Jannik Sinner ha riscritto le regole del tennis… e del suo conto in banca! Il campione altoatesino vince ancora il Six Kings Slam, porta a casa una borsa da capogiro e si consente persino una sincerità rara: sì, giocare per milioni motiva anche lui. Benvenuti nel dorato (e rapidissimo) mondo delle esibizioni dove tutto è possibile. E dove tre partite possono cambiare una carriera – finanziariamente parlando…
Un torneo fuori dagli schemi (e dai budget comuni)
L’ANB Arena di Riyad ha ospitato ancora una volta il Six Kings Slam, torneo d’esibizione con un pubblico ristretto (8.000 posti, mica uno stadio enorme!) e una lista di partecipanti che fa invidia: i migliori sei al mondo del circuito ATP. Ma qui il piatto forte – in senso letterale – non è la qualità tecnica, bensì il montepremi record. I fortunati chiamati, qualunque sia il risultato, intascano 1,5 milioni di dollari solo per aver accettato l’invito.
Ma non è tutto: il vincitore si porta a casa altri 6 milioni di dollari, portando il totale a una cifra che fa girare la testa – e non solo ai ragionieri! Una vera torta con la panna (anzi, con le banconote). Il percorso verso il titolo comprende solo due o tre partite, distribuite su quattro giorni (con persino una giornata di riposo… che generosità!).
Sinner re di Riyad: vittorie lampo e record di guadagno
Già imbattuto nel torneo dopo il successo dell’anno scorso, Jannik Sinner ha confermato il suo dominio battendo nella finalissima Carlos Alcaraz (6-2, 6-4 in appena 1 ora e 13 minuti). Un risultato che non è solo prestigioso, ma rappresenta anche la partita più redditizia della sua carriera. E parliamo di un giocatore che nel 2024 ha già messo le mani su quattro Slam, inclusi gli australiani Open e Wimbledon!
- Quarti di finale: vittoria su Stefanos Tsitsipas in 1h16 (6-2, 6-3)
- Semi-finale: demolizione di Novak Djokovic in 1h03 (6-4, 6-2)
- Finale: blitz su Alcaraz in 1h13 (6-2, 6-4)
Complessivamente, in tre match, Sinner ha totalizzato l’incredibile cifra di 7,5 milioni di dollari. Altro che maratone tennistiche: qui si vince veloce e si torna in albergo… o, perché no, direttamente in banca!
Un montepremi che fa impallidire gli Slam… e qualche critica
Giusto per rendere l’idea, il Six Kings Slam distribuisce più soldi di qualsiasi Slam tradizionale. L’US Open? 5 milioni al vincitore. Wimbledon? “Solo” 3,7 milioni. Roland Garros? 2,7 milioni, Open d’Australia, 2,2. E lì si gioca al meglio dei cinque set e per due settimane!
Questo format lampo ha però anche alimentato discussioni, soprattutto dopo alcune prestazioni lampo… degne di un pit-stop. Il match più lungo dell’intero torneo è stato il 7-6(4) che ha visto Djokovic e Fritz contendersi il terzo posto per 1h16 prima del ritiro del serbo. Alexander Zverev, dopo il naufragio dell’anno scorso con Medvedev, è uscito di scena in meno di un’ora contro Fritz. Attenzione però: nessuno torna a casa a mani vuote. Anche chi perde subito ritira comunque l’assegno da 1,5 milioni.
- Partecipazione garantita: 1,5 milioni di dollari a testa
- Vittoria finale: +6 milioni di dollari
- Poche partite, tante polemiche sulla qualità del gioco
Motivazioni, calendario e qualche lamentela
Lo stesso Sinner, senza giri di parole, ha ammesso dopo la vittoria contro Tsitsipas che l’aspetto economico è un grosso stimolo: “Menzirei se dicessi che la motivazione non c’è.” Tutti sanno per cosa si gioca, ma Sinner sottolinea pure il desiderio di rendere il tennis più popolare in Arabia Saudita, un obiettivo dichiarato dagli organizzatori.
Alla luce di un calendario ATP sempre più denso e delle recenti fatiche, però, c’è chi storce il naso. Alcaraz, ad esempio, ha saltato il Masters 1000 di Shanghai subito dopo aver vinto Tokyo, mentre Sinner stesso era esausto in Cina – tanto da doversi ritirare al terzo turno. Tsitsipas era invece fermo da fine agosto, dopo essersi infortunato all’US Open. Da qui la domanda: vale davvero la pena affrontare altri viaggi e match lampo per una “esibizione d’oro”, mentre il circuito vero esplode di tornei e polemiche?
Morale della favola? Il tennis moderno non è solo questione di palle corte e dritti vincenti, ma anche di cifre sorprendenti e scelte non sempre facili. Sinner se ne va da Riyad con il sorriso (e una valigetta gravata dal peso delle banconote). Ma la domanda resta aperta: meglio una vittoria-lampo da 7,5 milioni, o la gloria maratonetica degli Slam? A ognuno la sua morale (e il suo assegno)!
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Marco Rossi è giornalista calcio. Con dieci anni di esperienza, analizza trasferimenti, tattiche e successi dei club europei. Offre analisi precise e coinvolgenti. Il suo stile chiaro ti aiuta a comprendere i punti chiave di ogni partita.