Ieri sera ad Atene, la nazionale italiana di basket ha vissuto momenti difficili, con un risultato di soli 2 canestri su 17 tentativi da oltre l’arco dei 6.75 metri. Una prestazione che non rispecchia il vero valore del team.
La squadra non ha mai trovato il giusto ritmo, per una serie di motivi che meriteranno un’analisi approfondita. Consideriamo questa partita come un’amichevole di prova in cui l’allenatore Pozzecco ha sperimentato nuove strategie in vista del torneo a Cipro, che inizierà il 28 agosto contro la stessa squadra della Grecia, capitanata da Giannis Antetokounmpo, che incontreremo nuovamente stasera alle 19:00.
Questi incontri pre-EuroBasket riflettono le aspettative. Due partite in dieci giorni contro la Lettonia hanno mostrato risultati completamente diversi. Al PalaTrieste, l’Italia ha dimostrato un’impressionante energia, a netto contrasto con la passività mostrata ieri, aggravata dall’assenza di pubblico nell’immenso spazio dell’Oaka Arena, che ha influito negativamente sul ritmo di gioco degli azzurri.
Sono emersi alcuni segnali preoccupanti che necessitano di rapide soluzioni da parte di Pozzecco e del suo staff.
Melli e Diouf insieme in campo: non funziona
Nik Melli non è più adatto al ruolo di ala grande. È essenziale che si comprenda al più presto. Nonostante i suoi 34 anni, ha perso dinamismo e velocità. Durante le quattro stagioni sotto la guida di Ettore Messina a Milano, Melli ha lavorato intensamente sul fisico e sulle tecniche di gioco, riuscendo a imporsi come un vero centro.
È tra i migliori in EuroLega per la tempistica nei roll e l’abilità nel trovare compagni liberi, sia sugli angoli sia sull’ala, mostrando anche una rapida capacità decisionale quando si trova di fronte al canestro. Tuttavia, c’è una differenza tra avere una buona mano da fuori e essere un vero tiratore.
Quando gioca insieme a Momo Diouf, Melli è costretto a posizionarsi troppo lontano dalla zona pitturata. Non ci sono spazi per i roll profondi e la difesa avversaria riesce a chiudere gli spazi, rendendo difficile costruire giocate per i tiratori esterni. Ciò lo obbliga a tentare movimenti non naturali per lui e a eseguire dei pop, venendo costantemente marcato da Smits che punta sulle sue basse percentuali al tiro. Infatti, chiude la partita con uno 0/4 da tre punti, prendendo tiri senza convinzione.
Dall’altro lato del campo, soffre nei confronti di giocatori con grande apertura alare che tirano da tre. I suoi movimenti in difesa sono lenti e gli avversari ne approfittano per tutta la durata della partita.
Diouf si trova a suo agio nel ruolo di centro e termina con un’altra buona prestazione, segnando 14 punti. È necessario trovare un modo per migliorare anche le prestazioni di Nik, magari alternandoli più frequentemente.
Si spera che con l’ingresso di Gallinari nelle rotazioni, le gerarchie vengano riviste, anche se Gallo non è più il giocatore dell’EuroBasket 2015. Difensivamente, fatica a giocare come ala forte. Ci troviamo quindi con Saliou Niang come unica vera alternativa per il ruolo di ala grande, nonostante non abbia lo stesso talento in attacco di Gallinari, e con Giampaolo Ricci, sempre utile per dare minuti in quella posizione. Infine, c’è anche Nicola Akele, che probabilmente avrà meno spazio tra i 12 che parteciperanno all’EuroBasket.
Darius Thompson, serve più personalità
È normale approcciarsi con cautela in un nuovo contesto, ma è anche fondamentale sentirsi subito parte integrante e responsabile del proprio ruolo. Darius Thompson, finora, non ha mostrato miglioramenti significativi per la squadra. Nelle sue apparizioni è sembrato timido e impacciato, quasi come se temesse di invadere lo spazio dei compagni. Non ha mai cercato di imporsi né mostrato tratti di leadership. Anche durante l’amichevole a PalaDozza contro l’Argentina, si è notato per aver evitato tiri ben costruiti per passare la palla a compagni con percentuali più basse. È necessario osare di più, dato che il tempo per adattarsi è limitato.
Thompson ha dimostrato il suo valore in alta Eurolega con squadre come Baskonia e Efes. È stato chiamato in nazionale per colmare il vuoto lasciato da Donte Di Vincenzo e deve assumersi le sue responsabilità in una squadra che già conta molti “operai”.
Il giovane talento si impone
Una delle poche note positive della serata per l’Italbasket è stata la crescita di Matteo Spagnolo, sempre più evidente. Oltre alla pulizia tecnica e all’eleganza nei suoi movimenti con la palla, si mostra un giocatore maturo e consapevole delle sue capacità, lontano dal giovane timido delle prime apparizioni. Anche ieri ha chiuso con una prestazione convincente, segnando 17 punti. Sarà il regista principale dell’Italbasket a EuroBasket.
Dipendenza da Fontecchio
Una serata sfortunata per Fontecchio, con solo nove punti segnati. Quando non raggiunge le sue medie, l’apporto offensivo dell’Italbasket crolla notevolmente. Chiudiamo con soli 68 punti, la peggiore performance offensiva tra le cinque partite giocate finora. Il suo contributo è essenziale per il team.
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Davide Ricci è giornalista basket. Da nove anni copre NBA, EuroLeague e Coppa del Mondo FIBA. Le sue analisi strategiche e interviste alle star arricchiscono la lettura. Il suo stile chiaro illumina le dinamiche di ogni partita.