Una situazione inedita sta prendendo forma tra Serie A e Premier League: Roma ed Everton potrebbero trovarsi a lottare per gli stessi posti europei nel 2026-27, ma la proprietà comune mette a rischio la partecipazione di una delle due squadre. Il tema unisce sport, regolamenti e possibili clamorosi sviluppi amministrativi.
Chi controlla i club: il ruolo di Dan Friedkin
La vicenda parte dalla compagine azionaria. Dan Friedkin detiene la maggioranza sia della società giallorossa sia di quella di Merseyside. I numeri sono chiari: un ampio controllo in entrambe le realtà sportive.
- Friedkin è azionista di riferimento della Roma con una quota molto alta.
- Possiede anche la maggioranza delle quote dell’Everton in Premier League.
Questa sovrapposizione societaria è al centro del possibile conflitto di interesse, qualora entrambe le squadre centrassero la qualificazione alle coppe europee.
La corsa alle coppe: dove sono Roma ed Everton
In campionato entrambe le formazioni puntano a tornare nelle competizioni UEFA. Le posizioni attuali permettono prospettive diverse, ma entrambe rimangono in lotta per piazzamenti utili.
- Roma: in corsa per un piazzamento tra le prime del campionato. Un piazzamento europeo è probabile.
- Everton: nella parte alta della classifica inglese, vicino ai posti che valgono la qualificazione.
Le chance di approdare a Champions League, Europa League o Conference League sono concrete per entrambe.
Le regole UEFA che possono creare il problema
UEFA proibisce che una singola persona o entità abbia un’influenza determinante su più club partecipanti alle stesse competizioni. È una norma pensata per evitare conflitti di interesse e garantire la regolarità sportiva.
Quali sono le possibili conseguenze pratiche?
- Demotion: una squadra può essere retrocessa nella competizione di rango inferiore.
- Esclusione: nei casi gravi, un club è escluso dalla manifestazione.
- Ripercussioni sulle graduatorie nazionali e sull’assegnazione dei posti UEFA.
In sostanza, se Roma ed Everton ottenessero lo stesso tipo di qualificazione, l’organo europeo dovrebbe intervenire per risolvere il conflitto.
Come viene deciso chi resta e chi perde il posto
Le direttive UEFA prevedono criteri di priorità per determinare quale club mantiene il diritto a partecipare.
- Preferenza al club con il miglior piazzamento nel proprio campionato.
- Se i piazzamenti sono identici, la federazione con ranking più alto nella lista di accesso UEFA avrà la precedenza.
Queste regole servono a stabilire una soluzione oggettiva, ma possono generare contenziosi e ricorsi, specialmente in casi ravvicinati.
Un precedente recente che spiega il meccanismo
Non si tratta di teoria. Nella stagione passata un club inglese ha visto la propria qualificazione ridimensionata a causa di una compagine europea con la stessa proprietà. Il caso ha mostrato che UEFA è pronta a riassegnare i posti per applicare le norme sulla proprietà.
- Un club retrocesso da Europa League alla Conference League per motivi di regolamento.
- Decisione presa in base all’influenza comune tra club di due federazioni diverse.
Quell’episodio è diventato riferimento per comprendere cosa potrebbe accadere a Roma ed Everton.
Scenari pratici per la stagione 2026-27
I possibili sviluppi sono più d’uno e dipendono dai risultati sul campo e dalla classifica dei rispettivi campionati.
- Le due squadre finiscono in competizioni differenti: nessun problema.
- Entrambe si qualificano allo stesso torneo: UEFA interviene e applica le regole di priorità.
- Se la situazione è contesa, la federazione con ranking superiore potrebbe ottenere l’assegnazione del posto.
La prospettiva rimane concreta e tiene vivo l’interesse dei tifosi e degli addetti ai lavori.
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Marco Rossi è giornalista calcio. Con dieci anni di esperienza, analizza trasferimenti, tattiche e successi dei club europei. Offre analisi precise e coinvolgenti. Il suo stile chiaro ti aiuta a comprendere i punti chiave di ogni partita.