Correre o camminare: la verità definitiva su chi brucia davvero più calorie sulla stessa distanza secondo la scienza

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Svegliarsi in ritardo il lunedì mattina è già di per sé una piccola impresa sportiva, ma decidere se bruciare le calorie camminando o correndo verso il lavoro può davvero cambiare la tua giornata (e il tuo umore)! Quindi, chi è il vero campione della combustione calorica sulla stessa distanza? La scienza ha la risposta, e non manca qualche sorpresa.

Correre o camminare: partire con il piede giusto (o veloce)

Immagina questa scena: la sveglia suona, guardi l’orologio e sono già le 7:30. Ritardo clamoroso! Solitamente ci vogliono 45 minuti di camminata per affrontare quei 3 chilometri che ti separano dal lavoro, ma oggi urge una soluzione rapida: 20 minuti di corsa. Arrivi all’ufficio con le gambe pesanti e a mezzogiorno ti senti più stanco del solito, come se avessi scalato l’Everest. Ma la distanza è la stessa dei giorni in cui hai camminato, come mai questa stanchezza supplementare?

Il “costo metabolico”: la bolletta energetica del nostro corpo

La risposta si nasconde nel cosiddetto costo metabolico: l’energia utilizzata dai nostri organi per percorrere una distanza precisa, ovvero la spesa calorica legata all’attività fisica. Questo valore si determina analizzando gli scambi gassosi (ossigeno consumato e anidride carbonica prodotta), metodo che, dagli anni Settanta, ha permesso ai ricercatori di calcolare con precisione quanto ci costano – in termini di calorie – attività come corsa e camminata su una stessa distanza.

E il verdetto è chiaro (anche se forse non ti stupirà troppo): la corsa consuma più energia della camminata per percorrere lo stesso tragitto.

Salite verticali, scosse e calorie: perché la corsa brucia di più?

Ma come si spiega? Semplice: quando corriamo, il nostro corpo oscilla molto di più in verticale rispetto a quando camminiamo. Prova a guardare attentamente una persona che corre: vedrai che il bacino e la testa salgono e scendono ad ogni passo. Questo implica che i muscoli delle gambe devono sviluppare una forza maggiore per spostare il corpo verso l’alto, rispetto a quel movimento più regolare e “piatto” della camminata.

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Il risultato? Una bella fetta dell’energia impiegata finisce nel movimento verticale, che non ci avvicina concretamente alla meta, ma stressa i muscoli e – soprattutto – consuma più calorie. Quindi, per coprire quei 3 km, correre richiede più energia che camminare.

Ma non finisce qui. La differenza tra camminata e corsa si vede anche dopo aver smesso di muoversi. Ogni esercizio, infatti, lascia una “scia” energetica che dura nel tempo e si aggiunge al consumo durante l’attività stessa.

Subito dopo aver corso i fatidici 3 km, il consumo energetico resta più elevato rispetto al semplice riposo per diversi minuti, soprattutto per la temperatura corporea che si alza e per la necessità di ricostituire le riserve di energia. E attenzione: questa spesa extra dopo la corsa è oltre il doppio rispetto a quella generata da una camminata, grazie all’intensità maggiore dello sforzo!

Nuance sulla velocità: quando la camminata sorpassa (per consumi)

Correre richiede dunque più calorie che camminare “normalmente” (circa 5 km/h). Tuttavia, se ti muovi a passo di lumaca, potresti impiegare così tanto tempo che la spesa calorica finale, tra metabolismo di base ed energia impiegata, risulterebbe in realtà più alta! Questo succede perché – che tu sia un maratoneta o un bradipo – il corpo consuma sempre una certa quantità di energia per ogni unità di tempo, a prescindere dall’attività.

D’altra parte, se cerchi di camminare al ritmo di Flash (più di 8 km/h!), ecco che la corsa risulta nuovamente più efficiente dal punto di vista energetico. A quella velocità, infatti, coordinarsi per camminare richiede un’attivazione muscolare superiore e non permette di sfruttare elasticità e “rimbalzo” dei tendini, come accade con la corsa.

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In realtà, il nostro corpo percepisce istintivamente il momento in cui conviene cambiare tecnica di locomozione: quando si cammina su un tapis roulant che accelera gradualmente, la velocità alla quale si passa spontaneamente dalla camminata alla corsa coincide proprio col punto in cui correre diventa meno dispendioso, dal punto di vista energetico, che camminare!

  • Camminata normale (circa 5 km/h): consuma meno calorie della corsa
  • Camminata molto lenta: può consumare più calorie a causa del tempo impiegato
  • Camminata molto rapida (>8 km/h): diventa più “costosa” della corsa
  • La corsa implica maggiore dispendio sia durante che dopo l’attività

In conclusione: correre per andare al lavoro è energeticamente più costoso rispetto a coprire la stessa distanza camminando, per via di maggiori oscillazioni del corpo e della spesa prolungata dopo lo sforzo. Ma che tu sia team maratoneta o sostenitore delle passeggiate mattutine, il vero risparmio lo fai già scegliendo le tue gambe invece dell’auto!

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