Miglioramenti marginali delle FW47 sulle curve rapide e ampie, ma restano una debolezza critica. Vowles prevede difficoltà in altre gare: “Budapest e Lusail saranno impegnative per noi”.
Osservando la maggior parte delle sessioni del Circuit de Catalunya-Barcellona, teatro del recente Gran Premio di Spagna di F1, si nota come le prestazioni della Williams si siano mostrate in Top 10 solo occasionalmente, nonostante una presenza più costante in questa posizione nella prima parte della stagione.
Le FW47 sono risultate carenti su un circuito che, nelle ultime edizioni, ha regolarmente messo in difficoltà le vetture di Grove, relegandole spesso agli ultimi posti. Quest’anno, le prestazioni sono state leggermente migliori, ma non tali da ottenere risultati di rilievo per il team gestito da James Vowles.
Il principale limite delle monoposto britanniche è la mancanza di un carico aerodinamico adeguato per competere efficacemente nelle curve veloci e di ampio raggio, elementi distintivi del tracciato di Barcellona.
La filosofia di progettazione della Williams favorisce altre tipologie di curve, una caratteristica ormai riconosciuta come propria. Vowles ha espresso la volontà di non modificare radicalmente le vetture, poiché tali cambiamenti potrebbero migliorare le performance a Barcellona, ma peggiorarle significativamente su altri circuiti. La ricerca dell’equilibrio è continua, ma finora non è stata ancora trovata la soluzione ottimale.
Carlos Sainz, Williams
“La cattiva notizia è che non si tratta di un singolo intervento. È necessario un cambiamento abbastanza rilevante per vedere un miglioramento. I risultati positivi ottenuti in altre piste derivano dal modo in cui sviluppiamo la nostra monoposto nella galleria del vento”.
“Se ci focalizzassimo esclusivamente su ciò che funziona a Barcellona, potremmo danneggiare le nostre prestazioni in altre sedi. Non abbiamo ancora trovato il giusto equilibrio nelle nostre strategie. Abbiamo tentato di ottimizzare alcune caratteristiche per essere più competitivi anche su questi circuiti, ma ciò non è ancora sufficiente”.
Interrogato sulla possibile preoccupazione per Monza a causa della natura delle sue curve, Vowles ha negato. Le piste che invece destano preoccupazione nel team di Grove sono altre, come Budapest in Ungheria e Lusail in Qatar.
“Più che la Parabolica a Monza o circuiti simili, credo che incontreremo difficoltà durante il Gran Premio del Qatar. Anche Budapest sarà impegnativa per noi, dato che le caratteristiche della nostra vettura non si adattano bene a quei tracciati”.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.