La FIA ha deciso di allungare le prime prove libere del GP di Miami. La mossa cambia il ritmo del weekend e mette le squadre sotto pressione per sfruttare ogni minuto in pista.
FP1 da 90 minuti: la modifica ufficiale e perché conta
L’autorità sportiva ha confermato che la sessione inaugurale sul tracciato intorno all’Hard Rock Stadium durerà 90 minuti anziché 60. La scelta riporta il format a uno standard visto l’ultima volta nel 2020. Questo significa più tempo per prove di gomme, assetti e simulazioni di gara.
- Più giri a disposizione per il lavoro aerodinamico.
- Maggiore opportunità per testare aggiornamenti tecnici.
- Slot temporali diversi per strategie di roulotte e raccolta dati.
Come influisce il format Sprint sul lavoro dei team
Il weekend di Miami è tra i più particolari della stagione. Oltre al circuito, ritorna il format con Sprint Qualifying e Sprint Race. Questo comprime i tempi utili alle squadre per sviluppare e verificare novità.
Priorità tecniche durante il fine settimana
- Verifiche aerodinamiche su componenti nuove.
- Test di affidabilità su sistemi aggiornati.
- Simulazioni di gestione pneumatici in condizioni diverse.
Con meno sessioni libere tradizionali, ogni minuto in pista diventa cruciale. I team dovranno pianificare run mirati e massimizzare i dati raccolti nelle FP1 estese.
Dettagli di calendario e orari: cosa sapere subito
La modifica ha anche un impatto sugli orari. Le FP1 del GP di Miami partiranno alle 18:00 ora italiana, corrispondenti a mezzogiorno locali. L’ora iniziale era prevista per le 18:30.
- FP1 (Miami): 18:00 CET — durata 90 minuti.
- Venerdì pomeriggio: Sprint Qualifying.
- Sabato mattina (locale): Sprint Race.
- Domenica: gara tradizionale in programma come da calendario.
Impatto sui programmi di sviluppo e sugli upgrade
Dopo lo stop delle gare in Medio Oriente, molte scuderie porteranno aggiornamenti. Le FP1 più lunghe favoriscono chi deve mettere in pista pezzi nuovi.
I vantaggi concreti includono:
- Maggiore tempo per confrontare set-up con e senza aggiornamenti.
- Possibilità di eseguire run più lunghi per controllare usura e temperatura gomme.
- Osservazioni dirette su effetti aerodinamici in configurazioni differenti.
Per i team, la priorità sarà raccogliere dati puliti e rapidi. Le decisioni prese sul rettilineo di Miami potrebbero influenzare il comportamento delle monoposto nelle gare successive.
Una misura limitata: non ancora una nuova regola
Al momento la soluzione è stata annunciata come una tantum. L’estensione della FP1 vale solo per il GP di Miami e non è stata applicata a Montreal. La FIA e i team valuteranno l’efficacia dell’esperimento prima di eventuali cambi permanenti.
Resta da vedere se altre gare con format Sprint seguiranno questo esempio. Per ora, Miami è il banco di prova per misurare vantaggi tecnici e organizzativi.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.