Sinner dà forfait alla Davis: “Una vera umiliazione” per l’Italia

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Una finale di Davis… ma senza il nostro asso! Bologna si prepara ad accogliere l’epilogo della Coppa Davis, ma la notizia bomba è: niente Jannik Sinner. Il tennista numero due al mondo, fresco di trionfi all’Open d’Australia e a Wimbledon, ha deciso di dare forfait. Un colpo inatteso, una “vera umiliazione” secondo alcuni, e le polemiche già bollono sotto la torre degli Asinelli!

L’Italia padrona di casa ma con un vuoto pesante

Dopo cinque anni di fasi finali disputate in Spagna – prima due a Madrid e poi tre a Malaga dopo il cambio di format – la Coppa Davis ritrova un sapore tutto italiano. Dal 18 al 23 novembre, Bologna sarà il teatro degli ultimi match del torneo, con la Nazionale azzurra in cerca del tris consecutivo. Ma attenzione, perché i padroni di casa dovranno fare i conti con un’assenza che pesa come un macigno: Sinner, il quadruplo vincitore Slam, resterà alla finestra.

Il ct Filippo Volandri non nasconde la delusione, anche se calma le acque: “La Coppa Davis è casa sua e sono sicuro che Jannik tornerà presto con il gruppo”. Il roster azzurro, per ora, prevede:

  • Lorenzo Musetti (8°)
  • Flavio Cobolli (22°)
  • Matteo Berrettini (59°)
  • Simone Bolelli e Andrea Vavassori, destinati al doppio

Sinner: tra scelta personale e polemiche infuocate

Sinner ci ha messo la faccia, dichiarando il suo forfait ancora prima delle convocazioni. La sua priorità? Prepararsi al meglio per la prossima stagione, con gli occhi già puntati sull’Open d’Australia (16 gennaio – 1 febbraio 2026). “Non è stata una decisione facile, ma dopo il Masters a Torino voglio ripartire col piede giusto in Australia. Una settimana in più può fare la differenza”, ha spiegato l’altoatesino a Sky Sport Italia, ricordando come abbia contribuito ai trionfi azzurri nel 2023 e 2024.

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Dall’altra parte delle Alpi, però, l’annuncio non è stato digerito facilmente. Testate come La Gazzetta dello Sport gridano a gran voce: “Sinner, ripensaci! La maglia azzurra conta”, mentre La Stampa quasi si appella: “Italia, no grazie. Jannik, noi ti amiamo. E tu?”. Insomma, il tifo tricolore non ha preso bene la scelta del suo campione.

Pietrangeli senza peli sulla lingua e l’ombra del denaro

A gettare benzina sul fuoco ci pensa Nicola Pietrangeli, leggenda della racchetta italiana. “È uno schiaffo al mondo dello sport italiano. Non capisco quando parla di scelta difficile: qui si tratta di giocare a tennis, non di andare in guerra. La Coppa Davis è l’obiettivo massimo: ogni atleta vuole indossare la maglia della nazionale. Ma forse è un ragionamento del passato. Oggi il mondo è pieno di soldi, e il cuore resta spesso indietro”. Un colpo diretto, quasi velenoso, che molti tifosi sentiranno come una stoccata personale.

L’accusa neanche tanto velata fa eco a quanto appena successo: Sinner, 24 anni, ha appena portato a casa un ricco bottino dal Six Kings Slam a Riad – ben 7,5 milioni di dollari (pari a 6,45 milioni di euro) – battendo per la seconda volta consecutiva il numero uno del mondo Carlos Alcaraz, in un torneo dove gli sono bastati tre match per intascare il jackpot. Nonostante il ritiro forzato dal Masters 1000 di Shanghai a inizio ottobre, Sinner non ha mancato la trasferta in Arabia Saudita. Ora, sul suo calendario stagionale, rimangono solo tre tornei: debutto a Vienna (ATP 500) mercoledì, poi il Rolex Paris Masters e gran finale al Masters di Torino (9-16 novembre).

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Gli avversari non stanno a guardare

Mentre Sinner resta fuori, il grande assente spagnolo dei turni di qualificazione, Carlos Alcaraz, sarà eccome presente a Bologna con la Roja. Anche l’altro big, il tedesco Alexander Zverev (3° ranking), è pronto per strappare un posto in finale dopo i quarti, magari proprio contro Alcaraz. Dall’altra parte, la Francia – che torna al Final 8 dalla riforma del 2019 – si affida a Ugo Humbert (24°), Arthur Rinderknech (27° e fresco finalista a Shanghai), Pierre-Hugues Herbert (142°, specialista del doppio) e Benjamin Bonzi (54°). Un quinto uomo è atteso per la sfida ai belgi, in programma il 18 novembre. In caso di vittoria, i ragazzi di Paul-Henri Mathieu potrebbero incrociare gli azzurri (orfani di Sinner) in semifinale, dopo la partita contro l’Austria.

Insomma, la Davis di Bologna si prospetta come una battaglia… ma con un’Italia chiamata a fare l’impresa senza il suo diamante più brillante. Sarà la motivazione dell’orgoglio patria a compensare l’assenza? Mai dire mai: nel tennis come nella vita, le sorprese sono sempre dietro l’angolo. E chissà che non sia la voglia di zittire le polemiche la vera arma in più degli azzurri!

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