Lunedì 27 Agosto 2012 - ore 22:48
EDITORIALE / Il Modena è una squadra di personalità che sa quello che vuole
Contro Reggina e Verona, avrebbe meritato di più nell'arco dei novanta minuti, ma ha dimostrato di sapere rimanere compatta anche nei momenti difficili, grandi doti di reazione e un gioco che comincia a funzionare secondo i dettami del nuovo allenatore Marcolin, che vuole velocità con e senza palla, movimento e inserimenti nella manovra d'attacco
Se il buongiorno si vede dal mattino, allora il Modena può dire di essere sulla buona strada. Due gare contro due avversari di B tra i più quotati, e due pareggi che con un po’ di fortuna in più potevamo anche trasformarsi in altrettante vittorie. Lasciamo stare i 30′ supplementari con la Reggina, un capitolo a parte e si spera mai più ripetibile: nei 90′, contro gli amaranto e il Verona, squadre che sono destinate a recitare un ruolo di primo piano nel campionato cadetto, se c’era una squadra che meritava il successo, era sicuramente il Modena di Marcolin. Forse due partenze non felicissime, con il gol al passivo, ma una forza di reazione davvero straordinaria. Quello che ha impressionato maggiormente tra Reggina e Verona è stata proprio la capacità della squadra di rimboccarsi le maniche, di saper rimanere unita anche nelle difficoltà, di non dare mai l’impressione di cedere o di farsi sovrastare e di venire fuori alla distanza, sempre cercando il gioco, e di far arrivare il pallone nella metà campo avversaria attraverso l’azione palla a terra, proprio come vuole il tecnico Marcolin. Il fatto che dopo 40 giorni di preperazione la squadra abbia già questa identità di gioco e questa capacità di fare gruppo sul campo, è un segnale importante in prospettiva e che forse in pochi si sarebbero aspettati, dato che il 15 luglio la squadra era composta da dieci giocatori, quelli rimasti dalla stagione scorsa e da qualche rientro dai prestiti. Insomma, in poco più di un mese è stato fatto un lavoro evidentemente produttivo sia sul campo d’allenamento, dove il tecnico bresciano sembra già aver impartito le direttive giuste, sia nella stanza dei bottoni, dove sono state fatte scelte ponderate a livello di mercato. La squadra si è andata via via rafforzando con innesti settimanali e non si può dire che gente come Andelkovic, Zoboli, Surraco, Pagano, Lazarevic e De Feudis, che si sta cercando di portare a Modena in queste ore, non siano giocatori in grado di elevare il tasso tecnico, non solo del Modena ma di qualsiasi squadra. Se non fosse per gli infortuni a Sturaro e quello, fortunatamente meno grave, ad Ardemagni, si potrebbe proprio dire che la stagione del Modena sia iniziata sotto una buona stella e che dopo i timori di un’estate molto calda ora si possa cominciare a guardare al futuro con una certa serenità. Sabato il Modena si metterà alla prova anche in trasferta (dove finora non ha mai giocato) a Gubbio o a Terni, contro una Ternana che parte cpme il Verona d’altronde con grandi ambizioni. Sarà un test probante dal quale ci si attendono risposte importanti. Cannella, Secco e Caliendo, nel fratempo, in quest’ultima settimana di mercato valuteranno se l’organico possa considerarsi completo con gli arrivi di Lazarevic e De Feudis, o ci sia ancora bisogno di qualcosa e sulla base di questo decideranno anche eventuali partenze, in particolare per qualche giovane che potrebbe essere mandato a farsi le ossa. L’ex procuratore di Baggio ha promesso che per fine agosto il Modena sarebbe stato pronto e presentato (oltrechè presentabile) e crediamo di poter affermare che sia stato di parola, così come lo è stato quando aveva promesso che a fine luglio si sarebbe risolta la trattativa-Commini con l’acquisto delle quote di Cpl. Diamogli merito: a Cesare quel che è di Cesare, a Totò quel che è di Totò.