Il tennista argentino Facundo Bagnis si è trovato al centro di un caso anti-doping dopo un controllo al torneo di qualificazione degli US Open. La notizia di una sostanza vietata nel campione lo ha colto di sorpresa e lo ha spinto a scegliere una sospensione provvisoria volontaria mentre il procedimento prosegue.
Il controllo anti-doping agli US Open e la sostanza rilevata
Il campione è stato raccolto durante le qualificazioni agli US Open, a New York, il 18 agosto. L’analisi ha diviso il campione in due parti, A e B. Secondo l’agenzia, il test sull’A-sample ha rilevato idroclorotiazide, un diuretico inserito nella categoria S5 della lista proibita WADA 2025.
L’idroclorotiazide è normalmente prescritta per l’ipertensione. Nel contesto antidoping, può agire come agente mascherante. La presenza di questa sostanza ha avviato la procedura disciplinare prevista dalle regole del tennis internazionale.
Perché Bagnis ha accettato la sospensione provvisoria
Pur trattandosi di una sostanza specificata che non impone automaticamente una sospensione provvisoria, il giocatore ha deciso di autosospendersi il 18 ottobre.
- La sospensione è volontaria.
- Il periodo trascorso in sospensione verrà detratto da eventuali sanzioni future.
- La scelta consente a Bagnis di concentrare risorse ed energie sulla difesa.
Questo atto è spesso usato dagli atleti per dimostrare collaborazione e per evitare sanzioni disciplinari aggiuntive legate alla partecipazione agli eventi durante l’istruttoria.
Le dichiarazioni pubbliche e la versione difensiva
Attraverso i suoi canali social, Bagnis ha negato qualsiasi assunzione volontaria di sostanze proibite. Ha dichiarato di essere rimasto scioccato dall’esito e di aver accelerato la collaborazione con le autorità competenti.
La sua squadra ipotizza la contaminatione incrociata. Secondo questa tesi, la sostanza potrebbe essere arrivata accidentalmente attraverso prodotti, integratori o durante la preparazione di farmaci.
Divieti pratici durante la sospensione provvisoria
Nel periodo di sospensione, valgono severi limiti. Bagnis non può essere presente alle manifestazioni organizzate dai principali enti del tennis.
- Non può giocare in tornei autorizzati o sanzionati.
- Non può allenare o svolgere attività ufficiali in competizioni riconosciute.
- È escluso dall’accesso agli eventi riconosciuti dalle federazioni coinvolte.
Gli organismi che aderiscono alla misura includono l’ATP, la WTA, l’ITF, Tennis Australia, la Fédération Française de Tennis, Wimbledon e la USTA, oltre alle singole federazioni nazionali.
Le fasi successive del procedimento disciplinare e possibili esiti
Il prossimo passo è l’analisi del campione B, che può confermare o confutare il risultato iniziale. Le autorità valuteranno poi le circostanze e la credibilità delle spiegazioni fornite dal giocatore.
Ipotesi e sanzioni
- Se il B-sample conferma la presenza, il procedimento proseguirà con valutazioni sulle responsabilità.
- La difesa della contaminazione può ridurre o escludere la colpa se provata.
- Se la responsabilità è accertata, sono possibili sanzioni temporali variabili.
La cooperazione e la sospensione volontaria possono influire sulle decisioni disciplinari. Ogni giorno di sospensione già scontato sarà conteggiato a favore dell’atleta.
Impatto sulla carriera e attenzione mediatica
Il 35enne, con un best ranking in singolare di 55 ottenuto nel 2016, vede ora la sua immagine professionale messa alla prova. I procedimenti anti-doping attirano ampia attenzione mediatica e possono condizionare la partecipazione a eventi futuri.
Nei prossimi mesi la vicenda seguirà il normale iter giuridico-sportivo. L’esito dipenderà dalle analisi di laboratorio e dalla documentazione che dimostrerà l’origine della sostanza.
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Andrea Fontana è giornalista atletica leggera. Con sette anni di esperienza, segue Diamond League, Mondiali e Giochi Olimpici. I suoi articoli esaltano prestazioni, record e storie di atleti di fama mondiale. Il suo stile preciso ti immerge in ogni impresa.