Sanzione e nessuna colpa nel triathlon: scoppia la polemica

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Due decisioni dell’International Testing Agency hanno segnato la settimana: un atleta iracheno sospeso per positività a farmaci vietati, e una triatleta svizzera pienamente scagionata dopo aver dimostrato di essere vittima di contaminazione involontaria. Le storie, diverse per sostanze e circostanze, mettono in luce come le regole antidoping si applichino caso per caso.

Il provvedimento contro Baqer Idrees: due anni di inibizione

L’ITA, che gestisce il programma antidoping per World Triathlon e i controlli per IRONMAN, ha ufficializzato la sanzione nei confronti di Baqer Idrees.

  • Campione positivo per prednisone e prednisolone.
  • Analisi effettuata in laboratorio accreditato WADA.
  • Controllo effettuato l’11 novembre 2023, durante i campionati Asia Triathlon Sprint ad Al-Khobar.
  • Periodo di inibizione accettato dall’atleta: 8 settembre 2025 – 7 settembre 2027.
  • Nulla la posizione sportiva dal 11 novembre 2023 in poi: risultati squalificati.

I glucocorticoidi rientrano nella lista delle sostanze proibite in gara e sono classificati come “specified substances”. Vengono prescritti per infiammazioni, lesioni o asma, ma possono ridurre dolore e impedire che l’infiammazione limiti allenamenti o gare.

Idrees ha optato per un accordo sulle conseguenze e non ha contestato la violazione. Questo strumento permette di chiudere il procedimento senza udienza davanti a un collegio indipendente. Tuttavia WADA e il Comitato Olimpico Iracheno mantengono il diritto di ricorso al TAS.

Il caso Imogen Simmonds: assolta per contaminazione da ligandrol

In un’altra procedura chiusa dall’ITA, la triatleta svizzera Imogen Simmonds è stata completamente scagionata dopo un riscontro analitico positivo.

  • Campione prelevato fuori competizione l’8 dicembre 2024, durante un controllo a sorpresa sotto l’autorità IRONMAN.
  • Metabolita rilevato: ligandrol, classificato come “other anabolic agents” e proibito sempre.
  • Simmonds ha dimostrato che l’esposizione è avvenuta per contaminazione intima involontaria.
  • Accertata l’assenza totale di colpa o negligenza; niente periodo di inibizione.
  • Essendo il campione fuori gara, non sono state annullate prestazioni.

Il ligandrol è un modulatore selettivo dei recettori androgenici. Agisce promuovendo massa muscolare e migliorando la performance. Nel procedimento di gestione dei risultati, Simmonds ha prodotto prove che collegano la presenza della sostanza a supplementi assunti dal partner, senza che lei ne fosse a conoscenza.

Quando l’atleta dimostra la piena assenza di colpa, le sanzioni previste per una sostanza non specificata si azzerano. Di norma la presenza di un non-specified comporterebbe fino a quattro anni, riducibili a due se l’intenzionalità è esclusa; qui la prova ha portato a nessuna penale.

Come funzionano le norme e quali diritti restano aperti

Le decisioni dell’ITA riflettono l’applicazione del World Anti-Doping Code, dove contano sia la sostanza sia le circostanze personali.

  • Specified vs non-specified: differenze nelle sanzioni e nell’onere della prova.
  • Meccanismo di “agreement on consequences”: chiude il caso senza udienza se l’atleta accetta.
  • Diritti di ricorso: WADA e comitati nazionali possono appellarsi al TAS.
  • Valutazione di colpa/negligenza: elementi che possono annullare o ridurre la sanzione.

In entrambi i procedimenti l’ITA ha preferito non rilasciare ulteriori commenti. Le sentenze mostrano come lo stesso codice disciplinare possa produrre esiti opposti, a seconda delle prove fornite e della natura della sostanza rilevata.

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