Un unico piazzamento a punti nelle ultime sei competizioni, seguito da un podio in Canada ma ostacolato da ritiri, guasti meccanici e sfortuna. Questo periodo non è stato facile per Antonelli, che ha espresso la sua frustrazione. Tuttavia, la Mercedes invita alla pazienza: Wolff lo sostiene e punta sulla sua crescita, riconoscendo gli effetti dell’inesperienza e della pressione.
Un solo risultato a punti nelle ultime sei gare, incluso quel memorabile podio in Canada. Una serie di risultati che indubbiamente necessita di un cambiamento di rotta, sebbene i quattro ritiri, più un diciottesimo posto a Monaco, siano stati influenzati maggiormente da problemi di affidabilità e da un incidente causato da Isack Hadjar nell’ultimo evento a Silverstone.
Andrea Kimi Antonelli è ancora un giovane pilota molto promettente, che ha accelerato attraverso le categorie inferiori ed è solo alla sua prima stagione in Formula 1. Tuttavia, le elevate aspettative intorno a lui lo hanno posto sotto intensa osservazione.
Nonostante ciò, in Mercedes si respira ancora un’atmosfera di calma e, soprattutto, si desidera sottolineare un aspetto fondamentale: la tranquillità. Antonelli stesso ha rivelato, dopo il GP del Canada, come un errore nelle prove libere a Monza 2024 avesse influenzato il suo approccio, rendendolo più cauto. Ora, dopo diverse gare senza risultati consistenti, Mercedes predica calma e ancora una volta, tranquillità.
Wolff ha ammesso più volte che affidare il posto lasciato da un campione del mondo sette volte a un diciottenne è stata una scommessa, seguendo il sorprendente trasferimento di Lewis Hamilton alla Ferrari. Questa decisione ha inevitabilmente portato a una fase di adattamento, con alti e bassi, per un pilota che deve ancora abituarsi alla vita in Formula 1.
L’aumento dell’attenzione dei media, l’apprendimento di nuovi circuiti, la competizione interna con un compagno di squadra affermato e la costante pressione di dover crescere sotto gli occhi di milioni di spettatori sono tutti fattori che Antonelli sta affrontando. Tuttavia, il suo esordio è stato promettente: ha terminato quarto nel GP d’Australia, corso in condizioni di pista miste, dimostrando non solo velocità ma anche una notevole capacità di adattamento.
Queste prestazioni sono state seguite da altri piazzamenti a punti in Cina (sia nella Sprint che nella gara), in Giappone, dove si è nuovamente distinto, e in Arabia Saudita. L’undicesimo posto in Bahrain è rimasto l’unico GP senza punti nei primi cinque eventi.
A Miami, Antonelli ha ottenuto il suo primo grande risultato: la pole nella Sprint, confermando il suo potenziale e preannunciando ciò che potrebbe conseguire con maggiore costanza in futuro. Nonostante il weekend non sia terminato come sperava, con un settimo posto nella Sprint e un sesto nella gara, è stato comunque un segnale positivo del suo talento.
La vera svolta è arrivata in Canada: un momento cruciale nella sua stagione d’esordio, con Antonelli che è diventato il terzo pilota più giovane di sempre a salire sul podio in Formula 1, grazie al terzo posto dietro al compagno di squadra George Russell e al campione in carico Max Verstappen a Montréal.
Tuttavia, questo exploit si inserisce in una fase centrale del campionato più complessa. Il Canada rappresenta l’unico picco in un periodo segnato dalla frustrazione, come ha ammesso lo stesso Antonelli dopo il ritiro nel GP di Gran Bretagna, causato da un tamponamento da parte di Isack Hadjar.
In Spagna, il ritiro è stato causato da un motore guasto, a Imola da un problema all’acceleratore, anche se il suo weekend non era stato eccezionale fino a quel momento. A Monaco, un errore in qualifica ha giocato un ruolo importante, mentre in Austria ha tamponato Max Verstappen alla partenza.
“Sembra che in questo periodo tutto sia contro di me ed è difficile trovare aspetti positivi. Non sono molto soddisfatto, onestamente. Troppi insuccessi. Dopo il Canada ho tentato, ma faccio fatica a vedere qualcosa di positivo. Sembra che nulla vada per il verso giusto. Devo solo concentrarmi, resettare e cercare di ritrovare la luce alla fine del tunnel, perché sicuramente non sto vivendo un periodo facile”, ha dichiarato Antonelli.
In momenti di difficoltà, dove poche cose sembrano andare bene e dove è stato uno dei piloti a soffrire di più problemi tecnici tra tutti quelli con motorizzazione Mercedes, è necessaria una certa dose di serenità e, soprattutto, un team che sappia supportarlo adeguatamente.
È quindi il momento per Toto Wolff di mostrare sostegno a un rookie di grande potenziale e su cui ha scommesso fortemente, in un contesto in cui la Ferrari sta recuperando competitività, abbastanza da superare di nuovo Mercedes nel campionato costruttori.
“È un periodo difficile dopo Montréal. Due gare davvero sotto tono, e tutti nel team ne sono consapevoli”, ha detto Wolff dopo il GP di Gran Bretagna. “Vale anche per Kimi. Come squadra, dobbiamo tornare a una base solida. È un grande pilota, c’è un motivo se lo abbiamo scelto. Sappiamo di cosa siamo capaci: dobbiamo solo resettare tutto nel modo giusto e ripartire. Ci sono ancora due gare prima della pausa estiva, possiamo provare a reagire.”
“Fino a oggi, accetto quanto è successo. Il primo pit stop è stato un errore di strategia: non avremmo dovuto fermarlo. Ma con la sua poca esperienza, non poteva contestare: si è ritrovato in una posizione impossibile”, ha aggiunto il Team Principal sugli errori strategici in Inghilterra, dove comunque Antonelli ha patito una carenza di fiducia nelle curve veloci che hanno pesato in qualifica.
“Poi c’è stato l’incidente con Hadjar e lì si è chiusa la sua gara. Ora è fondamentale mantenerlo in uno stato mentale positivo, senza colpevolizzarlo o fargli vivere questa fase con troppa pressione”.
“Non credo stia forzando troppo. Vuole fare bene, semplicemente. Sta ricevendo una quantità enorme di informazioni. Il suo approccio è: ‘So di saper guidare, cosa devo fare per tornare a farlo al meglio?’ Il nostro compito, come squadra e con i piloti, è semplificare. Stiamo pensando troppo”.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.