CIO: lo sport è la chiave per l’inclusione

Por

Il mondo dello sport chiede di essere riconosciuto come parte integrante della risposta alla crisi dei rifugiati mentre a Ginevra si svolge la Progress Review del Global Refugee Forum. L’attenzione si concentra su come attività e spazi sportivi possano contribuire alla protezione, all’inclusione e al benessere di chi è costretto a fuggire.

Un appello congiunto per mettere lo sport al centro delle politiche sui rifugiati

Il Comitato Olimpico Internazionale e la Olympic Refuge Foundation hanno firmato, insieme a oltre 65 organizzazioni, una dichiarazione comune promossa dalla Sport for Refugees Coalition. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: chiedere più riconoscimento e investimenti per usare lo sport nei contesti di spostamento forzato.

  • Riconoscere e finanziare il ruolo dello sport nei contesti di emergenza.
  • Integrare lo sport in tutte le aree di impegno del Global Refugee Forum.
  • Sostenere la partecipazione concreta di organizzazioni guidate da rifugiati e realtà locali.
  • Ampliare la leadership proveniente da paesi a reddito basso e medio.

Perché lo sport è strategico nelle risposte ai flussi forzati

La situazione globale dei rifugiati è in crescita e mette sotto pressione servizi già fragili. In questo scenario, lo sport emerge non solo come attività ricreativa.

Può favorire la salute mentale, creare spazi sicuri e migliorare l’inclusione sociale di ragazze, ragazzi e adulti che vivono situazioni di mobilità forzata.

Rafforzare legami locali e attori non tradizionali

La dichiarazione evidenzia la necessità di coinvolgere partner nazionali e comunità locali. Questo approccio punta a garantire sostenibilità e impatto sul lungo periodo.

Azioni richieste sul territorio

  • Creare sinergie fra ONG, enti sportivi e amministrazioni locali.
  • Supportare organizzazioni dirette da rifugiati per assicurare rappresentanza reale.
  • Formare operatori e allenatori per attività sicure e inclusive.

Numeri e risultati: dalla promessa all’impatto concreto

La Sport for Refugees Coalition è nata prima del Global Refugee Forum del 2019 ed è cresciuta rapidamente. Oggi conta membri provenienti dal mondo dello sport, dell’umanitario, del settore pubblico e privato.

  • Oltre 170 membri nella coalizione.
  • Impegno economico rinnovato: una pledge collettiva da 45 milioni di dollari per raggiungere 500.000 persone.
  • Dalla precedente revisione, programmi sportivi hanno raggiunto più di 529.000 persone in oltre 92 paesi.
  • Formati oltre 11.000 allenatori e creati o riqualificati più di 160 spazi sportivi.

Il ruolo continuo del Movimento Olimpico

Attraverso la Olympic Refuge Foundation, il Movimento Olimpico continua a costruire percorsi di accesso allo sport sicuro per rifugiati.

Queste iniziative cercano di trasformare semplici opportunità di gioco in veri e propri percorsi di protezione e inclusione sociale.

Un esempio simbolico di successo

Il percorso verso la visibilità internazionale dei rifugiati passa anche per lo sport agonistico. Un episodio recente ha ricordato al grande pubblico come lo sport possa offrire piattaforme di riconoscimento globale.

La coalizione usa questi successi per sostenere che investire nello sport è anche investire in dignità e speranza per chi ha perso casa e radici.

Articoli simili

Vota questo articolo
Leggi anche  Kata judo britannico spopola: boom di interesse

Lascia un commento

Share to...