“Non sento pressione”: la sorprendente reazione di Piastri scuote la F1

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Temperatura alle stelle in casa McLaren: Oscar Piastri e Lando Norris al centro di una sfida interna che fa tremare la F1. Tra incidenti in pista e consigli non richiesti, l’equilibrio nel team inglese sembra sottile come una linea bianca in curva 3… ma chi avrà l’ultima parola nella corsa al titolo piloti?

Singapore: tra gloria e scintille

In una notte di Singapore che resterà negli annali, la McLaren ha festeggiato la conquista del titolo costruttori. Un traguardo raggiunto con il terzo posto di Norris e il quarto di Piastri — dovremmo dire “festa grande” e invece… gli animi in squadra si sono surriscaldati già al primo giro. Infatti, il contatto fra Norris e Piastri ha acceso le polemiche. Norris, intento a farsi strada, ha toccato il compagno australiano e l’ha spedito vicino alle barriere in curva 3. Nessuna sanzione per Norris, ma tanti musi lunghi e parole al vetriolo nel paddock.

Oscar Piastri, decisamente infastidito per l’assenza di provvedimenti da parte della scuderia, ha lasciato intendere via radio che pretenderebbe la restituzione della posizione da parte di Norris. Nonostante la sua richiesta chiara e secca, la dirigenza McLaren ha valutato la situazione e deciso di non intervenire ulteriormente. Tutti amici? Beh, forse no…

Steiner invoca la svolta: “Chi ha più punti va favorito”

Ecco dove entra in scena Guenther Steiner, ex-boss Haas e mai a corto di opinioni forti (e di bagaglio di meme su internet). Per Steiner la questione è chiara: ora che il titolo costruttori è in tasca, McLaren dovrebbe puntare tutto su Piastri per la classifica piloti. L’australiano può vantare 22 punti di vantaggio su Norris a sei gare dalla fine. Per Steiner, il rischio è concreto: se non si prende una decisione, il mondiale potrebbe sfuggire del tutto.

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“In questo momento — dice Steiner — o li lasci liberi di gareggiare, oppure, se vuoi evitare di rischiare il Mondiale Piloti, devi fare una scelta. E quella scelta, ora come ora, è Oscar, perché ha più punti di Lando.” Parole che pesano come una gomma soft usata dopo 50 giri sul circuito di Montreal.

I precedenti fra i due, d’altronde, non mancano: in Canada proprio Norris era uscito di scena tentando di superare Piastri, regalando un altro selfie deluso alle telecamere. Ora, con Max Verstappen che si avvicina minacciosamente (solo 63 punti da Piastri, 41 da Norris e in grande spolvero), Steiner suggerisce calma e strategia: non serve accendere le micce tra compagni di squadra.

Brown chiude la porta: “Nessuno è favorito, vinca il migliore”

Gli appelli di Steiner, però, sembrano cadere nel vuoto. Zak Brown, boss McLaren, in un’intervista recente a Bloomberg è stato chiarissimo: “Continueremo a lasciare che Piastri e Norris si giochino le loro carte per il titolo piloti.” Brown rifiuta l’idea di favorire deliberatamente uno dei due: la linea McLaren resta quella dell’uguaglianza di opportunità fino alla fine del mondiale.

E giusto per chiarire ulteriormente il concetto, Brown aggiunge: “Il nostro obiettivo è mettere Lando e Oscar nelle condizioni di lottare per il titolo fino ad Abu Dhabi, e che vinca il migliore.” Senza dimenticare che, come insegna la F1, guai tecnici o interventi delle safety car possono cambiare tutto in un lampo — per cui, mai dire mai sui possibili colpi di scena finali.

  • Norris e Piastri restano liberi di lottare in pista;
  • McLaren non intende preferire uno dei due piloti, almeno ufficialmente;
  • La tensione interna però è palpabile e tutto può ancora accadere.
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L’equilibrio perfetto… o la miccia pronta a esplodere?

Mentre McLaren brinda al titolo costruttori, la vera battaglia interna comincia adesso. Steiner mette in guardia: rischiare un’implosione interna può costare caro, specialmente con Verstappen pronto ad approfittare di ogni titubanza. D’altra parte, Brown scommette sulla competizione, convinto che leale rivalità sia il motore giusto per portare una McLaren sul tetto del mondo anche tra i piloti.

Il dado è tratto: ora tocca a Norris e Piastri (e magari anche al karma della curva 3) decidere se scrivere una storia di gloria condivisa o regalarci l’ennesimo capitolo di “quando i compagni di squadra diventano rivali”. Una cosa è certa: le prossime sei gare non saranno per cuori deboli!

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