Cronaca » Cultura
Martedì 09 Ottobre 2012 - ore 19:06
Ritratto di Antonio Delfini domani in biblioteca
Mercoledì 10 ottobre alle 21 incontro con Roberto Barbolini e Alberto Bertoni
Prosegue così il ciclo di tre iniziative “La parola a Delfini”, organizzate per il ventennale della biblioteca e dedicate allo scrittore modenese dal quale prende il nome. L'ultimo appuntamento, dopo la grande partecipazione all'itinerario ciclistico condotto da Ugo Cornia, sarà giovedì 25 ottobre alle 21: Beppe Cottafavi e lo scrittore Walter Siti si occuperanno di una pagina meno nota della biografia delfiniana: il rapporto con Pier Paolo Pasolini, che molto si spese per il premio Viareggio postumo del 1963 ed ebbe a definire Delfinì “lo scrittore aggraziato per definizione, ma mai grazia costò sacrifici così grandi”. Oltre a questi appuntamenti pubblici, la biblioteca organizza in orario scolastico brevi lezioni su Delfini per gli studenti delle superiori (www.comune.modena.it/istruzione/itinerari).
Antonio Delfini ha conosciuto in vita una storia editoriale avventurosa, consegnata a piccole riviste, autoedizioni, numeri unici e persino manifesti murali: come quello “All'editore Guanda”, del 1962, in cui rimprovera l'amico di un tempo di aver tradito Modena trasferendosi a Parma. A questo destino forzatamente minore non si sottrae il suo libro più celebre, “Il ricordo della Basca”, stampato dal piccolo editore fiorentino Parenti nel 1938, poi da Nistri-Lischi nel 1956 (con una bellissima Introduzione giudicata il suo capolavoro) e infine, postumo, da Garzanti nel 1963, con il titolo “I racconti” (premio Viareggio alla memoria). In bilico tra esperienza vissuta e fantasticheria, la scrittura di Delfini racconta una storia personale tormentata e un rapporto ambivalente con la città natale, sempre riconoscibile anche nella trasfigurazione letteraria. Scrive nell'introduzione al “Ricordo della Basca”: “Io giro per Modena, in queste contrade medievali ... conosco il giro delle strade. E le strade giravano continuamente in un labirinto. Conoscevo a menadito ogni occhio di portico, ogni finestra, ogni porta e portoncino”.
Roberto Barbolini, scrittore, saggista e critico teatrale, è autore del testo teatrale “Io parlo ai perduti”, incentrato sulla figura di Antonio Delfini e messo in scena nel 2009 con la regia di Claudio Longhi. L'ultimo titolo pubblicato è “Provaci ancora Radetzky” (Barbera 2012). Alberto Bertoni, critico e poeta, insegna al Dipartimento di italianistica dell'Università di Bologna. Recentemente ha pubblicato “La poesia contemporanea” (il mulino 2012) e la raccolta poetica “Il letto vuoto” (Aragno 2012).
Immagini, informazioni e una rara intervista televisiva ad Antonio Delfini sono on line (http://www.comune.modena.it/biblioteche/delfini/antoniodelfini.htm).
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