Femke Bol cambia pista e ambisce a una nuova sfida: dopo aver confermato il titolo mondiale a Tokyo nel 2025, la velocista olandese annuncia il passaggio dai 400 ai 800 metri, con lo sguardo rivolto ai Giochi di Los Angeles 2028.
Perché il salto ai 800 metri ora
La decisione non è arrivata all’improvviso. Bol spiega di sentirsi pronta a testare qualità diverse. Vuole lavorare su tattica, resistenza e gestione della gara.
Il cambio segnala un desiderio di crescita, più che una semplice variazione di distanza. Per lei il 400 ha costruito mestiere e fiducia. Ma ora la curiosità atletica prende il sopravvento.
Il ruolo dell’allenatore: pianificare la transizione
Laurent Meuwly, il suo allenatore, è stato coinvolto fin dall’inizio. La coppia ha discusso il trasferimento subito dopo Parigi. Hanno però atteso il momento giusto per mutare programma.
- Valutazione delle qualità fisiche e mentali
- Periodizzazione degli allenamenti
- Simulazioni tattiche su distanza maggiore
Questa pianificazione serve a evitare un cambio affrettato. Bol e il suo team vogliono massimizzare il potenziale fin dal primo anno nella nuova specialità.
Come cambia l’allenamento: velocità vs resistenza
Il 400 richiede velocità elevata mantenuta su una distanza intera. L’800, invece, è una gara di potenza aerobica e scelte tattiche rapide.
Bol riconosce che la sua forza è la resistenza. Per questo motivo, il passaggio all’800 è logico. Tuttavia servirà lavorare anche sulla velocità di fondo e sulla capacità di sprintare nel finale.
Elementi chiave su cui si concentrerà
- Allenamenti di soglia e VO2max
- Sessioni di ripetute con recuperi specifici
- Simulazioni di gara per la gestione del ritmo
Consulenze e riferimenti storici
Bol ha consultato Ellen van Langen, oro olimpico sui 800 metri a Barcellona 1992. L’ex campionessa ha mostrato entusiasmo e ha suggerito alcune linee guida.
Un confronto con chi ha già vinto su quella distanza può aiutare a evitare errori comuni. Le esperienze altrui diventano una risorsa per costruire una carriera diversa.
Obiettivi immediati e programma verso Los Angeles 2028
La campionessa non promette risultati esplosivi fin dal primo tentativo. Si definisce una “rookie” nell’800 e accetta il tempo necessario per crescere.
- Testare le sensazioni nelle prime gare
- Stabilire progressi cronometrici realistici
- Pianificare il picco di forma per il 2028
Il traguardo è chiaro: arrivare al massimo tra tre anni a Los Angeles. Nel frattempo la priorità è apprendere e adattarsi.
Scenari competitivi e aspettative del pubblico
La concorrenza negli 800 metri è oggi molto agguerrita. Bol lo sa e non si aspetta miracoli immediati.
Il pubblico potrebbe desiderare risultati immediati. Lei chiede pazienza e realismo. Vuole evitare pressioni eccessive nei primi esperimenti sulla nuova distanza.
Possibili alternative scartate
Nel percorso di valutazione è stato considerato anche il 400 metri piani. Bol detiene il record indoor sui 400, ma non si sente completamente soddisfatta da quel tipo di gara.
La decisione finale privilegia una sfida più completa. Il nuovo orizzonte mette in gioco diverse qualità atletiche.
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Andrea Fontana è giornalista atletica leggera. Con sette anni di esperienza, segue Diamond League, Mondiali e Giochi Olimpici. I suoi articoli esaltano prestazioni, record e storie di atleti di fama mondiale. Il suo stile preciso ti immerge in ogni impresa.