Dieci atleti di dieci Paesi diversi sono stati scelti dall’International Olympic Committee per rafforzare la campagna “Believe in Sport”. Il loro compito è combattere la manipolazione delle competizioni e difendere l’integrità dello sport, soprattutto durante grandi eventi internazionali.
Chi sono i nuovi ambasciatori e perché sono importanti
L’elenco comprende campioni di discipline diverse e rappresenta tutti i continenti. Questa varietà aiuta a raggiungere sportivi, tecnici e dirigenti in ambienti molto differenti.
- Dominik Windisch (Italia) – biathlon
- Mark Fraser (Canada) – hockey su ghiaccio
- Yura Min (Repubblica di Corea) – pattinaggio di figura
- Matelita Buadromo (Fiji) – nuoto
- Jane-Anne Claxton (Australia) – hockey su prato
- Esra Gümüş Kırıcı (Turchia) – pallavolo
- Kady Kanoute Tounkara (Mali) – basket
- Khotso Mokoena (Sudafrica) – atletica leggera
- Ayako Rokkaku (Giappone) – baseball
- Arthur Zanetti (Brasile) – ginnastica
La presenza di rappresentanti di discipline diverse aumenta la credibilità del messaggio verso gruppi sportivi variegati.
Formazione, attività e presenza ai Giochi
Prima di iniziare l’impegno pubblico, gli ambasciatori hanno ricevuto un corso dedicato a Losanna. Il training è stato organizzato dall’Unità del Movimento Olimpico per la prevenzione della manipolazione delle competizioni.
Iniziative previste nei Villaggi Olimpici e oltre
- Stand informativi nelle Aree Atleti delle Olimpiadi invernali.
- Webinar e workshop rivolti a colleghi e staff tecnici.
- Attivazioni peer-to-peer durante eventi internazionali.
Per esempio, Windisch, Fraser e Min saranno attivi con postazioni informative nelle sedi di Milano e Cortina d’Ampezzo.
Cosa si intende per manipolazione delle competizioni
La manipolazione è l’alterazione intenzionale del risultato di una gara. Si può tradurre in atleti che non gareggiano al massimo o in dirigenti che concordano esiti per motivi economici o politici.
È un fenomeno che mette a rischio la credibilità delle competizioni e può coinvolgere anche operatori esterni al mondo sportivo.
- Motivazioni economiche: scommesse e guadagni illeciti.
- Motivazioni sportive o strategiche: accordi per favorire avanzamenti.
- Coinvolgimento di funzionari che manipolano selezioni o risultati.
Chi partecipa a tali pratiche rischia procedimenti giudiziari, sanzioni sportive e anche divieti a vita dall’attività agonistica.
Voci dagli atleti: perché si impegnano
Molti dei nuovi ambasciatori hanno spiegato in prima persona la volontà di educare i colleghi. L’obiettivo è creare consapevolezza sulle regole e sui canali per segnalare violazioni.
Un medagliato olimpico ha sottolineato l’importanza di spiegare con chiarezza dove e come effettuare una denuncia. Un altro ha ricordato le pressioni che gli atleti subiscono e la necessità di offrire uno spazio sicuro per confrontarsi.
Mettere gli atleti al centro della campagna aiuta a diffondere il messaggio con maggiore efficacia e fiducia reciproca.
Strategia educativa dell’IOC e impatto atteso
L’approccio privilegiato è il peer-to-peer: atleti che parlano ad atleti. Secondo i responsabili, questo metodo aumenta l’attenzione e facilita il cambiamento culturale.
Le attività combineranno divulgazione informativa e interventi pratici. Webinar, materiali formativi e momenti di confronto saranno progettati per raggiungere team e staff.
La speranza è che una maggiore informazione riduca i casi di manipolazione e difenda i valori fondamentali dello sport moderno.
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Andrea Fontana è giornalista atletica leggera. Con sette anni di esperienza, segue Diamond League, Mondiali e Giochi Olimpici. I suoi articoli esaltano prestazioni, record e storie di atleti di fama mondiale. Il suo stile preciso ti immerge in ogni impresa.