Il numero uno della Federazione Italiana Tennis ha tracciato un bilancio di fine anno e lanciato spunti che accendono il dibattito sul futuro del tennis italiano, da Roma alla Davis fino al ruolo dei protagonisti come Jannik Sinner.
Binaghi sul momento d’oro del tennis italiano
Angelo Binaghi ha ricordato come il movimento stia vivendo una fase di crescita costante. Ha detto che i risultati degli ultimi anni sono stati sorprendenti e che la società sportiva sta beneficiando di questo slancio. Il dirigente guarda con fiducia al futuro e non esclude ambizioni importanti per il 2026.
Problemi legali e gli Internazionali d’Italia
Negli ultimi mesi è emerso un problema inatteso che poteva compromettere lo svolgimento del torneo romano.
Un rischio evitato all’ultimo
Binaghi ha spiegato che, per un periodo, la federazione non disponeva di un titolo giuridico chiaro per garantire la regolarità degli Internazionali d’Italia. La situazione è stata risolta, ma ha creato apprensione.
- Criticità iniziale: mancanza di certezza giuridica.
- Soluzione trovata: trattative e interventi tecnici hanno permesso lo svolgimento.
- Prossimi passi: affrontare le questioni legate alle Finals cui la federazione sta lavorando.
Jannik Sinner, critiche e supporto pubblico
Il presidente ha difeso il campione con parole nette. Secondo Binaghi, le critiche rivolte a Sinner sono inefficaci davanti ai risultati sul campo.
Sinner risponde sul campo e chiude le bocche agli scettici, ha detto Binaghi, che conosce il giocatore fin dall’infanzia e ha espresso grande stima personale. Ha anche evocato l’idea che il giovane meriterebbe un riconoscimento simbolico per il contributo dato al tennis italiano.
La Davis: un obiettivo raggiungibile anche senza la stella numero uno
Binaghi ha ricordato come la squadra azzurra abbia dimostrato di poter competere e vincere in Davis anche senza il miglior tennista del mondo. La competizione rimane un punto fermo per il movimento.
- La federazione spera nella partecipazione di Sinner, ma non la dà per scontata.
- Lo spirito di squadra e la profondità del gruppo sono considerati fondamentali.
Roma come quinto Slam: requisiti e ambizione
Il presidente ha rilanciato l’idea di elevare gli Internazionali d’Italia al rango di quinto Slam. Per farlo, secondo lui, servono condizioni precise.
I tre pilastri per trasformare Roma
- Un movimento nazionale al top delle performance sportive. Il tennis italiano è forte.
- Credibilità e autorevolezza a livello internazionale, favorita anche da figure come il presidente ATP.
- Un investimento economico sostenibile, che Binaghi ritiene inferiore rispetto ad altre grandi iniziative sportive recenti.
Raggiungere questo obiettivo richiederà tempo e scelte strategiche, ma la prospettiva entusiasma il mondo del tennis. Binaghi ha poi evocato un desiderio concreto per il 2026: vedere un successo maschile a Roma che manca da decenni.
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Matteo Conti è giornalista tennis. Da cinque anni segue i Grandi Slam, i circuiti ATP e WTA. I suoi articoli offrono analisi tattiche e reportage esclusivi con i protagonisti. Il suo stile conciso ti porta nel vivo di ogni match.