Domenica 21 Agosto 2016 - ore 11:03
Rio / Finale Volley / Maracanazinho o PalaPanizinho?
C'è tanta Modena oggi nella gara che assegna l'oro della pallavolo alle Olimpiadi, tra giocatori e allenatori, sembrerà quasi di essere in casa nostra. Si tifa Italia, ma qualcuno forse avrà un occhio di riguardo per Bruno e Lucas, artefici del triplete gialloblù.
La finale olimpica del volley in programma oggi alle 18.15 a Rio, tra i padroni di casa del Brasile e l'Italia di Blengini, ha un colore molto vicino al giallo e al blu. Perchè tanti sono quelli che, tra la panchina e il campo, hanno vestito i colori gialloblù e scritto pagine indimenticabili dentro al Palazzo modenese- Ci sono gli ex, ci sono quelli di oggi, insomma, c'è un pezzo della storia di modena pallavolistica modenese. Oggi, ore 18,15,
a Rio, non ci saranno solo quei tifosi gialloblù che si sono regalati un sogno, cioè un viaggio in Brasile per seguire i Giochi, ma anche tanti campioni amati dal pubblico di casa nostra. Che l’Italia intera sia con gli azzurri e nella fattispecie con il trio campione d’Italia Vettori-Rossini-Piano non ci sono dubbi, che a Modena magari qualcuno abbia ancora nel cuore il fantastico duo delle meraviglie Bruninho-Lucas, oggi 'nemici', beh.., anche questo è possibile. I tre modenesi della squadra campione d'Italia purtroppo avranno un ruolo non da primi attori, quindi un po' marginale, perché difficilmente coach Blengini modificherà lo schieramento di partenza della semifinale contro gli Stati Uniti: per Vettori, Piano e Rossini, quindi, sarà panchina. Piano era partito titolare, ma poi si è infortunato ad un polpaccio e sta recuperando, Rossini non veste la consueta maglia di libero, affidata a Colaci, ma quella “normale” e viene utilizzato per il giro dietro e in battuta, Vettori ha davanti uno Zaytsev che in questo momento è incontenibile per tecnica e fisicità. Nella metà campo verde-oro troviamo Bruninho, il numero 1 assoluto al mondo nel ruolo di palleggiatore, e il colosso Lucas: non solo, visto che in posto 4 gioca un Luiz Felipe di Fonteles che a Modena ha iniziato ai tempi della Daytona, e che in panchina c'è Bernardinho, che a Modena ha allenato nella penultima storica annata della Panini e che ha lasciato amici e ricordi. Quando Bruno servirà a Lucas quella veloce che è diventata poesia, allora penseremo a Modena, al triplete, alle vittorie con Trento e Perugia. Comunque vada sarà una partita stellare, che avrà su di sè gli occhi di tutto il mondo. Bruno e il Brasile hanno perso l’ultima finale dei Mondiali nel 2014 e anche quella olimpica nel 2012 a Londra, hanno la pressione dell’intero Brasile, non sarà facile per loro anche perché l’Italia ha già vinto il confronto diretto nella prima fase, e attende da sempre questa giornata. Per coronare un sogno.
BLENGINI. "GIOCARE AL MARACANAZINHO E' UNA FIGATA PAZZESCA"
Non è una partita come le altre. Giocare una finale olimpica contro il Brasile al Maracanazinho è già qualcosa di speciale, ma lo è ancor di più per l'Italvolley ancora a caccia del suo primo oro a cinque cerchi. Dopo le delusioni di Atlanta nel '96 contro l'Olanda, e Atene nel 2004 proprio contro il Brasile, il sestetto azzurro guidato dal ct Gianlorenzo Blengini non vuole rimandare ulteriormente l'appuntamento con la storia. "Per me e per i ragazzi - ammette l'allenatore torinese alla vigilia del match - è uno stimolo in più a dare tutto sul campo. Ma non è una cosa che stiamo vivendo con angoscia. Sapevo che questo gruppo voleva fortissimamente questa finale, non sono sorpreso di quanto abbiamo fatto finora". Tra l'Italia e quel successo olimpico mancato anche dalla corazzata di Julio Velasco e dalla sua generazione di fenomeni, c'è ancora una volta la Selecao che anche nelle ultime due edizioni dei Giochi ha murato in semifinale i sogni d'oro azzurri. Il sestetto azzurro stavolta arriva alla sfida con i brasiliani con un'altra consapevolezza, figlia anche del primo successo ai Giochi contro i verdeoro nel girone.
"Quella partita ha dato a noi la consapevolezza di poterli battere - aggiunge il tecnico - ma a loro la forza per reagire ad una situazione che si era fatta complicata. Si sono rialzati e ora sono tornati ad essere il Brasile vero". Un Brasile ritrovato dopo lo scampato pericolo che potrà contare anche sul tifo infernale della torcida carioca, un inferno che non spaventa l'allenatore azzurro, convinto che la sua squadra saprà esaltarsi in quel clima: "Tutti parlano di questa partita come un match difficile, impossibile - spiega ancora - ma per me giocare contro la Selecao al Maracanazinho è una figata pazzesca. Devo ammettere che la torcida non ci spaventa, anzi esalta anche noi e non solo i brasiliani. Certo loro sono una squadra molto emotiva e riescono a trasformare in energia il calore del pubblico".