Il sole di quel giorno di Milano sembrava voler negare il gelo che si respirava. In piazza c’era una folla raccolta, volti noti e amici nuovi, silenzi e parole spezzate: l’addio a Elena Pero è stato soprattutto un incontro di sguardi che ricordano una vita dedicata al giornalismo e all’affetto di colleghi e amici.
Un addio sentito al centro della città
La partecipazione è stata ampia e raccolta. Persone arrivate da Milano e da fuori hanno riempito la piazza e la chiesa. L’emozione era visibile. Qualcuno cercava forza nell’abbraccio degli altri.
- Amici storici e colleghi del mondo dello sport.
- Volti noti e compagni di redazione.
- Persone che l’avevano incontrata solo una volta ma ne ricordavano la gentilezza.
Tra i presenti c’erano nomi che raccontano una stagione di lavoro condiviso: Raffi, Laura, Flavia, Paolo, Lia, Lucia, Gaia, Eliana, Francesco, Felice, Riccardo, Enrico e altri ancora. Anche chi solitamente è severo nelle emozioni, ha ceduto alla commozione.

Racconti che restano: aneddoti dietro le quinte
Sono i piccoli episodi a restituire il ritratto più autentico. Episodi raccontati a me e ad altri alimentano il ricordo.
La serata con Rino Tommasi
Un ricordo famoso negli ambienti: la prova cui parteciparono tutti in via di gioco, e la sorte che vide Rino riconoscere la qualità di Elena. Fu un riconoscimento sincero, senza fronzoli.
Monte-Carlo e il minimarket
C’è anche la scena quotidiana, lontana dalle telecamere. In un piccolo mercato cercammo uno spuntino. Si scherzò sul denaro e sulle abitudini. Lei rispose con ironia, e la risata ci unì ancora di più.
Il profilo professionale e umano
Elena era apprezzata per rigore e passione. La sua voce in onda trasmetteva fiducia. In privato non cercava la ribalta. Preferiva il lavoro ben fatto alla vetrina. Serietà, competenza e garbo erano il suo marchio.
Molti post e messaggi hanno tracciato questa immagine. Alcuni messaggi non li abbiamo letti, ma non cambiano ciò che è stato.

Cosa mancherà: trasmissioni e presenze
Ci mancheranno molte cose concrete e quotidiane. Ecco alcune assenze che già si sentono:
- La sua voce alle telecronache di Wimbledon.
- La presenza ai grandi eventi italiani, come il torneo di Roma.
- Il confronto sereno alle Finals.
- Il sorriso nell’anticamera della macchina da trasmissione.
Non era solo un volto in tv. Era una compagna di lavoro che sapeva ascoltare. Era una persona leale e ironica. Un carattere caloroso senza ostentazione.
Un messaggio personale dal direttore
Come direttore ho voluto salutarti davanti a tanti che ti hanno conosciuto. Tra i ricordi c’è anche l’affetto per Sergio e l’ammirazione per Martina. Vedere le relazioni che hai costruito è stato commovente.
Volevo ringraziarti per quello che hai dato, per la presenza concreta e per i gesti non urlati. Grazie, Elena per la professionalità e per la persona che eri.
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Matteo Conti è giornalista tennis. Da cinque anni segue i Grandi Slam, i circuiti ATP e WTA. I suoi articoli offrono analisi tattiche e reportage esclusivi con i protagonisti. Il suo stile conciso ti porta nel vivo di ogni match.