Mattina o sera? Gli scienziati svelano finalmente il momento migliore per allenarsi e ottimizzare la salute

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Svegliarsi all’alba per andare a correre, o aspettare il tramonto dopo una lunga giornata? Una domanda che divide amici, coppie, e persino i nostri muscoli! La scienza finalmente si sbottona: il momento della giornata in cui ti alleni cambia davvero il modo in cui il tuo corpo reagisce e trae beneficio dallo sforzo fisico. Spoiler: non è solo una questione di abitudini, ma di biologia pura. Pronti a scoprire tutto (senza dover fare ginnastica alle sei di mattina)?

L’ora dell’allenamento: quando il corpo parla (e ascolta)

L’idea che l’attività fisica faccia bene alla salute ormai è più popolare delle playlist motivazionali. Ma oggi sappiamo qualcosa in più: gli effetti dello sport cambiano a seconda dell’ora in cui lo si pratica. Allenarsi di mattina, infatti, spinge il metabolismo a bruciare più rapidamente zuccheri e grassi. Questo grazie a certi geni che si esprimono proprio nelle cellule muscolari durante i primi momenti della giornata.

Al contrario, fare movimento la sera significa stimolare una spesa energetica maggiore e più duratura, coinvolgendo tutto il corpo. Insomma, i risultati non sono gli stessi: allenarsi alle sei di mattina o alle dieci di sera non fa alzare solo la sveglia.

La grande indagine sul metabolismo: cosa dice la scienza?

Gli scienziati, si sa, amano andare a fondo (persino nei tessuti!). Così, un’équipe internazionale ha deciso di condurre lo studio più approfondito mai realizzato sull’argomento – pubblicato in Cell Metabolism il 13 gennaio. In pratica, un vero e proprio atlante del metabolismo legato all’attività fisica, degno dei migliori esploratori moderni.

La squadra, inizialmente guidata da Paolo Sassone-Corsi (profondo conoscitore di epigenetica e ritmi circadiani all’Inserm) e poi da Juleen R. Zierath, docente e biologa del diabete a Copenaghen, ha lavorato con delle cavie pelose: topi che hanno svolto attività fisica “umana” alle sei del mattino oppure alle dieci di sera.

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Poi, niente paura, solo routine di laboratorio: prelievi di sangue e campioni da vari organi e tessuti – cervello, cuore, muscoli, fegato e grasso. L’obiettivo? Capire che cosa succede dentro cucendo insieme i dati a seconda dell’ora dell’esercizio.

Segnali diversi, effetti diversi: il corpo risponde a modo suo

Dettaglio che va dritto al cuore della scoperta: dopo l’attività fisica, il nostro corpo produce una ricca e ampia gamma di molecole di segnalazione, utili alla salute. Il bello è che la qualità e la quantità di questi segnali dipendono dall’ora della giornata, oltre che dall’organo interessato.

  • Alcuni segnali influenzano il sonno;
  • altri migliorano la memoria;
  • alcuni rafforzano le performance durante lo sforzo fisico;
  • altri ancora regolano il metabolismo (parliamo di quella mitica omeostasi!).

I ricercatori hanno scoperto centinaia di metaboliti e molecole ormonali diverse in ogni tessuto analizzato, osservando come si modificano secondo il momento dell’attività fisica.

Il dialogo tra i tessuti e il “reset” degli orologi interni

Ma questa indagine non si è fermata qui: ha permesso di comprendere meglio in che modo i diversi tessuti comunicano tra loro. Soprattutto, ha svelato che fare attività fisica può “riparare” i ritmi circadiani difettosi di certi organi. Un reset fondamentale, visto che un orologio interno fuori fase aumenta il rischio di obesità e di diabete di tipo 2 (e non è una scusa per saltare la ginnastica, ci dispiace!).

Non solo: la squadra ha identificato nuove molecole di segnalazione indotte dall’esercizio in vari tessuti, nuove piste da seguire per capire come queste sostanze agiscano sulla salute, sia singolarmente che in gruppo. Un indizio non da poco per massimizzare i benefici dell’attività fisica, specie per chi ha un rischio elevato di disturbi metabolici.

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In conclusione: mattina o sera? Più che una sfida tra gufi e allodole, dipende da quali effetti vorresti ottenere dal tuo allenamento. Ogni ora porta con sé vantaggi diversi, tutti segnati in quell’enorme e silenzioso dialogo tra i nostri organi che lo sport sa orchestrare così bene. La buona notizia: muoversi resta la scelta vincente, qualunque sia il momento scelto!

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