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Mercoledì 11 Novembre 2015 - ore 06:07
Grande attesa per 'Istruzioni per non morire in pace'
Giunge al capolinea Carissimi Padri… Almanacchi della ‘Grande Pace’ (1900-1915), il progetto che dallo scorso gennaio propone letture, biciclettate, cene-spettacolo, laboratori, atelier con centinaia di cittadini, proiezioni cinematografiche, mise en space e molto altro per invitare il pubblico a riflettere sulle cause e sulle condizioni storiche che hanno condotto allo scoppio della Grande Guerra, coinvolgendo più di sessanta tra realtà associative, istituzioni e scuole di Modena e provincia.
Debutta quindi al Teatro Storchi di Modena il 7 gennaio prossimo alle ore 21.00, la prima parte di Istruzioni per non morire in pace. Lo spettacolo è diviso in tre capitoli: 1. Patrimoni, 2. Rivoluzioni, 3. Teatro. Le tre parti possono essere viste separatamente in serate diverse, e sono autonome l’una dall’altra; per una visione globale del “trittico” si può invece scegliere di assistere alla maratona finale del 17 gennaio. (La seconda parte debutta il 9 gennaio ore 20; la terza parte debutta il 10 gennaio ore 15.30).
Il “trittico” è una lente di di ingrandimento sul periodo della belle époque per meglio comprendere, a cent’anni di distanza, i meccanismi che hanno messo a punto il più spaventoso tra gli ordigni di distruzione, la Grande Guerra.
Intrecciando, memori anche della lezione del primo varietà, affari, arte, filosofia, politica, passioni e religione, attraverso l’universalità del linguaggio teatrale, si racconterà oggi che cosa ha spinto un secolo fa il globo alle soglie dell’annientamento, inseguendo in ogni angolo d’Europa e del pianeta un pugno di uomini piccoli persi in un labirinto di destini incrociati, in cui la sorte del singolo si intreccia al futuro delle nazioni. «Gente comune, anonima – commenta il drammaturgo Paolo Di Paolo – incrocia o sfiora la traiettoria biografica di personaggi consegnati alla Storia: uomini di potere, artisti, rivoluzionari. Ma tutti prendono parte allo stesso, drammatico destino: quello di veder crollare il mondo com’era, il mondo come lo conoscevano. Vanno in polvere vite, idee individuali e collettive, certezze private e pubbliche, vanno in polvere convinzioni, utopie, steccati sociali».
I tre capitoli di Istruzioni per non morire in pace restituiscono al pubblico il capitalismo quasi impazzito, le utopie socialiste, le foie nazionaliste, le cupidigie colonialiste, il cristianesimo interdetto: tutto impastato in una saga familiare, con i suoi padri e i suoi figli. Una foto di gruppo per evitare che le mostruosità di queste storie si ripetano. «Quasi cent’anni fa – afferma il regista Claudio Longhi – nessuno ha saputo impedire che il mondo sprofondasse fatalmente nell’abisso. Raccontare quegli anni rapinosi e incoscienti può aiutarci a capire e intervenire. Brecht era solito ripetere: “il mondo d’oggi può essere espresso anche per mezzo del teatro, purché sia visto come un mondo trasformabile”.
E proprio per non giustificare o nobilitare ciò che non può essere giustificato o nobilitato, il trittico ricorrerà alla lezione del grande varietà, a quel pizzico di necessaria comicità, utile perché – sempre parafrasando Brecht – molto spesso “la tragedia, più che la commedia, prende alla leggera le sofferenze dell'umanità”. Nell'autunno 2016 lo spettacolo sarà riproposto a Firenze presso il Teatro della Toscana. Carissimi Padri... Almanacchi della "Grande Pace" (1900-1915) rientra nel Programma ufficiale delle commemorazioni del centenario della prima Guerra mondiale curato dalla Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
BIGLIETTI
Biglietti e abbonamenti Istruzioni per non morire in pace 1 Patrimoni 2 Rivoluzioni 3 Teatro Abbonamento Card trittico Consente l’accesso a tutte e tre le parti (Patrimoni, Rivoluzioni, Teatro) di Istruzioni per non morire in pace. I possessori possono scegliere la data in cui assistere alle tre differenti parti comprese le recite della maratona finale. platea, balconata, palco € 45 I e II galleria € 30 Biglietti 25 € / 12 € Ai prezzi già previsti si aggiungono: Riduzione del 50 % per gli abbonati Prosa 12 e Invito a Teatro, Teatro Dadà, Teatro Fabbri Riduzione del 30 % per i possessori di biglietto di una parte dello spettacolo Istruzioni per non morire in pace interessati ad acquistare altre parti. Per il pubblico che ha partecipato attivamente ad alcune iniziative del progetto Carissimi Padri... saranno previste ulteriori formule dedicate. BIGLIETTERIA TELEFONICA 059 2136021 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13 BIGLIETTERIA TEATRO STORCHI Largo Garibaldi, 15 - tel. 0592136021 Orari: martedì dalle ore 10 alle 14 e dalle 16.30 alle 19.00; dal mercoledì al venerdì dalle ore 10.00 alle 14.00; sabato dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.30 alle 19.00 VENDITA ONLINE www.emiliaromagnateatro.com www.vivaticket.it
IL PROGRAMMA COMPLETO E GLI INTERPRETI
7 gennaio 2016, ore 21:00 1. Patrimoni (Prima assoluta) 8 gennaio 2016, ore 21:00, 1. Patrimoni 9 gennaio 2016,ore 20:00, 2. Rivoluzioni (Prima assoluta) 10 gennaio 2016, ore 15:30, 3. Teatro (Prima assoluta) 12 gennaio 2016, ore 15:00,1. Patrimoni 13 gennaio 2016, ore 15:00, 2. Rivoluzioni 14 gennaio 2016, ore 21:00, 2. Rivoluzioni 15 gennaio 2016, ore 21:00, 3. Teatro 16 gennaio 2016, ore 20:00, 3. Teatro 17 gennaio 2016, ore 15:30, Trittico completo (1.Patrimoni +2. Rivoluzioni +3. Teatro) Teatro Storchi, Largo Garibaldi 15, Modena ISTRUZIONI PER NON MORIRE IN PACE 1. Patrimoni, 2. Rivoluzioni, 3.Teatro di Paolo Di Paolo regia Claudio Longhi scene Guia Buzzi costumi Gianluca Sbicca musiche a cura di Olimpia Greco proiezioni Riccardo Frati luci Tommaso Checcucci regista assistente Giacomo Pedini con Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell'Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia, Simone Tangolo e alla fisarmonica Olimpia Greco Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro della toscanaPaolo Di Paolo
Paolo Di Paolo è nato nel 1983 a Roma. Nel 2003 entra in finale al Premio Italo Calvino per l’inedito, con i racconti Nuovi cieli, nuove carte. Ha curato libri insieme a scrittori italiani come Antonio Debenedetti, Raffaele La Capria, Dacia Maraini e Antonio Tabucchi. È autore tra l’altro di Ogni viaggio è un romanzo (2007) e di Raccontami la notte in cui sono nato (2008; Ue 2014). Per il teatro ha scritto Il respiroleggero dell’Abruzzo, interpretato fra gli altri da Franca Valeri, e L’innocenza dei postini, messo in scena al Napoli Teatro Festival Italia 2010. Lavora anche per la televisione e scrive sulle pagine culturali di alcuni quotidiani, tra cui “Il Sole 24 Ore” e “l’Unità”. Con Dove eravate tutti (Feltrinelli, 2011) ha vinto il Premio Mondello e il SuperPremio Vittorini 2012. Con Feltrinelli ha pubblicato anche Mandami tanta vita (2013, vincitore Premio Salerno Libro d’Europa, Premio Fiesole e finalista Premio Strega) e, nella collana digitale Zoom, La meravigliosa stranezza di essere vivi (2012).
Claudio LonghiNato a Bologna nel 1966, Claudio Longhi si è laureato in Letteratura Italiana con Ezio Raimondi. Dopo aver conseguito il Dottorato di ricerca in Italianistica discutendo una tesi dedicata allo studio della drammaturgia novecentesca ha intrapreso la carriera accademica diventando professore associato confermato in Discipline dello spettacolo. Presso l’Università di Bologna egli è oggi docente di Storia della regia e di Istituzioni di regia, andando così a ricoprire l’insegnamento inaugurato al principio degli anni Settanta da Luigi Squarzina. Nel 1996 ha pubblicato l’edizione critica di Orlando furioso. Un travestimento ariostesco di Edoardo Sanguineti, tra il 1997 e il 1998 ha curato i ‘libri’ di argomento teatrale di Encyclomedia – Guida multimediale alla storia della civiltà europea diretta da Umberto Eco (sezioni: Il Cinquecento, Il Settecento e L’Ottocento). Per l’editore Pacini di Ospedaletto di Pisa, nella collana “Saggi Critici” diretta da Arnaldo Pizzorusso ed Ezio Raimondi ha pubblicato: La drammaturgia del Novecento. Tra romanzo e montaggio (1999) e Tra moderno e postmoderno. La drammaturgia del Novecento (2001). Presso la casa editrice Gedit di Bologna ha dato alle stampe il volume Scrittura per la scena e metafisica. Livelli di realtà o realtà dei livelli? Il dramma della scienza prima nel teatro del Novecento (2004). Presso l’Ets di Pisa è uscita la sua monografia L’«Orlando furioso» di Ariosto-Sanguineti per Luca Ronconi (2006). Per la Rizzoli, in collaborazione con Federico Condello, ha curato la silloge di traduzioni teatrali da lingue classiche di Edoardo Sanguineti Teatro antico. Traduzioni e ricordi (2006). Nel maggio 2010 ha infine pubblicato presso la casa editrice «Le Lettere» di Firenze il suo libro più recente: Marisa Fabbri. Lungo viaggio attraverso il teatro di regia. Dal 2007 collabora con l’Archivio Multimediale degli Attori Italiani (AMAtI), diretto da Siro Ferrone, per il quale ha curato le voci Marisa Fabbri (2008), Franco Branciaroli(2010) e Cesco Baseggio (2011). Nella sua ampia produzione critica uscita in rivista o in volumi miscellanei si ricordano almeno i saggi: La nascita della regia: prospettive filosofiche(2007); La naissance de la mise en scène et l’“opéra”: le marché, la direction d’orchestre et la dramaturgie musicale (1831-1848) (2009); Pour une critique postmoderne à la notion de postmodernité: sur le théâtre de Jean-Luc Lagarce (2010) e Storia del ‘Signor Puntila’ per Aldo Trionfo: note sul varietà, sul nuovo ruolo della regia e sul teatro politico oggi(2011). Tra il 2010 e il 2012 ha fatto parte del gruppo di ricerca legato al Progetto Prospero – progetto teatrale internazionale sostenuto dalla Commissione Cultura dell’Unione Europea fondato su di una collaborazione tra Théâtre Nationale de Bretagne di Rennes (Francia), Théâtre de la Place di Liège (Belgio), Emilia Romagna Teatro Fondazione di Modena (Italia), Schaubühne am Lehniner Platz di Berlino (Germania), Fundação Centro Cultural de Belém di Lisbona (Portogallo), Tutkivan Teatterityön Keskus di Tampere (Finlandia). Egli è inoltre membro del comitato scientifico delle riviste: «Antropologia e Teatro. Rivista di studi» (on line), «Prospero European Review. Theatre and Research» (on line), «Drammaturgia. Nuova Serie» (cartacea e on line).
Al lavoro di ricerca – essenzialmente dedicato allo studio della drammaturgia ‘moderna’ e della storia dell’attore, ma principalmente alla riflessione storico-teorica intorno al teatro di regia –, Longhi affianca l’impegno teatrale attivo sul fronte registico. La sua formazione matura sul campo alla scuola di grandi maestri: tra il 1993 e il 1995 è assistente di Pier Luigi Pizzi e Graham Vick; tra il 1995 e il 2002 lavora invece stabilmente con Luca Ronconi in qualità di assistente prima e regista assistente poi (prendendo attivamente parte alla concezione di spettacoli come Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, 1996; Lolita, 2001; Infinities, 2002). Ancora nella stagione 2007/2008 è assistente di Eimuntas Nekrošius per la messa in scena di Anna Karenina (coproduzione Emilia Romagna Teatro e Teatro Biondo Stabile di Palermo). L’esordio professionale come regista in proprio risale al 1999, quando per il Teatro di Roma cura la messa in scena di Democrazia, dialogo per un’attrice sola di Andrea Balzola, interprete Marisa Fabbri. Tra il 2002 e il 2005 avvia una collaborazione con Franco Branciaroli. Per il Teatro de Gli Incamminati, protagonista lo stesso Branciaroli, firma così la regia di:Moscheta di Ruzante (2002), Cos’è l’amore di Branciaroli (2002), Caligoladi Camus (2003), La peste su sua riduzione da Camus (2004, coproduzione con il Teatro Stabile di Torino, interpreti tra gli altri Massimo Popolizio e Warner Bentivegna); Edipo e la Sfinge di Hofmannsthal (2004, coproduzione con il Teatro Stabile del Veneto); Lo Zio – Der Onkel di Branciaroli (2005, coproduzione con il Teatro Stabile di Torino, interprete tra gli altri Ivana Monti); intanto, al di fuori della collaborazione con gli Incamminati, per il Piccolo Teatro di Milano porta in scena Ite missa estdi Luca Doninelli (2002).
Nel 2005 dirige la prima rappresentazione italiana integrale di Storie naturalidi Edoardo Sanguineti (coproduzione tra Università di Bologna e Comune di Bologna), avviando una collaborazione scenica col grande poeta protrattasi fino al momento della sua scomparsa. Dal confronto con Sanguineti nascono i progettiIn forma di parole (2006, produzione del Teatro Stabile di Torino in collaborazione con Università degli Studi di Torino, reading di Edoardo Sanguineti, Vincenzo Cerami, Patizia Valduga, Rossana Campo, Tiziano Scarpa e Aldo Nove), la lettura scenica Omaggio a Lucrezio (Pavia, 2006), lo spettacoloDe rerum natura / La natura delle cose (Parma, 2007) e il monologo Prendi «un piccolo fatto vero» o Come si diventa materialisti storici (Padova, 2008, interprete Lino Guanciale).
Tra il 2005 e il 2007 si intensificano le collaborazioni con il Teatro Stabile di Torino e il Teatro Due di Parma. Nel 2005 dirige per i due teatri il “cabaret filosofico” Leopardi, a partire da una sua riduzione scenica del Discorso sullo stato presente del costume degli italiani. Nel febbraio 2006, nell’ambito del Progetto Domani legato alle Olimpiadi Invernali di Torino, insieme a Luca Ronconi firma la regia di Biblioetica. Dizionario per l’usodi Gilberto Corbellini, Pino Donghi e Armando Massarenti (episodio cruciale di una sua fitta serie di ricognizioni sui confini tra teatro e scienza sviluppatesi in collaborazione con la Fondazione Sigma Tau tra il 2004 e il 2007, lavorando tra Spoleto Scienza e l’Auditorium di Roma); pochi mesi dopo, nel maggio 2006, porta in scena per il Teatro Due di Parma Nella solitudine dei campi di cotone di Koltès. Nel 2007 dirige per la Compagnia degli Attori Permanenti del Teatro Stabile di Torino, Teatro Due di Parma e Teatro di Roma La folle giornata o Il matrimonio di Figaro di Pierre-Augustin Carron de Beaumarchais. In quello stesso torno d’anni, in collaborazione con Lino Guanciale, divenuto il suo più stretto collaboratore, comincia a por mano a progetti di educazione teatrale del pubblico da svilupparsi all’interno delle scuole medie superiori.
A partire dalla stagione 2009-2010 la sua attività teatrale comincia a gravitare essenzialmente intorno al Teatro di Roma, ma – soprattutto – ad Emilia Romagna Teatro Fondazione. Nel 2009 dirige per ERT Io parlo ai perduti. Le vite immaginarie di Antonio Delfini di Roberto Barbolini, mentre sempre nel 2009 firma per il teatro di Roma la trilogia Omaggio a Koltès (Voci sorde-Sallinger-Nella solitudine dei campi di cotone). Nel marzo 2011, per Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro di Roma, porta in scena al Teatro Argentina La resistibile ascesa di Arturo Ui di Bertolt Brecht, protagonista Umberto Orsini. L’allestimento, vincitore del premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro come “spettacolo dell’anno”, è ripreso per tre stagioni consecutive ed è stato presentato anche al Maly Theatre di Mosca nell’aprile 2012 all’interno del Festival dell’Union des Théâtres de l’Europe. Sempre per ERT Fondazione e Teatro di Roma ha elaborato il progetto Il ratto d’Europa, con il patrocinio della Commissione Europea e del Parlamento Europeo, svoltosi a Modena (2013) e a Roma (2014). Il ratto d’Europa si è aggiudicato uno dei Premi Speciali Ubu del 2013. A partire dal 2010 ha diretto le mises en espace del progetto La scena delle idee, coproduzione tra Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione Collegio San Carlo di Modena – Scuola internazionale di Alti Studi in “Scienze della Cultura”: La tirannide di Senofonte (2010), Le leggi di Platone (2011), Il sofista di Platone (2012). Ha coordinato per conto di ERT-Fondazione, Accademia Filarmonica di Bologna e Cubec – Accademia di belcanto Mirella Freni il progetto di alta formazione artistica: Raccontare il territorio (2013-2014).
Nel maggio 2012 ha diretto il Prometeo incatenato di Eschilo al Teatro Greco di Siracusa nell’ambito del XLVIII ciclo di rappresentazioni classiche dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, traduzione di Guido Paduano, interprete Massimo Popolizio.
Nell'autunno 2014 ha curato la direzione artistica del progetto Beni Comuni Un teatro partecipato, per una cultura condivisa, finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e promosso dal Comune di Carpi in collaborazione con ERT Fondazione e ATER. Il progetto ha coinvolto 11 comuni del cratere sismico (Campogalliano, Carpi, Cavezzo, Cento, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Mirandola, Novi di Modena, San Felice sul Panaro, San Possidonio, Soliera) con l’obiettivo di rinsaldare e ricostruire le identità delle comunità minacciate dal terremoto del 2012 attraverso la partecipazione attiva alla costruzione di eventi artistici che abbiano come orizzonte primario il senso della condivisione e dello stare in comune. Claudio Longhi Nato a Bologna nel 1966, Claudio Longhi si è laureato in Letteratura Italiana con Ezio Raimondi. Dopo aver conseguito il Dottorato di ricerca in Italianistica discutendo una tesi dedicata allo studio della drammaturgia novecentesca ha intrapreso la carriera accademica diventando professore associato confermato in Discipline dello spettacolo. Presso l’Università di Bologna egli è oggi docente di Storia della regia e di Istituzioni di regia, andando così a ricoprire l’insegnamento inaugurato al principio degli anni Settanta da Luigi Squarzina. Nel 1996 ha pubblicato l’edizione critica di Orlando furioso. Un travestimento ariostesco di Edoardo Sanguineti, tra il 1997 e il 1998 ha curato i ‘libri’ di argomento teatrale di Encyclomedia – Guida multimediale alla storia della civiltà europea diretta da Umberto Eco (sezioni: Il Cinquecento, Il Settecento e L’Ottocento). Per l’editore Pacini di Ospedaletto di Pisa, nella collana “Saggi Critici” diretta da Arnaldo Pizzorusso ed Ezio Raimondi ha pubblicato: La drammaturgia del Novecento. Tra romanzo e montaggio (1999) e Tra moderno e postmoderno. La drammaturgia del Novecento (2001). Presso la casa editrice Gedit di Bologna ha dato alle stampe il volume Scrittura per la scena e metafisica. Livelli di realtà o realtà dei livelli? Il dramma della scienza prima nel teatro del Novecento (2004). Presso l’Ets di Pisa è uscita la sua monografia L’«Orlando furioso» di Ariosto-Sanguineti per Luca Ronconi (2006). Per la Rizzoli, in collaborazione con Federico Condello, ha curato la silloge di traduzioni teatrali da lingue classiche di Edoardo Sanguineti Teatro antico. Traduzioni e ricordi (2006). Nel maggio 2010 ha infine pubblicato presso la casa editrice «Le Lettere» di Firenze il suo libro più recente: Marisa Fabbri. Lungo viaggio attraverso il teatro di regia. Dal 2007 collabora con l’Archivio Multimediale degli Attori Italiani (AMAtI), diretto da Siro Ferrone, per il quale ha curato le voci MARISA FABBRI (2008), FRANCO BRANCIAROLI (2010) e CESCO BASEGGIO (2011). Nella sua ampia produzione critica uscita in rivista o in volumi miscellanei si ricordano almeno i saggi: La nascita della regia: prospettive filosofiche (2007); La naissance de la mise en scène et l’“opéra”: le marché, la direction d’orchestre et la dramaturgie musicale (1831-1848) (2009); Pour une critique postmoderne à la notion de postmodernité: sur le théâtre de Jean-Luc Lagarce (2010) e Storia del ‘Signor Puntila’ per Aldo Trionfo: note sul varietà, sul nuovo ruolo della regia e sul teatro politico oggi (2011). Tra il 2010 e il 2012 ha fatto parte del gruppo di ricerca legato al Progetto Prospero – progetto teatrale internazionale sostenuto dalla Commissione Cultura dell’Unione Europea fondato su di una collaborazione tra Théâtre Nationale de Bretagne di Rennes (Francia), Théâtre de la Place di Liège (Belgio), Emilia Romagna Teatro Fondazione di Modena (Italia), Schaubühne am Lehniner Platz di Berlino (Germania), Fundação Centro Cultural de Belém di Lisbona (Portogallo), Tutkivan Teatterityön Keskus di Tampere (Finlandia). Egli è inoltre membro del comitato scientifico delle riviste: «Antropologia e Teatro. Rivista di studi» (on line), «Prospero European Review. Theatre and Research» (on line), «Drammaturgia. Nuova Serie» (cartacea e on line). Al lavoro di ricerca – essenzialmente dedicato allo studio della drammaturgia ‘moderna’ e della storia dell’attore, ma principalmente alla riflessione storico-teorica intorno al teatro di regia –, Longhi affianca l’impegno teatrale attivo sul fronte registico. La sua formazione matura sul campo alla scuola di grandi maestri: tra il 1993 e il 1995 è assistente di Pier Luigi Pizzi e Graham Vick; tra il 1995 e il 2002 lavora invece stabilmente con Luca Ronconi in qualità di assistente prima e regista assistente poi (prendendo attivamente parte alla concezione di spettacoli come Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, 1996; Lolita, 2001; Infinities, 2002). Ancora nella stagione 2007/2008 è assistente di Eimuntas Nekrošius per la messa in scena di Anna Karenina (coproduzione Emilia Romagna Teatro e Teatro Biondo Stabile di Palermo). L’esordio professionale come regista in proprio risale al 1999, quando per il Teatro di Roma cura la messa in scena di Democrazia, dialogo per un’attrice sola di Andrea Balzola, interprete Marisa Fabbri. Tra il 2002 e il 2005 avvia una collaborazione con Franco Branciaroli. Per il Teatro de Gli Incamminati, protagonista lo stesso Branciaroli, firma così la regia di: Moscheta di Ruzante (2002), Cos’è l’amore di Branciaroli (2002), Caligola di Camus (2003), La peste su sua riduzione da Camus (2004, coproduzione con il Teatro Stabile di Torino, interpreti tra gli altri Massimo Popolizio e Warner Bentivegna); Edipo e la Sfinge di Hofmannsthal (2004, coproduzione con il Teatro Stabile del Veneto); Lo Zio – Der Onkel di Branciaroli (2005, coproduzione con il Teatro Stabile di Torino, interprete tra gli altri Ivana Monti); intanto, al di fuori della collaborazione con gli Incamminati, per il Piccolo Teatro di Milano porta in scena Ite missa est di Luca Doninelli (2002). Nel 2005 dirige la prima rappresentazione italiana integrale di Storie naturali di Edoardo Sanguineti (coproduzione tra Università di Bologna e Comune di Bologna), avviando una collaborazione scenica col grande poeta protrattasi fino al momento della sua scomparsa. Dal confronto con Sanguineti nascono i progetti In forma di parole (2006, produzione del Teatro Stabile di Torino in collaborazione con Università degli Studi di Torino, reading di Edoardo Sanguineti, Vincenzo Cerami, Patizia Valduga, Rossana Campo, Tiziano Scarpa e Aldo Nove), la lettura scenica Omaggio a Lucrezio (Pavia, 2006), lo spettacolo De rerum natura / La natura delle cose (Parma, 2007) e il monologo Prendi «un piccolo fatto vero» o Come si diventa materialisti storici (Padova, 2008, interprete Lino Guanciale). Tra il 2005 e il 2007 si intensificano le collaborazioni con il Teatro Stabile di Torino e il Teatro Due di Parma. Nel 2005 dirige per i due teatri il “cabaret filosofico” Leopardi, a partire da una sua riduzione scenica del Discorso sullo stato presente del costume degli italiani. Nel febbraio 2006, nell’ambito del Progetto Domani legato alle Olimpiadi Invernali di Torino, insieme a Luca Ronconi firma la regia di Biblioetica. Dizionario per l’uso di Gilberto Corbellini, Pino Donghi e Armando Massarenti (episodio cruciale di una sua fitta serie di ricognizioni sui confini tra teatro e scienza sviluppatesi in collaborazione con la Fondazione Sigma Tau tra il 2004 e il 2007, lavorando tra Spoleto Scienza e l’Auditorium di Roma); pochi mesi dopo, nel maggio 2006, porta in scena per il Teatro Due di Parma Nella solitudine dei campi di cotone di Koltès. Nel 2007 dirige per la Compagnia degli Attori Permanenti del Teatro Stabile di Torino, Teatro Due di Parma e Teatro di Roma La folle giornata o Il matrimonio di Figaro di Pierre-Augustin Carron de Beaumarchais. In quello stesso torno d’anni, in collaborazione con Lino Guanciale, divenuto il suo più stretto collaboratore, comincia a por mano a progetti di educazione teatrale del pubblico da svilupparsi all’interno delle scuole medie superiori. A partire dalla stagione 2009-2010 la sua attività teatrale comincia a gravitare essenzialmente intorno al Teatro di Roma, ma – soprattutto – ad Emilia Romagna Teatro Fondazione. Nel 2009 dirige per ERT Io parlo ai perduti. Le vite immaginarie di Antonio Delfini di Roberto Barbolini, mentre sempre nel 2009 firma per il teatro di Roma la trilogia Omaggio a Koltès (Voci sorde-Sallinger-Nella solitudine dei campi di cotone). Nel marzo 2011, per Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro di Roma, porta in scena al Teatro Argentina La resistibile ascesa di Arturo Ui di Bertolt Brecht, protagonista Umberto Orsini. L’allestimento, vincitore del premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro come “spettacolo dell’anno”, è ripreso per tre stagioni consecutive ed è stato presentato anche al Maly Theatre di Mosca nell’aprile 2012 all’interno del Festival dell’Union des Théâtres de l’Europe. Sempre per ERT Fondazione e Teatro di Roma ha elaborato il progetto Il ratto d’Europa, con il patrocinio della Commissione Europea e del Parlamento Europeo, svoltosi a Modena (2013) e a Roma (2014). Il ratto d’Europa si è aggiudicato uno dei Premi Speciali Ubu del 2013. A partire dal 2010 ha diretto le mises en espace del progetto La scena delle idee, coproduzione tra Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione Collegio San Carlo di Modena – Scuola internazionale di Alti Studi in “Scienze della Cultura”: La tirannide di Senofonte (2010), Le leggi di Platone (2011), Il sofista di Platone (2012). Ha coordinato per conto di ERT-Fondazione, Accademia Filarmonica di Bologna e Cubec – Accademia di belcanto Mirella Freni il progetto di alta formazione artistica: Raccontare il territorio (2013-2014). Nel maggio 2012 ha diretto il Prometeo incatenato di Eschilo al Teatro Greco di Siracusa nell’ambito del XLVIII ciclo di rappresentazioni classiche dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, traduzione di Guido Paduano, interprete Massimo Popolizio. Nell'autunno 2014 ha curato la direzione artistica del progetto Beni Comuni Un teatro partecipato, per una cultura condivisa, finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e promosso dal Comune di Carpi in collaborazione con ERT Fondazione e ATER. Il progetto ha coinvolto 11 comuni del cratere sismico (Campogalliano, Carpi, Cavezzo, Cento, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Mirandola, Novi di Modena, San Felice sul Panaro, San Possidonio, Soliera) con l’obiettivo di rinsaldare e ricostruire le identità delle comunità minacciate dal terremoto del 2012 attraverso la partecipazione attiva alla costruzione di eventi artistici che abbiano come orizzonte primario il senso della condivisione e dello stare in comune.
Donatella Allegro
Nata a Bologna nel 1981, consegue la laurea in Lettere Moderne presso l’Università di Bologna e successivamente si diploma in recitazione presso l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Come attrice ha lavorato, tra gli altri, con Lorenzo Salveti, Cesare Lievi, Piero Maccarinelli; dal 2009 collabora con la compagnia del Teatro dell’Argine, come insegnante e come attrice (Misantropo, Cavalieri – Aristofane Cabaret, regia di Mario Perrotta). Sotto la direzione di Claudio Longhi ha preso parte a: Storie Naturali, di Edoardo Sanguineti (Bologna, 2005); Omaggio a Lucrezio(Pavia, 2006); Sallinger, di B. Marie Koltès (produzione del Teatro di Roma, 2009), al ciclo Barbarie (Università di Bologna, 2012) e a Il ratto d'Europa (2013 e 2014, co-produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro di Roma). È stata formatrice per il progetto di alta formazione artistica, promosso da ERT Fondazione, Accademia Filarmonica di Bologna e CUBEC Accademia di Belcanto di Mirella Freni, Raccontare il territorio: per un'idea di teatro condiviso (2013-2014). Nell'autunno 2014 ha lavorato nella commissione artistica-organizzativa del progetto Beni Comuni Un teatro partecipato, per una cultura condivisa, finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e promosso dal Comune di Carpi in collaborazione con ERT Fondazione e ATER.
Nicola Bortolotti
Classe 1972, si diploma come attore nel 1995 alla Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi e si perfeziona poi con Nikolaj Karpov, Valerio Binasco, Marco Baliani, Danio Manfredini, Antonella Bertoni. Lavora, tra gli altri, con Luca Ronconi (Verso Peer Gynt, I Fratelli Karamazov, Candelaio), Giancarlo Cobelli (Vita e Morte di Re Giovanni, Satyricon,Aspettando Godot), Glauco Mauri (Il Bugiardo), Marisa Fabbri (La Fabula di Orfeo), Mauro Avogadro (Lo stilita). Per il Teatro Stabile di Torino è Mercuzio in Romeo e Giulietta diretto da Jean-Christophe Saïs, e fra i protagonisti di Risveglio di Primavera di Wedekind, regia di Marco Plini e Les Escaliers du Sacré-Coeur di Copi, regia di Lorenzo Fontana. Collabora con l’ITC-Teatro di San Lazzaro in spettacoli come Operette Morali di Leopardi regia di Salvatore Cardone e Pane Quotidiano di Gesine Danckwart regia di Claudia Hamm. Recita ne Il Misantropo regia di Mario Perrotta, Le Mammoledi Michel Marc Bouchard regia di Lorenzo Fontana e I Fisici di Dürrenmatt regia di Rosario Tedesco per il Teatro Stabile dell’Umbria. Dalla stagione 2010-2011 lavora con Emilia Romagna Teatro partecipando a La resistibile ascesa di Arturo Ui regia di Claudio Longhi, coprodotto dal Teatro di Roma e a Il ratto d'Europa (2013 e 2014, co-produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro di Roma). È stato formatore per il progetto di alta formazione artistica, promosso da ERT Fondazione, Accademia Filarmonica di Bologna e CUBEC Accademia di Belcanto di Mirella Freni, Raccontare il territorio: per un'idea di teatro condiviso (2013-2014). Nell'autunno 2014 ha lavorato nella commissione artistica-organizzativa del progetto Beni Comuni Un teatro partecipato, per una cultura condivisa, finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e promosso dal Comune di Carpi in collaborazione con ERT Fondazione e ATER.
Michele Dell'Utri
Classe 1983, è un attore e un formatore. Ha collaborato con il Teatro Massimo “V. Bellini” di Catania e con il Teatro Biondo Stabile di Palermo, dove ha lavorato, in qualità di attore e co-drammaturgo, allo spettacolo Le voci di Didone, protagonista Galatea Ranzi. Presso l’Università di Messina-Consorzio Universitario del Mediterraneo Orientale dirige il gruppo “Formattattori” e il laboratorio di “Metodologie e Tecniche Teatrali d’Intervento Educativo e Formazione”. Negli ultimi anni ha collaborato con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, recitando in Antigone, Edipo a Colono, Aiace, Lisistrata, Filottete, Prometeo, e lavorando, tra gli altri, con Irene Papas, Giorgio Albertazzi, Massimo Popolizio e Claudio Longhi, di cui è stato anche assistente alla regia per il Prometeo. Attualmente è docente presso l’Accademia del Dramma Antico dell’I.N.D.A., per la quale ha curato le messe in scena Prometeo e il dono del fuoco e Risveglio di Primavera. Durante le ultime due stagioni ha lavorato al progetto Il ratto d'Europa (2013 e 2014, co-produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro di Roma). È stato formatore per il progetto di alta formazione artistica, promosso da ERT Fondazione, Accademia Filarmonica di Bologna e CUBEC Accademia di Belcanto di Mirella Freni, Raccontare il territorio: per un'idea di teatro condiviso (2013-2014). Nell'autunno 2014 ha lavorato nella commissione artistica-organizzativa del progetto Beni Comuni Un teatro partecipato, per una cultura condivisa, finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e promosso dal Comune di Carpi in collaborazione con ERT Fondazione e ATER.
Simone Francia
È nato ad Alessandria il 10 giugno 1982. Nel 2006 si diploma in recitazione presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Si è formato, in particolare, con i maestri Mario Ferrero, Lorenzo Salveti, Mauro Avogadro e Giancarlo Sepe. Tra gli spettacoli cui ha partecipato, in qualità di attore e/o musicista, si possono annoverare: La resistibile ascesa di Arturo Ui di B.Brecht, regia di C. Longhi, co-produzione Emilia Romagna Teatro e Teatro di Roma; Un Paese a civiltà limitata di Paolo Sylos Labini, regia di C. Comencini; Il Romanzo di Ferrara, riscrittura teatrale di Tullio Kezich da Bassani, regia di P. Maccarinelli; Cechoviana, regia di Mario Ferrero; La Tempesta di W. Shakespeare, regia di Lorenzo Salveti; Franco Quinto di F. Durrenmatt, regia di L. Loris; Rumors di Neil Simon, regia di M. Chiesa; Il cerchio di gesso del Caucaso di B.Brecht, regia di Beppe Navello; Amata Mia, regia di Giancarlo Sepe. Per la televisione ha recitato in alcune fiction, tra cui Sotto il cielo di Roma – Pio XII, regia di C. Duguay e Distretto di polizia 7, regia di A. Capone. Durante le ultime due stagioni ha lavorato al progetto Il ratto d'Europa (2013 e 2014, co-produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro di Roma). È stato formatore per il progetto di alta formazione artistica, promosso da ERT Fondazione, Accademia Filarmonica di Bologna e CUBEC Accademia di Belcanto di Mirella Freni, Raccontare il territorio: per un'idea di teatro condiviso (2013-2014). Nell'autunno 2014 ha lavorato nella commissione artistica-organizzativa del progetto Beni Comuni Un teatro partecipato, per una cultura condivisa, finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e promosso dal Comune di Carpi in collaborazione con ERT Fondazione e ATER.
Olimpia Greco
Nata ad Amatrice (Ri), ha studiato con il M° Corrado Rojac al Conservatorio “G. B. Pergolesi” di Fermo dove, nel 1998 si è diplomata a pieni voti e le viene conferita una borsa di studio quale migliore allieva e prima diplomata interna della classe di fisarmonica. Intraprende seminari e corsi di perfezionamento con nomi prestigiosi (Sergio Scappini – Italia, Frédéric Guérouet e Max Bonnay – Francia), che la portano ad affermarsi in concorsi nazionali ed internazionali, vincendo il 2° Premio al “Città di Genova” e “S. Bizzarri” di Morro d’Oro (Te) (1° non assegnato) ed il 1° Premio assoluto ai concorsi di Rocca S. Zenone (Tr), Rimini, Loreto (An), Recanati (Mc) e Pescara. Nel 1997 ha rappresentato l’Italia al XLVII Trofeu Mundial d’Acordió (47° Trofeo Mondiale di Fisarmonica) a Escaldes – Engordany (Principato di Andorra). Ha frequentato il corso di Composizione nella classe del M° Italo Vescovo. Affianca all’attività didattica (docente presso l’Istituto Musicale “G. Spontini” di Ascoli Piceno) quella concertistica e teatrale, sia come solista sia in ensemble, in Italia e all’estero (Belgio, Svizzera, Ungheria, Russia). Ha registrato per l’Aulos Recording di Rimini, Rai International, Rai Uno, RTR Rieti. È fisarmonicista di scena e curatrice degli arrangiamenti musicali nello spettacolo teatrale La resistibile ascesa di Artuto Ui di Bertolt Brecht, prodotto da Emilia Romagna Teatro e Teatro di Roma, regia di Claudio Longhi e, successivamente, del progetto Il ratto d'Europa (2013 e 2014, co-produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro di Roma). È stata formatrice per il progetto di alta formazione artistica, promosso da ERT Fondazione, Accademia Filarmonica di Bologna e CUBEC Accademia di Belcanto di Mirella Freni, Raccontare il territorio: per un'idea di teatro condiviso (2013-2014). Nell'autunno 2014 ha lavorato nella commissione artistica-organizzativa del progetto Beni Comuni Un teatro partecipato, per una cultura condivisa, finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e promosso dal Comune di Carpi in collaborazione con ERT Fondazione e ATER.
Lino Guanciale
Nato ad Avezzano, in Abruzzo, nel 1979, si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” nel 2003. Accanto alla formazione attoriale ha compiuto anche studi musicali, in particolare di pianoforte e chitarra.
Appena diplomato in recitazione debutta in teatro con Gigi Proietti, che lo dirige in Romeo e Giulietta, spettacolo che inaugura il Silvano Toti Globe Theatre di Roma. Negli anni successivi ha lavorato, tra gli altri, con Franco Branciaroli, Luca Ronconi e Massimo Popolizio. Nel 2003 è iniziato il suo sodalizio teatrale con Claudio Longhi, con cui ha lavorato in occasione di numerosi allestimenti, fra cui La peste di Camus (Teatro Stabile di Torino/Teatro de Gli Incamminati, 2004), La folle giornata o Il matrimonio di Figaro di Beaumarchais (Teatro Stabile di Torino/Teatro Due di Parma/Teatro di Roma, 2007), Prendi un piccolo fatto vero da Sanguineti (2008), La resistibile ascesa di Arturo Ui di Bertolt Brecht (2011, co-produzione Emilia Romagna Teatro e Teatro di Roma) e Il ratto d'Europa (2013 e 2014, co-produzione Emilia Romagna Teatro e Teatro di Roma). Accanto agli impegni teatrali, dal 2005 opera come insegnante e divulgatore scientifico-teatrale presso varie Università e le scuole superiori. Dal 2009, per il cinema, ha recitato in Io, Don Giovanni di Carlos Saura, La prima linea di Renato De Maria, Il Gioiellino di Andrea Molaioli, Vallanzasca di Michele Placido, Il mio domani di Marina Spada, To Rome with Love di Woody Allen e in Il volto di unʼaltradi Pappi Corsicato. È stato formatore per il progetto di alta formazione artistica, promosso da ERT Fondazione, Accademia Filarmonica di Bologna e CUBEC Accademia di Belcanto di Mirella Freni, Raccontare il territorio: per un'idea di teatro condiviso (2013-2014). Nell'autunno 2014 ha lavorato nella commissione artistica-organizzativa del progetto Beni Comuni Un teatro partecipato, per una cultura condivisa, finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e promosso dal Comune di Carpi in collaborazione con ERT Fondazione e ATER.
Diana Manea
Nata a Sondrio nel 1979, frequenta la Scuola del Piccolo Teatro di Milano diplomandosi nel 2002 e subito partecipa a vari allestimenti, tutti con la regia di Luca Ronconi, tra cui La vita è sogno di Calderón de la Barca, Phoenixdi M. Cvetaeva, Infinities da John D. Barrow e Prometeo Incatenatodi Eschilo. Partecipa alla prima nazionale di Vaccaria di Ruzante con la regia di G. De Bosio. Ha lavorato inoltre con registi quali Massimo Castri, Peter Stein, Roberto Guicciardini, Pietro Carriglio, Serena Sinigaglia. Ha collaborato con la Compagnia Teatrale “I Guitti” di A. Micheletti e attualmente collabora con la Libera Associazione Teatrale “Gli Incauti”. Dal 2009 lavora continuativamente con il regista Claudio Longhi, prendendo parte a spettacoli quali Io parlo ai perduti di Roberto Barbolini, prodotto da Emilia Romagna Teatro, Sallinger e Voci sorde (prima nazionale) di B. M. Koltès, prodotti dal Teatro di Roma. Nel 2011, sempre per la regia di Claudio Longhi, lavora in La resistibile ascesa di Arturo Ui di B. Brecht, co-produzione Emilia Romagna Teatro-Teatro di Roma, protagonista Umberto Orsini. Durante le ultime due stagioni ha lavorato al progetto Il ratto d'Europa (2013 e 2014, co-produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro di Roma). È inoltre stata formatrice per il progetto di alta formazione artistica, promosso da ERT Fondazione, Accademia Filarmonica di Bologna e CUBEC Accademia di Belcanto di Mirella Freni, Raccontare il territorio: per un'idea di teatro condiviso (2013-2014). Da qualche anno inoltre svolge attività laboratoriali presso il Liceo Scientifico Donegani di Sondrio. Nell'autunno 2014 ha lavorato nella commissione artistica-organizzativa del progetto Beni Comuni Un teatro partecipato, per una cultura condivisa, finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e promosso dal Comune di Carpi in collaborazione con ERT Fondazione e ATER.
Eugenio Papalia
Nato a Messina il 26 Gennaio 1990, dopo un intenso trascorso sportivo che lo ha visto impegnato nelle arti marziali e nella pallanuoto (nazionale giovanile), ottenuta la maturità classica, studia dapprima presso la facoltà di Giurisprudenza per poi dedicarsi interamente agli studi teatrali presso il Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Trasferitosi a Roma, si diploma presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Affina le sue conoscenze studiando con maestri quali Luca Ronconi, Massimiliano Civica, Luciano Colavero, Antonio Latella; approfondisce il lavoro con il corpo con i maestri Michele Monetta (mino e maschera/commedia dell’arte), Francesco Manetti (scherma e acrobatica/stage combact), Nikolay Karpov (biomeccanica applicata su testo) e Monica Vannucchi (teatro danza). Tra gli spettacoli in cui ha recitato, si possono menzionare Patria e Mito di Renato Nicolini, regia di Ugo Gregoretti (2011/2012); Tender Napalm di Philip Ridley, regia di Massimiliano Farau e Jeff Crockett (2012), I giorni del buio, regia di Gabriele Lavia (2013). È stato impegnato nella regia ed interpretazione di Tommydi Giuseppe Manfridi (2012) e nella co-regia ed interpretazione in Oggi é il 27 di Adar 5773 (2013). Durante la scorsa stagione ha lavorato al progetto Il ratto d'Europa (2014, co-produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro di Roma). Nell'autunno 2014 ha lavorato nella commissione artistica-organizzativa del progetto Beni Comuni Un teatro partecipato, per una cultura condivisa, finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e promosso dal Comune di Carpi in collaborazione con ERT Fondazione e ATER.
Simone Tangolo
Leccese, classe ’84. Affianca allo studio universitario (Beni Culturali dello Spettacolo) quello di strumenti musicali (pianoforte, chitarra, percussioni). Si avvicina al teatro grazie a numerosi stage e laboratori con attori e registi del panorama internazionale presso i Cantieri Teatrali Koreja, Teatro Stabile d’Innovazione del Salento. Nel 2011 si diploma in recitazione presso la Scuola del Piccolo Teatro di Milano, studiando con Luca Ronconi, Gianfranco De Bosio, Marise Flach, Michele Abbondanza, Maria Consagra. Attualmente è impegnato in vari progetti; quale musicista nello spettacolo Shitz, – pane amore e… salame – da Hanoch Levin e quale attore ne Il Marito Smarrito da George Dandin di Molière, entrambe produzioni del Gruppo IdiotSavant di cui è co-fondatore. Dal 2011 inoltre recita in Benvenuti al Piccolo, presso il Piccolo Teatro di Milano.
Durante le ultime due stagioni ha lavorato al progetto Il ratto d'Europa (2013 e 2014, co-produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro di Roma). È stato formatore per il progetto di alta formazione artistica, promosso da ERT Fondazione, Accademia Filarmonica di Bologna e CUBEC Accademia di Belcanto di Mirella Freni, Raccontare il territorio: per un'idea di teatro condiviso (2013-2014).





