Tom Aspinall accusato di aver simulato contro Ciryl Gane: verità o strategia per salvare la cintura?

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Nel pianeta spesso spietato del MMA, anche un dito (letteralmente) può infiammare polemiche che durano più di un round. È il caso dell’ormai celebre “Doigt dans l’œil Gate”, che dopo la sfida tra Tom Aspinall e Ciryl Gane a UFC 32 ad Abu Dhabi continua a far discutere appassionati, esperti e chiunque abbia mai dato un pugno a un sacco da boxe… o infilato un dito dove non dovrebbe!

Come siamo arrivati a questo: la serata del caos

Doveva essere una notte di gala, una di quelle che fanno la storia del MMA. In palio la cintura dei pesi massimi, protagonista indiscusso l’inglese Tom Aspinall. Ma a rovinare la festa ci ha pensato Ciryl Gane con un gesto tanto accidentale quanto proibito: un dito nell’occhio dell’avversario che, fra sudore e foga, si è trasformato nell’unico vero tabù di questo sport notoriamente permissivo.

Aspinall, in preda al dolore e allo stupore, non ha esitato: «Ragazzi, mi sono preso un dito fino alla falange nell’occhio. Perché mi state fischiando? Non sono stato io a mettere il dito. Non vedo niente». Così, mentre parte del pubblico e degli addetti ai lavori cominciava già a gridare alla simulazione, sulla scena si consumava un vero e proprio dramma sportivo. Alcuni accusavano il britannico di aver esagerato il dolore per fermare un combattimento che stava andando male fin dall’inizio, con “Bon Gamin” che aveva da subito imposto il suo ritmo.

Tutti sotto esame: tra polemiche e video, quello che mostrano le immagini

Arrivati al dunque, e con il medico che dichiarava di non aver riscontrato danni gravi agli occhi di Aspinall, il britannico ha ribadito: «Non vedo nulla». L’arbitro, senza altre opzioni, ha decretato il famigerato no-contest, conservando così (fino a nuovo scontro) la cintura tra le mani del campione in carica.

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La sala, in tumulto, non si è risparmiata – fischiando e mostrando tutto il proprio disappunto per una serata inclinata all’improvviso verso il farsesco. Perfino Dana White, il boss dell’UFC con più muscoli sul volto che su un ring medio, non ha difeso Aspinall: «Non si può costringere qualcuno a combattere. Tantomeno a continuare se è ferito. Solo Tom sa cosa ha provato. Poteva vedere? Poteva andare avanti? Solo lui lo sa».

A quel punto, il combattente, consapevole di essere diventato bersaglio di critiche e sospetti, ha pubblicato un video che definire lungo sarebbe un eufemismo, per dimostrare che non stava prendendo in giro nessuno.

  • Lo si vede in ospedale mentre si sottopone a esami e si lamenta dolorante a ogni minimo contatto.
  • Due scene da film tragicomico: Aspinall mostra al padre l’immagine delle dita di Gane negli occhi («Com’è possibile che non venga squalificato dopo questo?» chiede il padre indignato), a cui Tom risponde «È scandaloso. E la gente ha iniziato a fischiarmi come se fosse colpa mia!»

Medici, sorrisi e dubbi: la parola agli esperti (si fa per dire)

A dare una parvenza di serietà al tutto ci pensa il medico, che con un sorriso che lascia più interrogativi che certezze, valida la decisione del ritiro di Aspinall: «Ha fatto bene ad aspettare di essere totalmente ristabilito prima di riprendere». Una difesa con sorriso annesso, mentre il padre del fighter non smette di riprendere la scena con lo smartphone.

E ora? Strategie, furbi e sfide future nell’ottagono

Non potevano mancare, infine, le opinioni di altri protagonisti del MMA. Cédrik Doumbé, ad esempio, ha già una sua teoria: per lui, Aspinall avrebbe semplicemente sfruttato l’occasione per avere più possibilità di vincere la prossima volta – una tattica da vero “volpone”. «Tom è troppo furbo, avrei fatto lo stesso», ride il francese. «Tengo la cintura, ormai conosco la boxe di Ciryl e mi preparerò ancora più duramente».

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Insomma, appuntamento al prossimo round – pardon, al prossimo scontro nell’ottagono – per risolvere definitivamente una vicenda che, ironicamente, sembra destinata a produrre polemiche a oltranza. Per ora, però, l’unica certezza è che nel mondo del MMA, un dito può cambiare una carriera… e far discutere una folla intera.

Morale della favola: occhio (stavolta è proprio il caso di dirlo) a dove si mettono le dita, e ancora di più a cosa si decide di mostrare in video!

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