Dopo aver lasciato Red Bull, è improbabile che l’inglese rimanga a lungo lontano dal mondo delle corse. La possibilità più affascinante è quella offerta da Cadillac, un’opportunità eccitante che gli permetterebbe di ripartire da capo, guidando un progetto internazionale, proprio come fece con Red Bull vent’anni fa.
Che cosa farà ora Christian Horner? È probabile che nei prossimi tempi si mantenga fuori dai rifletori, disponendo di molto tempo libero e, dopo due decenni di intensa attività, sembra logico pensare che possa prendersi una pausa.
Tuttavia, molti ritengono che per l’ex team principal di Red Bull questo periodo di riposo non sarà preso alla leggera, considerando che è una persona abituata a trascorrere ogni giorno nel suo ufficio, un vero e proprio centro di comando da cui ha guidato il team alla vittoria di numerosi Gran Premi negli ultimi vent’anni.
Horner, che ha il record di longevità come team principal, a cinquantuno anni possiede un’esperienza senza pari, sia nella gestione di un team di punta sia nel navigare le complesse dinamiche della Formula 1. Una figura del suo calibro è destinata a non rimanere lontana dall’azione per molto tempo. Ancora non è chiaro quando Horner lascerà ufficialmente Red Bull, dato che il suo contratto prevedeva la sua presenza nel team per altre cinque stagioni. Considerando l’importo del salario annuo, che supera i dieci milioni, è possibile che si negozi un’uscita anticipata entro la fine dell’anno, senza ulteriori indugi.
Christian Horner, Red Bull Racing
Solo poche ore dopo l’annuncio della sua partenza, si è già iniziato a speculare sul suo futuro, su dove potrebbe andare, in quale ruolo e quando potrebbe iniziare. Il primo nome emerso è quello di Cadillac, un’opzione che inizialmente sembrava poco realistica data la grande sfida che attende il team americano. Tuttavia, nonostante le ambizioni a breve termine possano sembrare limitate, il quadro generale non è così negativo: parliamo di un grande costruttore con un programma ambizioso, risorse finanziarie adeguarte e una sede a Silverstone, a soli venti miglia dal quartier generale di Red Bull dove Horner ha lavorato dal 2005.
Si tratterebbe di un vero e proprio nuovo inizio, un progetto che parte da zero, impegnativo ma anche stimolante, con la possibilità di modellarlo fin dalle fondamenta, proprio come accadde quando Horner entrò in Red Bull. Nei primi tre anni, il team avrà legami con la Ferrari per motorizzazione e trasmissione, ma il progetto per la power unit è già in corso presso il Charlotte Technical Center in North Carolina, scelto da General Motors. A lungo termine, l’opportunità sarebbe quella di guidare un progetto globale, simile a quello iniziato da Horner nel 2021 con la creazione della divisione powertrain di Red Bull.
Si è parlato anche di Ferrari, un’accostamento inevitabile data la situazione incerta di Frederic Vasseur. Al momento non ci sono stati contatti e, secondo le informazioni raccolte dopo l’uscita di scena di Horner da Red Bull, non sembrano essere previsti incontri ora che il manager inglese è effettivamente disponibile. A completare il panorama ci sono voci su un interesse dell’Alpine, ma molto dipenderà dagli sviluppi di questo mese. L’addio del presidente del gruppo, Luca De Meo, potrebbe influenzare il futuro a lungo termine del programma F1. In una eventuale ristrutturazione, è difficile immaginare che non si consideri una figura del calibro di Horner.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.