Federazione italiana pallacanestro sotto accusa: non siamo il mostro, dicono i dirigenti

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La battaglia tra Trapani Shark e la Federazione Italiana Pallacanestro si è trasformata in uno scontro regolamentare e giudiziario che ha travolto la stagione del club. Tra delibere contestate, penalizzazioni assegnate e accuse di violazioni procedurali, la vicenda resta aperta e sotto la lente di più autorità.

Il nodo normativo: Manuale, CONI e la presunta violazione degli statuti

La disputa nasce da una modifica apparente delle regole interne della FIP. Secondo la società, il nuovo Manuale per la concessione delle Licenze professionistiche 2025/26 è stato varato senza i passaggi prescritti.

  • Per statuto, ogni regolamento e sua eventuale deroga devono ottenere l’approvazione preventiva della Giunta Nazionale del CONI.
  • Il Manuale impugnato sarebbe stato approvato con Delibera Presidenziale n. 88 del 30/4/25, che avrebbe estromesso una norma difensiva del Regolamento Esecutivo Professionisti (art. 25.9).
  • La modifica contestata introduce, secondo Trapani, un divieto di impugnazione delle decisioni sanzionatorie in ambito federale.
  • La società contesta anche la delega attribuita con Del. C.F. n. 371 del 26/3/25, ritenuta incompatibile con le previsioni dell’art. 32 dello Statuto FIP.

Cosa è cambiato nella pratica: penalizzazioni e blocco dei tesseramenti

I provvedimenti applicati al club hanno avuto effetti immediati sulla classifica e sulle operazioni sportive.

  • Il 21/5/25 sono stati inflitti i primi quattro punti di penalizzazione.
  • Il 24/11/25 è stato aggiunto un ulteriore punto, accompagnato dal blocco di contratti e tesseramenti.
  • Trapani sostiene di aver saldato, con ravvedimento operoso, gran parte dei debiti tributari contestati prima dell’inizio del campionato.
  • Rimangono contestazioni su sanzioni e IVA, ora dibattute davanti alla Commissione Tributaria di Trapani.

I procedimenti disciplinari: due fascicoli e accuse gravi

Nel giro di 48 ore la Procura federale ha aperto due distinti procedimenti, con conseguenze pesanti per il presidente e per la società.

  • Alle udienze del 30 dicembre e del 7 gennaio sono seguite sanzioni cumulative: anni di inibizione per il presidente e punti di penalizzazione per la squadra.
  • Trapani contesta la separazione dei fascicoli, definendola strumentale a ottenere più sanzioni sommate.
  • La Procura ha formulato anche l’accusa di frode sportiva, basata su presunte dichiarazioni non veritiere contenute in autocertificazioni.

Presunti abusi procedurali e sospetti di condizionamento

La società denuncia comportamenti che avrebbero compromesso la terzietà del processo disciplinare.

  • Un comunicato stampa del Presidente FIP è stato diffuso prima e dopo il dispositivo del Tribunale Federale, suscitando dubbi sull’indipendenza del giudizio.
  • Secondo Trapani, una nota dell’Agenzia delle Entrate di Trapani è poi riapparsa testualmente nella Decisione del Tribunale Federale.
  • La corrispondenza tra il contenuto del comunicato presidenziale e la Decisione depositata ha portato la società a presentare querela per frode processuale presso la Procura della Repubblica di Roma.
  • Due componenti del primo Collegio giudicante sono stati ricusati; uno si è ammalato, l’altro si è astenuto.

Decisioni federali e pronunce favorevoli al club

Non tutti gli atti federali hanno punito la dirigenza. Alcune decisioni del sistema giudiziario interno hanno dato ragione al presidente di Trapani.

  • Il Tribunale Federale, con decisione del 17 dicembre 2025 (U. n. 377, T.F. n.28), ha ritenuto che il presidente si fosse attivato con ravvedimento operoso.
  • La stessa Decisione ha escluso, in quel momento, profili disciplinari per la figura dirigente rispetto alla compensazione contestata.
  • Nonostante ciò, la FIP ha proseguito con ulteriori procedimenti e comunicati che la società giudica lesivi della parità di trattamento.

Le modalità del giudizio: criticità di calendario e opportunità

Trapani evidenzia come tempistiche e convocazioni abbiano inciso sul diritto di difesa.

  1. La convocazione ravvicinata degli atti avrebbe impedito la riunione delle difese.
  2. L’anticipazione delle udienze avrebbe precluso l’uso di termini ordinari per preparare le memorie.
  3. Secondo la società, il risultato è stato un accavallamento di decisioni che hanno inciso direttamente sulla classifica e sui diritti sportivi.

Conseguenze sportive, economiche e umane per Trapani Shark

La società denuncia un danno complessivo che va oltre le sole sanzioni tecniche.

  • Perdita di piazzamento utile alla Coppa Italia e ricadute economiche immediate.
  • Sfasciamento della rosa e uscite di giocatori, con impatto sul progetto sportivo.
  • Pesanti costi sostenuti dall’area finanziaria e dall’organizzazione societaria.
  • La dirigenza parla di un trattamento discriminatorio e invoca la tutela in ogni sede.

Ricorsi in corso e appuntamenti giudiziari

La vicenda continua in tribunali sportivi e amministrativi, con passaggi ancora aperti.

  • Impugnazioni sono state presentate al Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI.
  • È pendente ricorso al TAR del Lazio sulla validità del Manuale e delle sue delibere.
  • La società annuncia che proseguirà le azioni giudiziarie, sportive e penali per chiarire le responsabilità.

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