L’ex commissario tecnico della Nazionale italiana, Luciano Spalletti, ammette che l’esonero lo ha colpito ancora nel profondo, ma non risparmia parole di apprezzamento per il successore Gennaro Gattuso. Al festival della letteratura di Arezzo ha raccontato il suo stato d’animo e le scelte che hanno segnato gli ultimi mesi della guida azzurra.
Il peso dell’addio: Spalletti racconta il momento difficile
Spalletti ha spiegato che, nonostante il tempo passato, l’esperienza sulla panchina dell’Italia gli pesa. Ha sottolineato di aver dato il massimo e di aver bisogno di un periodo per metabolizzare quanto successo.
Secondo l’allenatore, la decisione sulla sua rimozione arrivò dopo la sconfitta con la Norvegia e prima della partita con la Moldova. Ha tenuto a chiarire che non si è dimesso: è stato sollevato dall’incarico.
“Ho bisogno di tempo per accettare il dolore”, ha detto, precisando che non vuole nascondere l’episodio ma elaborarlo per ripartire con lucidità.
Tempistiche e retroscena: quando è cambiata la panchina azzurra
Spalletti era stato chiamato alla guida dell’Italia poco dopo la vittoria dello Scudetto con il Napoli, in un periodo di transizione iniziato con l’addio di Roberto Mancini.
- Settembre 2023: incarico affidato a Spalletti.
- Estate 2024: guida l’Italia a EURO 2024.
- Giugno 2025: esonero dopo la sconfitta in Norvegia.
L’ex ct ha ammesso che il percorso non si è svolto come sperato. Tuttavia, ha difeso le sue scelte e il modo in cui ha gestito convocazioni e rapporti con i club.
Il confronto con i giocatori e la questione Acerbi
Tra le tensioni più discusse c’è il caso di Francesco Acerbi. Il difensore dell’Inter ha dichiarato di essersi sentito “usato” dopo una convocazione per la gara in Norvegia.
Spalletti ha replicato che le convocazioni sono sempre state concordate con i club e che, in quel caso, aveva chiamato il giocatore riconoscendone i meriti della stagione.
Ha sottolineato che non c’erano secondi fini e che la richiesta di disponibilità era stata fatta con rispetto per la condizione fisica e sportiva del calciatore.
Gattuso alla guida: i cambiamenti tattici che hanno pagato
Con Gattuso in panchina la Nazionale ha ottenuto due vittorie impegnative nelle qualificazioni ai Mondiali 2026. Spalletti ha riconosciuto i meriti del suo successore.
Ha evidenziato come, soprattutto nella seconda partita, Gattuso abbia variato l’assetto offensivo e ottenuto risultati concreti.
- Scelta di due attaccanti vicini: soluzione efficace.
- Modifiche tattiche rapide: hanno dato chiarezza alla fase offensiva.
- Gestione emotiva della squadra: i giocatori sembrano più liberi.
Per Spalletti, Gattuso ha fatto scelte azzeccate e merita i complimenti.
Obiettivo Mondiale: la posizione di Spalletti sulle qualificazioni
L’ex tecnico ha ribadito che la Nazionale deve qualificarsi per il Mondiale e che, a suo avviso, la squadra ha le qualità per farlo.
Ha aggiunto che, anche se fosse rimasto alla guida, avrebbe puntato alle stesse soluzioni per liberare i giocatori e favorire il gioco.
Offerte dall’estero e la decisione di prendersi una pausa
Sui possibili ritorni in panchina, Spalletti ha confermato contatti con alcuni campionati esteri, tra cui Arabia Saudita e Turchia.
Nonostante le proposte, ha scelto di non correre e di aspettare un’opportunità che nasca in modo naturale.
- Ha ricordato i successi ottenuti lungo la carriera.
- Non intende forzare nessuna scelta immediata.
- Preferisce una pausa per riflettere e prepararsi al prossimo impegno.
“Non voglio cercare a tutti i costi: aspetto il momento giusto”, ha spiegato, sottolineando il desiderio di ripartire con serenità.
La reazione del mondo del calcio e le prospettive per l’Italia
La separazione tra Spalletti e la Nazionale ha diviso opinioni tra addetti ai lavori e tifosi. Alcuni difendono la necessità di cambi immediati dopo risultati negativi. Altri ritengono che la stabilità avrebbe potuto portare a risultati diversi.
Con Gattuso ora alla guida, il focus è sulle qualificazioni e sulla capacità degli azzurri di ritrovare continuità. La federazione osserva i segnali sul campo, mentre gli allenatori valutano scenari tattici e scelte di personale.
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Marco Rossi è giornalista calcio. Con dieci anni di esperienza, analizza trasferimenti, tattiche e successi dei club europei. Offre analisi precise e coinvolgenti. Il suo stile chiaro ti aiuta a comprendere i punti chiave di ogni partita.