Il romano Flavio Cobolli ha acceso il campo del Roland Garros con una prestazione solida e sincera. Tra una battuta sulla Champions League e le riflessioni tecniche, ha mostrato carattere nel derby contro Andrea Pellegrino, imponendosi in tre set equilibrati e guadagnando applausi per il gioco e la schiettezza.
Un derby combattuto: come è arrivata la vittoria
Sul Philippe-Chatrier la sfida è rimasta in bilico fino ai punti chiave. Cobolli ha saputo gestire i momenti caldi e capitalizzare i propri turni di servizio.
Fattori che hanno deciso l’incontro
- Servizio efficace: Cobolli ha concesso pochi punti nei propri game al servizio.
- Concentrazione nei punti decisivi, senza cali nei momenti importanti.
- Analisi dei match precedenti per evitare gli errori ricorrenti.
Il giovane tennista ha riconosciuto la qualità dell’avversario e ha detto che Pellegrino merita un posto tra i primi cento. Ha evitato passaggi a vuoto e ha mostrato solidità mentale nei game più delicati.
Il ruolo dello staff: l’arrivo di un rinforzo importante
In vista del torneo Cobolli ha integrato nel suo team un nuovo membro di esperienza. Si tratta di Alessandro Giannessi, mancino che ha fatto parlare di sé per il match contro Nishikori a Parigi.
- Giannessi entra come supporto tattico e mentale.
- Presenza limitata nel calendario: alcune settimane concordate.
- Richiesta espressa dallo stesso Cobolli per migliorare certi aspetti del gioco.
La scelta riflette la volontà di aggiornare il team e di avere riferimenti con esperienza sui campi più importanti.
Il prossimo avversario: Wu e il ricordo di Acapulco
Subito dopo la vittoria Cobolli ha parlato del match successivo. L’avversario sarà Wu, giocatore cinese con buon feeling nei colpi e un ranking intorno alla novantaduesima posizione.
Già affrontato quest’anno ad Acapulco, su cemento, Cobolli conserva il ricordo di quella partita e la fiducia nel proprio gioco. Ha sottolineato come ogni superficie richieda aggiustamenti e rispetto per i punti di forza dell’avversario.
Perché il Roland Garros emoziona Cobolli
Cresciuto sulla terra, il giocatore romano ha parlato con entusiasmo del torneo parigino. Per un europeo la manifestazione rappresenta qualcosa di speciale.
- La terra rossa è il suo terreno naturale.
- Il fascino del Roland Garros per chi è cresciuto in Europa.
- La tradizione dei giudici di linea: un elemento che apprezza.
Ha confessato di amare andare a osservare il segno lasciato dalla pallina. Per lui è un gesto che unisce tecnica e stile. Tra aneddoti e sorrisi, Cobolli ha ribadito la voglia di restare in gara e di godersi ogni match sotto il cielo di Parigi.
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Matteo Conti è giornalista tennis. Da cinque anni segue i Grandi Slam, i circuiti ATP e WTA. I suoi articoli offrono analisi tattiche e reportage esclusivi con i protagonisti. Il suo stile conciso ti porta nel vivo di ogni match.