Doping 2025: RUSADA svela risultati clamorosi

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La RUSADA ha chiuso l’anno con oltre 11.000 controlli antidoping e più di cento casi sospetti, segnando un anno di intensa attività e di tentativi di normalizzare l’immagine dell’agenzia nel panorama internazionale. I numeri, insieme alle tensioni con WADA e ai già noti scandali del passato, disegnano un quadro che mescola controllo capillare e persistente diffidenza esterna.

Volume dei test e confronto annuale

Nel periodo gennaio-dicembre sono stati raccolti 11.119 campioni. Di questi, 467 sono stati prelevati solo a dicembre. Il dato conferma una stabilità rispetto all’anno precedente, quando i test furono 11.091.

Il confronto con gli anni recenti mostra fluttuazioni nei casi sospetti:

  • 2022: 135 casi sospetti;
  • 2023: 150 casi sospetti;
  • 2024: 102 casi sospetti;
  • 2025: 109 casi sospetti.

RUSADA precisa che questi numeri si riferiscono al suo programma ufficiale. Non includono test commerciali, elemento importante per capire la reale portata dei controlli.

Quali sostanze emergono più spesso nei controlli

Secondo la direzione dell’agenzia, i campioni positivi contengono principalmente:

  • anabolizzanti;
  • diuretici e agenti mascheranti;
  • meldonium (Mildronate).

Il meldonium è facilmente reperibile in Russia e venduto come terapia cardiovascolare. Dal 1º gennaio 2016 è però inserito nella lista delle sostanze proibite da WADA. La sua presenza in un controllo, sia in gara sia fuori competizione, costituisce una violazione delle norme internazionali.

Crescita delle violazioni di whereabouts e conseguenze

Un altro indicatore in aumento riguarda le mancate comunicazioni di disponibilità per i controlli fuori gara. I casi di whereabouts failure sono saliti a 310 nel 2025, contro 282 nel 2024 e 242 nel 2023.

Gli atleti inseriti nel registered testing pool devono fornire informazioni precise tramite ADAMS. Se non sono reperibili per i test, rischiano sanzioni serie.

  • Tre inosservanze in 12 mesi possono portare a sospensione;
  • Le assenze ostacolano il sistema di test a sorpresa;
  • Il rispetto delle regole di whereabouts è centrale nel codice WADA.

Tra i casi clamorosi figura Danil Lysenko. L’ex campione di salto in alto è stato sanzionato con una squalifica di sei anni dalla Corte arbitrale per lo sport per ripetute violazioni di reporting e per manipolazione.

Relazioni con WADA e prospettiva di un audit

Nonostante segnali di dialogo, RUSADA rimane ancora formalmente in uno stato di non conformità rispetto al codice WADA. A dicembre l’agenzia ha partecipato alla conferenza annuale WADA a Busan, gesto simbolico dopo lunghi anni di isolamento.

Le autorità russe indicano come prossimo obiettivo un audit internazionale. Il ministro dello Sport, Mikhail Degtyarev, ha dichiarato che delegati di WADA dovrebbero recarsi a Mosca nel primo o secondo trimestre del 2026 per condurre una verifica sul campo.

Degtyarev ha affermato che la missione servirà a chiarire se RUSADA sia pienamente allineata al World Anti-Doping Code. Il riferimento al dialogo con il direttore generale WADA, Olivier Niggli, è parte della strategia comunicativa di Mosca.

Possibili esiti dell’ispezione

  • Conferma della conformità, con reintegro dello status;
  • Mantenimento della non conformità e richieste di riforme;
  • Ulteriori sanzioni o restrizioni per atleti e federazioni.

Il peso degli scandali passati sulla credibilità

La storia recente influenza ancora la percezione internazionale. L’indagine sul laboratorio di Mosca e l’operazione LIMS relativa a Sochi 2014 rimangono tra le indagini più articolate nello sport.

WADA ha ricordato che l’operazione LIMS portò all’esclusione di oltre 340 atleti russi, alla perdita di medaglie e alla prima imposizione di sanzioni sportive nei confronti della Russia nel 2019.

Il caso di Kamila Valieva ha rafforzato la sfiducia globale. La positività per trimetazidina, nel 2021, e la successiva revoca dell’oro olimpico hanno alimentato dubbi sulla gestione antidoping.

Nel corso dell’ultimo decennio lo status di RUSADA è oscillato:

  1. 2015: dichiarata non conforme;
  2. 2018: reintegrata;
  3. 2019: di nuovo esclusa;
  4. 2023: ispezione che conferma la non conformità.

Interpretazioni dei dati e sfida comunicativa

Un alto numero di test può indicare un sistema di controllo attivo. Tuttavia, la presenza di 109 casi sospetti e l’aumento delle violazioni di whereabouts ricordano che il problema persiste.

RUSADA lavora per costruire una narrativa di normalizzazione, ma opera in un contesto dove la memoria degli scandali e le decisioni passate pesano ancora.

Il 2026 si profila come un anno chiave. Un audit internazionale potrebbe ridisegnare lo status dell’agenzia o confermare la necessità di cambiamenti strutturali. Nel frattempo, numeri e processi restano al centro dell’attenzione internazionale, mentre atleti, federazioni e osservatori monitorano ogni sviluppo.

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