Fernando Alonso: addio o ultimo assalto alla gloria? Attenzione, perché la leggenda della Formula 1 potrebbe sorprendere ancora e il futuro resta tutto da scrivere.
Un campione alla ricerca dell’epilogo perfetto
Fernando Alonso, considerato tra i più grandi piloti di Formula 1 di tutti i tempi, non ha mai nascosto il suo desiderio di chiudere la carriera in grande stile. In una recente intervista diffusa dal suo team, ha dichiarato senza giri di parole: «Se le cose andranno bene, credo sia un ottimo momento per fermarmi, perché ho inseguito una macchina competitiva e gare di alto livello per molti, molti anni, e se dovessi ottenerli penso che sarebbe il modo migliore per chiudere la carriera». Volendo tradurre dal “Alonsese” all’italiano corrente: se finalmente trova l’auto giusta, potrebbe davvero salutare il circus con il sorriso sulle labbra (e magari, chissà, con qualche trofeo in più in valigia).
Ma attenzione, perché Alonso mette subito le mani avanti. Se la macchina non sarà all’altezza delle sue ambizioni, lasciare potrebbe essere tutt’altro che semplice: «Se siamo competitivi, è più probabile che smetta. Se non lo siamo, sarà molto difficile rinunciare senza riprovare». In altre parole: Fernando è pronto al gran finale… solo se la musica cambia.
Dalla gloria alla frustrazione: i capitoli mancati
Nonostante le sue doti indiscusse e la capacità di brillare anche in età avanzata per il mondo della F1, il copione degli ultimi anni è stato per lui una sinfonia di imprese e delusioni. Dopo i titoli mondiali, Alonso ha vissuto una serie di frustrazioni, complice la mancanza, spesso, di una vettura all’altezza delle sue ambizioni.
Con la Ferrari, tra il 2010 e il 2013, Alonso è arrivato tre volte secondo nel mondiale in quattro stagioni. Emblematiche le stagioni 2010 e 2012, quando ha mancato il titolo contro Sebastian Vettel della Red Bull per soli cinque e quattro punti, pur guidando una macchina meno competitiva. Insomma, una vita da “quasi” con il cuore sempre oltre l’ostacolo e la sensazione che bastasse poco per ribaltare la storia.
Una parentesi fuori dalla Formula 1… e il ritorno
Nel 2018, forse stanco di rincorrere l’irraggiungibile, Alonso si è preso una pausa dalla F1 per esplorare altri mondi. E come solo i grandi sanno fare, si è reinventato vincendo la 24 Ore di Le Mans (non una, ma due volte) e conquistando anche il titolo mondiale endurance. Nel tempo libero? Qualche “giro” da protagonista alla 500 Miglia di Indianapolis e una partecipazione alla Dakar. Insomma, non proprio il classico relax post-lavoro.
Nel 2021, però, il richiamo della velocità più pura è stato più forte di tutto: ritorno in F1 con Alpine e, nel 2023, il trasferimento in Aston Martin. Il team britannico ha vissuto all’inizio uno slancio di competitività: Alonso è salito sul podio sei volte nelle prime otto gare! Poi, però, la magia si è un po’ spenta, con le prestazioni che nel corso della stagione sono calate.
Adrian Newey e il futuro: la carta che può cambiare tutto
La stagione che sta per arrivare potrebbe però essere quella della svolta. Aston Martin costruirà la sua prima vettura sotto la guida tecnica di Adrian Newey, autentica leggenda del design e del paddock, approdato nel team a marzo dopo la scelta di lasciare la Red Bull nell’aprile 2024. Un dettaglio che potrebbe davvero scombussolare le gerarchie… e chissà, regalare ad Alonso l’ultimo filo di speranza che cerca da anni.
A fare la differenza, però, lo stesso Alonso lo sa bene, servono anche dei fattori esterni: «Per vincere oltre al lavoro serve anche un po’ di aiuto dagli avversari e un pizzico di fortuna».
- Competitività della macchina
- Capacità del team di sfruttare il talento di Alonso
- Un tocco di fortuna (che mai guasta)
Conclusione: il sipario su Alonso non è ancora calato e resta una sola certezza: che sia addio o rilancio, Fernando non smette mai di tenerci incollati allo schermo. E alla fine, nel suo destino, potrebbe pesare tutto: velocità, esperienza, ma anche quella sorte capricciosa che in F1 fa e disfa eroi in un battito d’ali.
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Marco Rossi è giornalista calcio. Con dieci anni di esperienza, analizza trasferimenti, tattiche e successi dei club europei. Offre analisi precise e coinvolgenti. Il suo stile chiaro ti aiuta a comprendere i punti chiave di ogni partita.