Jannik Sinner riscrive la storia: trionfo record e 6 milioni di dollari in tasca, è il tennista d’oro!

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Jannik Sinner riscrive la storia: secondo trionfo alla Six Kings Slam, pioggia d’oro e sogni divenuti realtà. L’Italia del tennis ha finalmente trovato il suo campionissimo… con una racchetta d’oro e 6 milioni di dollari in tasca!

Sinner, la macchina perfetta che ha stregato l’Arabia Saudita

Non c’è due senza tre, dice il proverbio, ma per Jannik Sinner il due basta eccome. Il tennista altoatesino ha conquistato per la seconda volta la Six Kings Slam, l’esibizione tennistica più ricca dell’intero circuito, portandosi a casa la bellezza di 6 milioni di dollari e una racchetta d’oro degna di Mida. E pensare che tutto si è consumato in poco più di un’ora: 1h13 per liquidare il rivale Carlos Alcaraz con il punteggio di 6-2, 6-4 nella finale di Riyad. Roba da non farci nemmeno sudare la bandana!

  • La Six Kings Slam non ha nulla a che vedere coi tornei del Grande Slam: nata solo due anni fa e riservata a soli sei fuoriclasse, è in realtà la vetrina più scintillante e remunerativa del pianeta tennis.
  • Il premio al vincitore? Una racchetta d’oro più 6 milioni di dollari, un bottino superiore perfino a quello incassato dai vincitori di US Open (5 milioni) e Wimbledon (4 milioni).

«Mentirei se dicessi che non c’era una motivazione legata ai soldi», ha confessato Sinner senza filtri in conferenza stampa. L’onestà, a quanto pare, paga… e bene!

Una stagione eccezionale tra gloria, soldi e qualche risata amara

Il 2023 è stato l’anno delle grandi soddisfazioni (e delle rivalità ancora più grandi) per Sinner:

  • Vincitore all’Open d’Australia e a Wimbledon
  • Finalista sia al Roland-Garros che agli US Open, battuto in entrambi i casi proprio da Alcaraz
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Nonostante la perdita del primo posto nella classifica ATP a favore dello spagnolo, Sinner ha mantenuto una aura da invincibile grazie a colpi potenti e millimetrici. Qualcuno ci scherza pure sopra: «A volte sembra giochi a ping-pong», ha detto lo stesso Alcaraz dopo la sconfitta, spiegando che non è proprio divertente ritrovarsi dall’altra parte della rete. Il kazako Alexander Bublik, dopo un sonoro 6-1, 6-1, 6-1 incassato all’US Open, lo aveva addirittura definito giocatore generato da un’IA. Insomma, la leggenda del “robot Sinner” prosegue, ma a comando c’è sempre e solo l’uomo.

Dai confini del Tirolo ai palcoscenici mondiali…con il sorriso timido

Fisico da pertica (1,91 metri per 77 chili), chioma rossa inconfondibile (non a caso era chiamato Fox da adolescente), carattere riservato. Sinner non viene certo dagli epicentri del tennis italiano: nato a San Candido, in una piccola comunità di 3.400 abitanti al confine con l’Austria, ha imparato prima il tedesco che l’italiano. Un percorso fuori dagli schemi, che ha conquistato il cuore degli italiani sempre a caccia di un eroe racchetta in mano.

Le aziende migliori fanno a gara per sponsorizzarlo: tra i suoi partner spiccano Intesa Sanpaolo, Panini, Lavazza, De Cecco, Gucci, e i colossi Nike, Head e La Roche-Posay. Secondo Forbes, nel solo anno passato, Sinner ha guadagnato 47 milioni di dollari, di cui ben 27 fuori dal campo. Solo Alcaraz (48 milioni) e il “ritirato intoccabile” Federer (90 milioni) lo superano. Difficile chiedere di meglio a un ragazzo “meno glamour, ma serissimo” e sempre pronto ad ascoltare coach e suggerimenti.

Sotto la corazza c’è Jannik: timido, perfezionista e deciso a farsi voler bene

A maggio, dopo una sospensione di 90 giorni per un controllo positivo al clostebol (un derivato della testosterone), Sinner è tornato a Roma come se niente fosse, inanellando un successo dietro l’altro. Solo Alcaraz l’ha fermato – ancora lui – nella finale del Roland-Garros. Male che vada, il destino può anche voltarti le spalle, ma lui ha reagito come pochi: tre settimane dopo, la rivincita sul prato di Wimbledon (prima vittoria di un italiano sull’erba londinese), proprio contro Alcaraz. Al momento della premiazione, Sinner rimane fedele a sé stesso, senza smancerie e con un sorriso timido mentre lo spagnolo sembrava quasi più felice di lui!

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Non sarà forse sempre così: questo perfezionista dei dettagli sta lavorando anche sulla comunicazione. Negli ultimi mesi, ha incontrato il papa Leone XIV, fan del tennis, e ha intonato una canzone con Andrea Bocelli. Ha anche voluto raccontare il suo lato più umano su YouTube: «Ho l’impressione che i fan non mi conoscano davvero come persona. In campo sono serissimo, ma fuori adoro scherzare, ridere, sorridere. Vorrei che tutti capissero che non sono una macchina». Il cammino sarà lungo, ma Jannik è pronto a impegnarsi. E diciamolo: chi meglio di lui può rappresentare le grandi marche che lo hanno scelto?

Consiglio spassionato: fate attenzione a sottovalutare il ragazzo timido con la racchetta d’oro e la risata nascosta… Perché Sinner, il “Tennista d’Oro”, infila colpi vincenti fuori e dentro il campo.

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