Pogacar nella leggenda: ecco perché la sua quinta vittoria è storica

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Pogacar nella leggenda: la quinta vittoria al Lombardia che riscrive la storia

L’impresa di un favorito annunciato

Possono esserci dubbi? Chi segue il ciclismo sa che le sorprese non sono mai dietro l’angolo quando c’è di mezzo Tadej Pogacar. Immenso favorito per il suo dominio dal 2021, lo sloveno ha trionfato per la quinta volta consecutiva al Giro di Lombardia, consacrando per l’ennesima volta le strade tra Como e Bergamo. Così, sabato 11 ottobre, Pogacar ha conquistato un nuovo record, diventando il primo ciclista della storia a vincere per cinque volte di fila lo stesso Monumento eguagliando Fausto Coppi come numero totale di successi (cinque) proprio in Lombardia.

Il film della corsa: attacco e dominio

La strategia dell’UAE-Emirates-XRG era sulla bocca di tutti e, ancora una volta, la squadra degli Emirati non ha deluso. Dopo l’abile lavoro di squadra e lo sforzo del francese Pavel Sivakov ai meno 60 chilometri dall’arrivo, il gruppo iniziale di dodici fuggitivi è esploso. Rimasto in avanscoperta, solo Quinn Simmons (Lidl-Trek) sperava ancora nel colpaccio, affrontando il Passo di Ganda – 9,3 km al 7,1% con due minuti di vantaggio – a 40 km dalla fine. Ma la realtà ciclistica è spesso crudele: Jay Vine ha lanciato un forcing decisivo e Pogacar, a 36 km dal traguardo, è partito. La scena sembrava una replica di quelle già viste: pochi secondi per salutare la compagnia, lasciando tutti gli avversari – Evenepoel, Storer, Alaphilippe, Seixas, del Toro – semplicemente incollati all’asfalto.

L’attacco dello sloveno è stato perentorio: raggiunto e lasciato sul posto anche Simmons (che chiuderà poi quarto), Pogacar si è involato da solo. Il suo margine al traguardo? 1’48” su Evenepoel (2°), seguito da Storer (3°). Il giovane francese Paul Seixas, al suo esordio nella corsa e appena diciannovenne, ha chiuso con un ottimo settimo posto.

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Pogacar da record e una stagione mostruosa

Arrivato alla quinta “Classica delle foglie morte” di fila e alla 108a vittoria in carriera, Pogacar ha chiuso così un’annata a dir poco memorabile: venti affermazioni stagionali, compresi Tour de France e il nuovo titolo mondiale. E, come ha dichiarato dopo il trionfo: “Una giornata incredibile dall’inizio alla fine. Mi sentivo bene, tutta la squadra ha fatto un lavoro super. Sono molto contento di aver concluso così anche per Rafal Majka”, riferimento al compagno polacco che va in pensione proprio sabato.

Ma il vero segreto è la poliedricità: il podio in tutti e cinque i Monumenti nell’anno, con vittorie anche a Giro delle Fiandre e Liegi-Bastogne-Liegi, secondo posto a Roubaix e terzo a Sanremo. In due, Pogacar e Isaac del Toro (altra rivelazione di stagione con 15 vittorie), hanno firmato 35 delle 93 vittorie totali per la UAE quest’anno. Tanto per gradire, la Lidl-Trek – seconda miglior squadra – ne ha collezionate…47 in meno.

  • 5 vittorie consecutive al Lombardia (eguagliando Coppi nei successi totali)
  • 108 vittorie in carriera
  • Vittorie o podi in tutti i Monumenti del 2024
  • 20 successi stagionali, tra cui Tour de France e titolo mondiale

Le note francesi: giovani e conferme

Giornata di grande soddisfazione anche per la Francia: ben tre atleti nei primi 25 – Seixas (7°), Lenny Martinez (12°) e Julian Alaphilippe (23°). Particolare menzione per Seixas, appena diciannove anni e già il più giovane da oltre quarant’anni (dal 1980) a centrare la top 10 in un Monumento al debutto. Dopo il podio agli Europei, il giovane lionese promette già scintille per la prossima stagione.

Alaphilippe, dal canto suo, conferma l’ottima condizione nel finale d’annata: a segno per la prima volta con i nuovi colori nel GP Québec, poi ancora sul podio nelle Tre Valli Varesine e ora in Lombardia – si tratta ormai del settimo piazzamento da podio da inizio settembre. Segno che la revitalizzazione è arrivata al momento giusto.

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Conclusione: la leggenda continua (e chi vorrà battere Pogacar dovrà alzare ancora l’asticella!)
Il successo di Pogacar non è solo una pagina di record, ma è il manifesto di una generazione che non si accontenta, sempre più affamata di vittorie. Che il prossimo appuntamento sia una nuova sfida ai limiti della leggenda? Gli avversari sono avvisati: con Pogacar in queste condizioni, il ciclismo ha (di nuovo) cambiato padrone.

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