha osservato che “l’intervento alternativo al potenziamento dell’illuminazione, che prevede la semaforizzazione per l’attraversamento pedonale, risulta problematico perché provocherebbe un notevole aggravio sul traffico in quel punto, dove sono presenti attraversamenti e svolte in prossimità di attività commerciali”. Giacobazzi ha infine sottolineato che “soluzioni differenti, come la realizzazione di una rotatoria, verranno valutate sulla base di una visione strategica complessiva della viabilità in sede di definizione del nuovo Psc”.
Sul tema è intervenuto Vincenzo Walter Stella del Pd che, da addetto alla viabilità provinciale, ha ricordato i provvedimenti per la sicurezza messi in atto in quel tratto di strada extraurbana: la sostituzione del dare la precedenza con uno stop, la riduzione del limite di velocità e l’ipotesi di installazione di un autovelox “che però non è risultata percorribile per incompatibilità con norme del codice della strada”. Il consigliere ha infine auspicato che “Comune e Provincia studino in sinergia una soluzione che sia applicabile in questo ma anche in altri tratti analoghi presenti nel territorio provinciale”.
Anche per Diego Lenzini (Pd) è necessario guardare la situazione “con una visione più ampia, ragionando a 360 gradi e più a medio e lungo termine”. Il consigliere ha espresso la necessità di “portare una soluzione al traffico tra Modena e Formigine perché il flusso è molto intenso e sarebbe necessario un collegamento di Formigine alla tangenziale. Limitarsi a realizzare una rotonda in quell’incrocio risponderebbe al problema contingente ma lo sposterebbe in altro punto, perché ad esempio in un tratto adiacente di via Cadiane la larghezza della strada non è sufficiente per consentire il transito di due auto contemporaneamente e una rotonda bloccherebbe il traffico”.
Nella replica, Rabboni ha espresso accordo rispetto alla necessità di guardare la questione viabilità in senso più ampio, “ma l’obiettivo dell’interrogazione è trovare già subito una soluzione a quello specifico problema. L’intervento di aumento dell’illuminazione potrebbe migliorare la situazione di sera ma non di giorno e comunque non ridurrebbe la velocità di transito dei mezzi e la pericolosità, quindi porterebbe a scarsi miglioramenti. Installare un semaforo a chiamata potrebbe invece rappresentare una soluzione. È necessario trovare le risorse per intervenire perché la vita delle persone non ha prezzo”.
In chiusura di dibattito, l’assessore Giacobazzi ha detto di confidare sul fatto “che la Provincia trovi qualche risorsa per risolvere quel nodo” e ha sottolineato “che il miglioramento dell’illuminazione non sarà così inutile perché la maggior parte degli incidenti si verifica proprio di notte”.
SOTTOPASSO MONTE KOSICA, “VALUTIAMO ALTRE IPOTESI”
Allo studio la possibilità di prolungare quello esistente in Stazione dei treni. L’assessore Giacobazzi ha risposto all’interrogazione del consigliere Rabboni (M5s)
“In questo momento non è interesse dell’Amministrazione realizzare direttamente il sottopasso ciclopedonale sotto viale Monte Kosica: non sarebbe efficace perché obbligherebbe pedoni e ciclisti provenienti da nord a scendere e salire due volte di fila da sottopassi in uno spazio ravvicinato e ciò li indurrebbe ad attraversare a raso strada. È piuttosto opportuno valutare l’ipotesi di prolungare il sottopasso della Stazione dei treni prevedendo un’uscita in area scalo, più diretta verso il centro città”.
Lo ha detto l’assessore alla Mobilità del Comune di Modena Gabriele Giacobazzi nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 3 marzo rispondendo all’interrogazione del M5s, presentata da Marco Rabboni, sulla realizzazione del sottopasso pedonale-ciclabile di attraversamento di viale Monte Kosica “come da previsione del piano di recupero relativo al comparto della ‘Ex Manifattura Tabacchi’ e relativa convenzione”.
L’istanza evidenziava come, per ora, il soggetto attuatore abbia realizzato solo una parte dell’intervento previsto dal piano di recupero dell’ex Manifattura Tabacchi, che prevede anche l’obbligo di realizzare alcune opere esterne, come appunto il sottopasso di viale Monte Kosica. L’interrogazione chiedeva quindi se, come riportato nella convenzione, “nel caso il Comune esercitasse la facoltà di eseguire direttamente il sottopasso, il soggetto attuatore sarebbe obbligato a versare l’importo di 1.200.000 euro al Comune”. Il consigliere ha domandato inoltre se, una volta scaduti i termini della convenzione, ovvero dopo 10 anni dalla data di approvazione del PUA (Piano urbanistico attuativo), che risale a novembre 2007, “il soggetto attuatore non sarebbe più obbligato a versare tale cifra nel caso si decidesse di eseguire l’opera”. Rabboni ha sottolineato che “tale attraversamento, se adeguatamente raccordato con il sottopasso ferroviario già presente verso via Fanti, potrebbe permettere di creare un ottimo collegamento ciclo-pedonale fra la parte nord e il centro della città” e ha quindi chiesto se l’Amministrazione ha intenzione di eseguire direttamente l’opera prima della scadenza dei termini, “per evitare che vada in scadenza l’obbligo del soggetto attuatore della copertura delle spese e che si vadano così a perdere importanti risorse a disposizione dello sviluppo della città”.
L’assessore ha rassicurato l’Aula sul fatto che “i vincoli di impegno che obbligano la società a realizzare l’opera o a versare il corrispettivo all’Amministrazione nel caso il Comune decidesse di procedere direttamente all’intervento rimarranno anche in seguito alla scadenza della convenzione, che comunque è tra un anno e mezzo. Nessuno ha mai rinunciato all’opera per cui l’obbligo permane”.
Nella replica, il consigliere Rabboni si è detto “non soddisfatto” della risposta: “Mi sembra assurdo – ha affermato – dover attendere un intervento del soggetto attuatore, che non lo farà mai, soprattutto alla luce del fatto che allo stesso soggetto stiamo pagando affitti nella vicina Manifattura Tabacchi. Ci pare una buona soluzione far partire adesso l’intervento realizzato direttamente dall’Amministrazione e ricevere le risorse dal soggetto attuatore, magari ottenendo un risparmio sull’affitto del Mata, che vede investiti da parte dell’Amministrazione 50 mila euro all’anno”.
OK DELL’AULA ALLA ROTATORIA PER IL NUOVO SCALO MERCI
Approvata la delibera per esprimere parere positivo alla Conferenza dei servizi
Il Consiglio comunale di Modena ha dato l’assenso preventivo alla localizzazione di una rotatoria in corrispondenza del nuovo scalo merci in località Marzaglia e alla viabilità di accesso allo scalo stesso.
A favore della delibera, illustrata nella seduta di giovedì 3 marzo dall’assessore alla Mobilità Gabriele Giacobazzi, si sono espressi Pd, Futuro a sinistra, Sel, CambiaModena e FI; contrario il M5s e astenuti Area popolare e Per me Modena.
L’opera è localizzata a ovest dell’abitato di Cittanova e il progetto prevede la realizzazione di una nuova intersezione su via Emilia Ovest, in prossimità dell’abitato, in modo da consentire un adeguato accesso stradale al nuovo scalo merci ferroviario in fase di completamento a nord della stessa via.
“Il Procedimento unico – ha spiegato l’assessore – prevede l’indizione da parte del Comune di una Conferenza dei servizi nella quale gli enti coinvolti si esprimono nel merito e con questa delibera il Consiglio comunale dà mandato ai suoi rappresentanti in quella sede. Riteniamo il parere debba essere favorevole – ha proseguito – perché l’opera è essenziale per l’entrata in esercizio del nuovo scalo di Rfi (Rete ferroviaria italiana) e per la viabilità del nostro territorio. Per il momento è una infrastrutture definita ‘provvisoria’ in quanto ne è previsto il superamento dall’attuale progetto della Bretella Modena-Sassuolo, ma i ragionamenti sono ancora aperti e il Comune ha posto con forza alla società autostradale Auto CS la richiesta di modifica sostanziale del sistema della cosiddetta ‘via Emilia bis’. In quella sede – ha aggiunto – si valuterà se la rotatoria deve essere superata, come previsto dal progetto, oppure se è utile che rimanga per consentire soluzioni differenti”. Giacobazzi ha inoltre spiegato che, dopo la Conferenza dei servizi, l’Amministrazione dovrà approvare il progetto preliminare della rotatoria e procedere alla modifica dello strumento urbanistico come definito dalla delibera consiliare: la localizzazione dell’opera comporta infatti variante al Poc (Piano operativo comunale).
L’assessore ha infine precisato che “la proprietà dello scalo è tutta di RFI e non si rende necessario alcun esproprio. L’intervento – ha affermato – riduce la dimensione di alcune superfici destinate a opere di mitigazione e ci siamo presi l’impegno di recuperarle negli sviluppi successivi della progettazione per avere un saldo positivo tra le opere di mitigazione inizialmente previste e quelle che saranno effettivamente realizzate”.
Sul tema è intervenuto Marco Bortolotti del M5s che ha espresso la contrarietà del gruppo: “Oggi voteremo l’ennesima variante ritenuta fondamentale per la realizzazione dello scalo merci, progetto importante per il quale però non si è avuto il tempo di realizzare la strada di collegamento con le vie principali di viabilità del nostro Comune e con il casello autostradale di Modena nord. Anas non le realizzerà e Autobrennero farà questa strada in cambio della Bretella Campogalliano-Sassuolo, per noi un’opera inutile. Siamo contrari – ha concluso – chiediamo all’Amministrazione di fare un progetto diverso e di chiedere ad Anas di rispettare gli impegni presi”.
Adolfo Morandi di FI ha ricordato di aver sempre sostenuto “l’impostazione dello scalo di Marzaglia, da noi ritenuto un intervento decisivo in grado di portare notevoli miglioramenti per il settore dei trasporti, così come il prolungamento dell’Autobrennero verso Sassuolo. Le critiche che facciamo – ha aggiunto – riguardano i tempi troppo lunghi per la conclusione del percorso e l’aver perso opportunità. Oggi questa rotatoria è fondamentale e non possiamo impedirne la realizzazione, è vero però che sulla viabilità di collegamento siamo ancora molto indietro”.
Carmelo De Lillo del Pd ha ricordato che “la valutazione oggi non è sullo scalo merci né sulla Bretella, ma su una rotatoria che necessita di variante al Poc e che ha indubbiamente effetti positivi per i residenti, a partire dalla riduzione della velocità di transito dei mezzi. La rotatoria va a servizio, in via provvisoria, a un progetto più grande, che è lo sviluppo del polo dei servizi intermodali di Modena e che porterà vantaggio a tutta la città”.

