Scossone in casa Juventus: Igor Tudor non è più l’allenatore dei bianconeri. Dopo 218 giorni ricchi di speranze ma poveri di vittorie, la società ha deciso di cambiare rotta. Cos’è successo? Preparatevi: tra esoneri, nuovi volti e convocazioni-lampo, il caos da rotocalco calcistico è servito!
L’addio di Tudor: un epilogo amaro
La storia tra Igor Tudor e la Juventus è durata poco più di sette mesi, da quando il tecnico croato aveva preso il timone lasciato da Thiago Motta lo scorso 23 marzo. Ma il rapporto, già traballante da alcune settimane, si è rotto definitivamente dopo la sconfitta subita a Roma contro la Lazio, terza di fila per la squadra torinese. Il colpo di grazia, insomma.
Nella notte tra la disfatta dell’Olimpico e le ore successive, il direttore generale Damien Comolli si è confrontato a Torino insieme a Giorgio Chiellini, quest’ultimo in costante contatto dall’Arabia, dove attualmente segue questioni istituzionali per il club. Le riflessioni sono state rapide e senza sconti: la decisione dell’esonero è arrivata in mattinata.
Curiosità: era già fissato per metà settimana un incontro-vertice tra Comolli, Chiellini e John Elkann, amministratore delegato di Exor (cioè il gruppo ai vertici della Juventus). Ma la situazione è precipitata, costringendo tutti a un addio improvviso e senza mezzi termini all’allenatore di Spalato.
Perché Tudor saluta? Tutto nei numeri
- Otto partite consecutive senza successo per la Juve targata Tudor.
- Ben tre sconfitte di fila: Como, Real Madrid e infine Lazio.
- Quattro match in cui la squadra non ha nemmeno trovato la via del gol.
Insomma, un periodo nero che, unito alle altissime aspettative di una piazza come quella juventina, ha segnato il destino del mister croato. Il rendimento negativo dell’ultimo mese e mezzo è stato troppo da digerire anche per la società, che così si è trovata costretta a prendere misure drastiche.
Un dettaglio da far rabbrividire i contabili: l’esonero di Tudor segue quello di Thiago Motta e, visto che entrambi sono sotto contratto fino al 2027, la Juventus si prepara a pagare ben tre allenatori contemporaneamente. Jackpot… ma solo per gli allenatori!
Ticket temporaneo: Brambilla in panchina
Il comunicato ufficiale della società non lascia spazio a interpretazioni: “Juventus FC comunica di aver sollevato in data odierna Igor Tudor dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile e con lui il suo staff composto da Ivan Javorcic, Tomislav Rogic e Riccardo Ragnacci”. Un ringraziamento formale per la professionalità e la dedizione, ma la svolta deve arrivare subito.
Nell’attesa che arrivi il successore ufficiale, la società ha affidato temporaneamente la panchina a Massimiliano Brambilla. Proprio lui, allenatore della Juve Next Gen, siederà mercoledì sera per la sfida Juventus-Udinese. Se per lui questa sarà l’occasione della vita, lo vedremo molto presto.
Caccia al nuovo mister: chi prenderà il timone?
Fuori uno, dentro un altro… o magari due? Comolli e Chiellini non hanno tempo da perdere: la ricerca del prossimo tecnico per la Vecchia Signora è già partita. Sul tavolo, secondo quanto trapelato, ci sono tre nomi caldissimi:
- Luciano Spalletti
- Roberto Mancini
- Raffaele Palladino
Tutte opzioni aperte, e nessuna pista esclusa: la società vuole – e deve – voltare pagina il più in fretta possibile. Perché la Juventus non può permettersi lunghi periodi di incertezza: i tifosi hanno già il cuore in fibrillazione e il pallone, si sa, rotola solo per chi osa ripartire.
Il consiglio della giornata? Se siete tifosi bianconeri, assicuratevi di avere notifiche attive sullo smartphone: le sorprese, nel mondo Juventus, sembrano appena cominciate!
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Marco Rossi è giornalista calcio. Con dieci anni di esperienza, analizza trasferimenti, tattiche e successi dei club europei. Offre analisi precise e coinvolgenti. Il suo stile chiaro ti aiuta a comprendere i punti chiave di ogni partita.