Cronaca » Sindacale
Giovedì 22 Settembre 2016 - ore 19:33
Kverneland, ''lieto fine'' per lo stabilimento e lavoratori

L’assessore Bosi ha risposto in Consiglio all’interrogazione di Malferrari (Pd).
L’ha definita così l’assessore al Lavoro del Comune di Modena Andrea Bosi in Consiglio comunale nella seduta di giovedì 22 ottobre rispondendo all’interrogazione sulla chiusura dello stabilimento Kverneland illustrata dal consigliere del Pd Marco Malferrari e firmata anche dal capogruppo Paolo Trande e da Andrea Bortolamasi.
L’interrogazione, presentata precedentemente rispetto alla nuova soluzione trovata per i lavoratori e per l’azienda di Strada Ponte Alto Sud a Modena, chiedeva se si riteneva possibile un confronto con i vertici dell’azienda “per cercare di comprendere i motivi di tale decisione”, se la chiusura era inevitabile o se, al contrario, era possibile intraprendere azioni in grado di giungere a soluzioni condivise tra le parti per scongiurare la chiusura e salvaguardare l’occupazione.
L’assessore ha spiegato che la Kverneland group Modena spa, gruppo norvegese di proprietà di una multinazionale giapponese, opera nella produzione e distribuzione di macchine di alta tecnologia per l’agricoltura e ha annunciato a fine giugno la volontà di cessare il 31 dicembre l’attività nello stabilimento, mettendo in mobilità tutti i 50 lavoratori dipendenti.
“La Fiom Cgil – ha proseguito – attivata dai lavoratori dell’azienda, ha aperto una vertenza per la risoluzione della crisi, proclamando lo stato di agitazione permanente e uno sciopero che ha raccolto il 100 per cento di adesioni. Nell’incontro del 29 luglio con la proprietà è emersa la disponibilità della Kverneland a cedere l’attività nel caso in cui fosse emerso un imprenditore interessato ad acquisire interamente o in parte le attività svolte nello stabilimento modenese”. Il 22 agosto l’azienda ha annunciato di aver raggiunto un accordo con un soggetto imprenditoriale di Siena, la Comege Industrial srl, per la cessione del ramo d’azienda dello stabilimento di Modena, e ha consegnato lettera formale di apertura della procedura di trasferimento di ramo d’impresa con l’integrale mantenimento dei livelli occupazionali e la conferma della presenza dello stabilimento a Modena. Il primo ottobre avverrà il trasferimento alla newco Mec Mac Modena appositamente costituita.
“Tutte le parti presenti al tavolo – ha commentato Bosi – hanno dimostrato grandissimo senso di responsabilità per la positiva conclusione della vertenza e il 7 settembre, presso il Comune di Modena, alla presenza del sindaco e presidente della provincia Gian Carlo Muzzarelli, mia e di tutte le parti in causa, è avvenuta la firma dell’accordo definitivo”.
Nella replica, il consigliere Malferrari ha evidenziato che “la soluzione positiva contribuisce ad aumentare la fiducia nelle istituzioni e nel mondo associativo. I lavoratori non si sono arresi – ha aggiunto – e si sono organizzati con il loro sindacato e con le Istituzioni per chiedere una soluzione diversa che salvaguardasse lavoro, famiglie e competenze, uscendo da questa situazione rafforzati e coesi. Questo può essere un buon esempio per tutti”.
IL DIBATTITO IN CONSIGLIO
Dopo la trasformazione in interpellanza, gli interventi di Per me Modena, Sel, Movimento 5 stelle, Pd e la replica del consigliere Rocco (Fas Sinistra italiana)
Dopo la risposta del sindaco Gian Carlo Muzzarelli, l’interrogazione sull’appello del ministro Del Rio per il referendum, proposta da Francesco Rocco (Fas Sinistra italiana) durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 22 settembre, è stata trasformata in interpellanza su richiesta di Domenico Campana (Per me Modena). Il consigliere ha esordito dichiarando di credere al sindaco quando dice di non aver ricevuto alcuna lettera, “ma – ha detto – rispetto al fatto che una lettera ci sia o no, il ministro l’ha annunciata e questo è rilevante, grave e anche largamente incosciente: un ministro non può ritenere legittimo chiedere ai sindaci di schierarsi su una questione come questa. Il ruolo istituzionale dei sindaci infatti impone che promuovano e facilitino il più possibile il confronto”. E Marco Chincarini ha aggiunto che “se anche la lettera non è pervenuta, a noi interessa sapere come il sindaco intenda rispondere a questo appello qualora sia vero, in veste istituzionale e non come privato cittadino. La sua posizione come libero cittadino è per il sì, ma non abbiamo capito come intende porsi come sindaco per il bene della città. Io per esempio, come libero cittadino voterò no, ma non intendo usare questo Consiglio per fare campagna”.
Affermando, come tutti gli altri consiglieri, di credere al fatto che il sindaco non abbia ricevuto alcuna lettera, Marco Cugusi (Sel) si è chiesto se, “nel caso un domani la ricevesse, avrebbe la sensibilità politica di rispedirla al mittente, rifiutandosi di fare da tramite per la costituzione di comitati per il sì, anche se ha già dichiarato che non prenderà parte attiva ai comitati”.
Per il Movimento 5 stelle, Mario Bussetti ha giudicato “grave il comportamento del ministro che ha travalicato la sua funzione” e si è augurato che “la funzione pubblica si faccia carico di stimolare un dibattito in cui entrambe le posizioni possano esprimersi. Ma, anche se la lettera non è arrivata, la notizia era di dominio pubblico e il sindaco avrebbe potuto fare una comunicazione per dire che non la riteneva corretta”.
Paolo Trande, Pd, ha sostenuto che il punto sostanziale della questione è capire “se è stata o meno violata la terzietà delle istituzioni. Quella lettera, che a Modena non è arrivata, andrà esaminata per verificare se è stata scritta sulla carta intestata del ministero, ma non è questa la sede per farlo. Il cittadino, per quanto speciale, Muzzarelli ha diritto di esprimere la propria posizione sul referendum ma è ben consapevole che il suo pronunciamento non deve confliggere con il principio sacrosanto della terzietà delle istituzioni, anche se in alcuni casi il limite è molto difficile da definire”.
Nella replica, Francesco Rocco (Fas Sinistra italiana) si è dichiarato “deluso dalla risposta del sindaco. E voglio chiedere ancora se questa lettera l’ha ricevuta. Se non l’ha ricevuta, il problema non esiste”.



