DOSB pubblica il primo rapporto sulla sostenibilità: cosa cambia per lo sport

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Il movimento sportivo tedesco si consegna una mappa per il futuro: il DOSB ha pubblicato il suo primo rapporto sulla sostenibilità, un documento ampio che fotografa come lo sport organizzato stia già affrontando temi sociali, ambientali ed economici. La pubblicazione non pretende di chiudere il dibattito, ma punta a rendere visibile il lavoro in corso e a tracciare priorità concrete per i prossimi anni.

Chi è il DOSB e perché questo rapporto è rilevante per lo sport

Il Deutscher Olympischer Sportbund (DOSB) rappresenta oltre 29 milioni di tesserati. La sua posizione lo rende attore chiave nella promozione di pratiche sostenibili nello sport federato. Con il rapporto 2024/2025, l’organizzazione cerca di tradurre in azione la strategia di sostenibilità aggiornata nel 2024.

Il documento si basa anche sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030, adattati al contesto delle organizzazioni sportive.

Struttura del rapporto: campi di intervento e temi prioritari

Il rapporto del DOSB è costruito attorno a cinque grandi aree strategiche. Queste definiscono le linee di lavoro e gli indicatori futuri.

  • Salute
  • Formazione e educazione non formale
  • Coesione e comunità
  • Collaborazioni responsabili e governance
  • Azione ecologica

All’interno di questi ambiti sono stati individuati 16 temi specifici, dalla promozione dell’attività fisica alla digitalizzazione, dalla tutela dei diritti umani all’efficienza energetica.

Salute: lo sport come presidio di prevenzione

La salute è trattata come funzione centrale dello sport organizzato. In Germania operano circa 86.000 associazioni sportive, diffuse capillarmente nel territorio.

  • Iniziative come il Deutsches Sportabzeichen hanno registrato oltre 550.000 prove nel 2024.
  • Programmi di prescrizione dell’esercizio fisico sono citati come buone pratiche per la prevenzione.

Lo sport viene descritto come potente strumento per la salute fisica e mentale. Al tempo stesso si riconosce la necessità di rafforzare accesso e continuità delle attività.

Formazione e capitale umano nello sport

Il DOSB si autodefinisce uno dei principali fornitori di educazione non formale nel paese. Il ruolo di allenatori, istruttori e volontari è al centro della strategia.

Perché la formazione conta

  • Garantisce la qualità dell’offerta.
  • Favorisce la retention nei club.
  • Rafforza la coesione sociale e la resilienza delle organizzazioni.

Senza percorsi formativi solidi, la sostenibilità sociale dello sport rischia di indebolirsi.

Comunità, inclusione e diritti: dove serve cambiamento culturale

Il rapporto sottolinea progressi su diversità e partecipazione giovanile, ma indica anche limiti evidenti. La sostenibilità sociale richiede trasformazioni culturali oltre che regolamentari.

Azioni segnalate

  • Programmi per l’inclusione di gruppi sottorappresentati.
  • Nuove misure per la protezione e la partecipazione autentica dei giovani.

Il DOSB ammette che in molti casi sono necessari meccanismi più forti per garantire la reale partecipazione e sicurezza degli utenti.

Governance e collaborazione: integrare la sostenibilità nelle decisioni

Per trasformare la sostenibilità da progetto a prassi, il DOSB ha potenziato strutture di monitoraggio e coordinamento.

  • Creazione di comitati dedicati.
  • Coordinamento tra livelli federativi per rendere operative le politiche.

L’obiettivo è che la sostenibilità entri nelle scelte strategiche quotidiane.

Ambiente e impronta climatica: primi numeri e priorità tecniche

Il rapporto riconosce l’impatto del settore sportivo sul clima e la sua vulnerabilità ai cambiamenti climatici. Sono dedicate ampie sezioni ad energia, uso delle risorse e adattamento.

Elementi chiave

  • Focus su impianti sportivi e spostamenti legati a allenamenti e gare.
  • Prima stima dell’impronta climatica basata su dati 2022, usata come baseline.

Questa prima quantificazione servirà da riferimento per misurare progressi futuri.

Metodo, trasparenza e destinatari del report

Il DOSB ha redatto il rapporto internamente, con il supporto esterno di Deloitte per la raccolta e l’analisi dei dati. La scelta è volontaria: non c’è obbligo legale.

Il documento si allinea a standard riconosciuti come il German Sustainability Code e la Global Reporting Initiative.

I destinatari indicati sono molteplici:

  1. Strutture sportive nazionali e locali.
  2. Policy maker e istituzioni pubbliche.
  3. Sponsor e partner privati.
  4. Società civile e altri enti sportivi che possono usare il rapporto come guida.

Il valore del punto di partenza e le sfide aperte

Il DOSB definisce il documento come un punto di partenza piuttosto che un bilancio finale. Identificare dati, progetti e responsabili è utile per costruire percorsi concreti.

Il rapporto mette in luce successi e gap, invitando a un lavoro collettivo per le prossime tappe.

Operatori locali e associazioni regionali vedono nel testo una mappa applicabile sul territorio. Rimane però aperta la sfida di tradurre linee strategiche in azioni misurabili e diffuse.

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