Il 14 agosto 1988 segnò la fine di un’epoca per l’automobilismo italiano: a Modena moriva Enzo Ferrari. Quel giorno rimane impresso non solo per la perdita, ma anche per i dettagli privati che accompagnarono la sua scomparsa e per il cordoglio istituzionale che seguì nei giorni successivi.
Come avvenne la scomparsa: dettagli e ultime volontà
Enzo Ferrari si spense nella sua abitazione modenese la domenica del 14 agosto 1988. Nel comodino della camera fu trovato un foglio con le sue ultime volontà, scritto con il suo caratteristico inchiostro viola.
- Luogo: casa a Modena.
- Data: 14 agosto 1988.
- Documento lasciato: foglio con volontà personali, inchiostro viola.
La famiglia decise di comunicare la notizia solo dopo le esequie, per preservare la volontà di riservatezza del fondatore della scuderia.
Funerali riservati e sepoltura nella cappella di famiglia
I funerali furono celebrati in forma strettamente privata, con la partecipazione dei soli parenti e degli amici più stretti. Le cerimonie si svolsero nella mattinata successiva alla scomparsa.

La tomba si trova nella cappella di famiglia del cimitero di San Cataldo a Modena. Qui riposa vicino al figlio Dino, una scelta che sottolineò il legame familiare oltre il mito pubblico.
Il telegramma ufficiale dal Quirinale: il saluto di Cossiga
Negli archivi della Presidenza della Repubblica è conservato il telegramma inviato alla famiglia del “Commendatore”. Il documento porta la data del 16 agosto 1988 ed è firmato da Francesco Cossiga.
Il testo istituzionale rende omaggio alla figura di Ferrari come imprenditore e promotore dello sport automobilistico. Nel messaggio si sottolineano:
- le qualità umane e professionali di Ferrari;
- il suo ruolo di pioniere dell’industria delle auto da corsa;
- l’impatto delle sue vittorie sui circuiti mondiali;
- il contributo al prestigio dell’industria automobilistica italiana.
Il Presidente ricordò come il nome e il marchio Ferrari siano diventati simbolo dell’abilità italiana nel rispondere alle sfide tecnologiche, mostrando efficienza e stile riconosciuti ovunque.
Testimonianze documentarie: cosa resta negli archivi
Oltre al telegramma presidenziale, gli archivi conservano carte e memorie che aiutano a ricostruire gli ultimi giorni e l’immediato seguito della scomparsa. Questi documenti sono fondamentali per capire il rapporto tra la figura privata di Ferrari e la sua dimensione pubblica.

Elementi conservati
- Il telegramma di condoglianze del Quirinale.
- Note e registrazioni degli eventi privati legati alle esequie.
- Registri di sepoltura e documenti di famiglia relativi alla cappella di San Cataldo.
Perché la vicenda ancora interessa: eredità e memoria
La morte di Enzo Ferrari non chiuse solo un capitolo sportivo. Aprì una fase di riflessione sull’eredità industriale e culturale lasciata da un personaggio divenuto simbolo del Made in Italy nel mondo.
Negli anni successivi, la figura del fondatore è stata spesso richiamata nei media, nei musei e nelle celebrazioni, segno di un’influenza che va oltre i risultati sportivi.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.