La prima giornata del Gran Premio d’Ungheria ha offerto un avvio brillante per la squadra di Maranello, con la pista di Budapest che ha messo in luce punti di forza e limiti delle monoposto. Tra giri veloci, simulazioni di gara affollate e qualche sorpresa nei long run, il venerdì ha tracciato scenari interessanti in vista di sabato.
Ferrari a suo agio sul giro secco: la lettura tecnica
La SF-26 sembra avere un feeling naturale con l’Hungaroring. Il circuito tortuoso premia stabilità e carico aerodinamico, elementi in cui la vettura rossa è risultata convincente.
- Assetto definito in fabbrica: le scelte fatte a Maranello si sono confermate azzeccate fin dai primi giri.
- Il bilanciamento appare molto neutro, con un anteriore reattivo e un posteriore che mantiene temperatura.
- Sul giro secco la differenza si costruisce soprattutto nell’ultimo settore.
La lotta per il miglior tempo è stata molto ravvicinata: Hamilton e Leclerc hanno girato a livelli quasi identici sul singolo giro. Questo dimostra quanto sia semplice estrarre prestazione dalla SF-26 quando le condizioni sono favorevoli.
Stile di guida e gestione del retrotreno
La vettura richiede attenzione sull’acceleratore in uscita curva. Un uso troppo aggressivo provoca pattinamento e un rapido aumento delle temperature delle gomme posteriori.
Si è visto come piccoli aggiustamenti nello stile di guida abbiano permesso a chi ha dosato meglio il gas di recuperare decimi. La coerenza nelle traiettorie e la sensibilità sul pedale sono state determinanti.
Passo gara: Mercedes e Antonelli emergono nei long run
Se il giro secco sorride alla Ferrari, la simulazione di passo ha mostrato un quadro più sfaccettato. Tra traffico e stint corti, emergono indicazioni utili ma non definitive.
- Degrado gomme: il problema chiave è la gestione delle posteriori, soprattutto con la mescola C5.
- La curva di rendimento delle gomme decide spesso l’esito dell’ultimo settore.
- Antonelli si è distinto per costanza e medie giro superiori nella simulazione di gara.
La telemetria del venerdì suggerisce che la Mercedes ha guadagnato vantaggio grazie a una maggiore capacità di mantenere le temperature ideali al retrotreno. Antonelli, pur non essendo il più rapido sul giro secco, ha mostrato ritmo e coerenza nei passaggi prolungati.
Confronto con gli altri avversari
Norris e Verstappen hanno avuto riscontri diversi: la McLaren dà segnali di miglioramento sul degrado, ma non è ancora perfetta. Verstappen mantiene un gap maggiore sul passo, mentre Leclerc resta a ridosso del riferimento, a circa un decimo.
Elementi che decideranno il weekend a Budapest
Il venerdì ha fornito molte informazioni, ma la situazione è destinata a evolversi. Alcuni fattori chiave rimangono sotto osservazione dagli ingegneri.
- Evoluzione della pista: con più gommatura cambieranno aderenza e carico richiesto.
- Variazione delle temperature: più caldo significa gestione gomme diversa e bilanciamento riveduto.
- Strategie di setup: piccoli aggiustamenti tra FP2 e FP3 saranno fondamentali.
Gli avversari hanno margini di miglioramento maggiori rispetto alla Ferrari. Questo suggerisce che le qualifiche potrebbero vedere una convergenza nelle prestazioni, pur mantenendo i piloti della rossa come protagonisti nella lotta per la pole.
Rischi e opportunità per la Ferrari
Mantenere l’equilibrio trovato oggi sarà una sfida. Il setup usato è efficace ma sottile: basta poco per sbilanciare la vettura.
- Rischio maggiore: l’aumento di temperatura che potrebbe far scivolare la finestra utile delle gomme posteriori.
- Opportunità: la buona base offre margine per affinamenti mirati nelle FP3.
- Attenzione al traffico: simulazioni di passo affollate hanno reso difficile una lettura precisa dei long run.
Il team tecnico dovrà lavorare sulle mappe di erogazione e sui settaggi per garantire che il buon bilanciamento sia sostenibile anche con gomme usate. La chiave sarà preservare il grip posteriore senza perdere reattività in curva.
Cosa monitorare nelle prossime sessioni
Le terze libere e le qualifiche saranno il vero banco di prova. Alcuni aspetti meritano controlli continui:
- Andamento delle mescole nei long run.
- Comportamento dell’ultimo settore, dove si decidono i tempi migliori.
- Possibili upgrade o modifiche al setup da parte di McLaren e Mercedes.
Solo con FP3 e la Q1-Q3 si potrà avere un quadro più concreto delle forze in campo. Per ora, però, il venerdì ha messo in evidenza una Ferrari competitiva sul giro secco e una Mercedes pericolosa sui run prolungati.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.