La stagione 2026 non è ancora entrata nel vivo, ma le nuove vetture hanno già mostrato una creatività sorprendente. I regolamenti hanno acceso la fantasia dei progettisti e ogni team ha messo in campo idee contrapposte. Scorriamo le soluzioni più interessanti e le scelte che potrebbero cambiare la lettura della stagione, evidenziando i pezzi forti e le implicazioni tecniche.
Musetti diversi: minimalismo vs volumetria
I nuovi crash test hanno imposto vincoli stringenti alla zona anteriore. Questo ha costretto i team a ripensare il musetto in modo radicale. McLaren ha puntato su un profilo molto filante e sottile. Al contrario, Aston Martin e Audi hanno scelto una linea larga e massiccia.
- Vantaggi del musetto sottile: minor resistenza e più spazio per deviatori.
- Vantaggi del musetto voluminoso: maggiore superficie strutturale e possibilità di gestire flussi interni.
- Impatto: la scelta influenza il comportamento dell’auto in rettilineo e in curva.
La differenza non è estetica, ma riflette filosofie aerodinamiche distinte.
Ali anteriori e profilature innovative
L’ala anteriore rimane centrale nel controllo dei flussi. Alcuni team hanno deviato dalle soluzioni convenzionali.
La Red Bull ha abbandonato il profilo a cucchiaio per un piano principale ondulato. Questa variazione modifica come i flussi arrivano al fondo.
Mercedes e Aston Martin hanno invece lavorato sull’aerodinamica attiva in modo non banale. Hanno collegato il musetto al secondo elemento dell’ala, limitando il movimento alla parte finale.
- Red Bull: profilo ondulato per controllare vortici e pressione.
- Mercedes/Aston Martin: sistemi mobili con apertura concentrata sull’ultimo flap.
Prese freni e protezione ruota: integrazione e sfide
La presenza di una struttura in carbonio dentro il cerchio anteriore ha imposto nuove soluzioni per i condotti freni. Alcuni team si sono distinti per coraggio progettuale.
- Ferrari, Mercedes e Williams hanno incanalato i condotti dentro il perimetro della protezione ruota.
- Caratteristiche: ingressi stretti e alti, diversa gestione del raffreddamento.
- Conseguenze: richiedono un ridimensionamento dell’impianto frenante e una coordinazione con l’ala anteriore.
Bracci di sospensione anteriore: elementi al servizio dell’aerodinamica
Dopo il divieto delle appendici centrali, i braccetti rimangono strumenti aerodinamici decisivi. Tutti li hanno riprogettati con angoli e lunghezze nuove.
Aston Martin ha spinto su geometrie estreme per il triangolo superiore. McLaren ha allungato molto il braccio inferiore arretrato. Sorprende invece la scelta di Red Bull, più cauta rispetto al passato.
- Obiettivo: guidare i flussi verso il fondo e limitare le turbolenze dalle ruote.
- Rischi: maggiore complessità meccanica e sensibilità alle variazioni di assetto.
Fondo piatto: dove si decide l’outwash
L’eliminazione dei canali Venturi ha ridefinito il layout del fondo. I team cercano ora soluzioni per deviare i flussi lateralmente.
Scelte tecniche che emergono
- Ferrari ha inserito una struttura a ponte tra elementi verticali per gestire i percorsi d’aria.
- Red Bull ha curvato la paratia interna verso l’esterno, ottenendo un effetto outwash parziale.
- Audi utilizza un bordo con soffiaggio sofisticato sulla sezione centrale del fondo.
Queste soluzioni mirano a isolare il fondo dalle turbolenze e a ottimizzare la pressione sotto la vettura.
Fiancate e confezionamento dei componenti
Le fiancate dialogano con radiatori, serbatoi e canalizzazioni. Ogni team cerca l’equilibrio tra raffreddamento ed efficienza aerodinamica.
- Red Bull: carrozzeria più stretta, con il cono anti-intrusione visibile dall’esterno.
- Audi: prese radiatori verticali e una curvatura della fiancata per potenziare l’outwash.
- Aston Martin: linee snelle e packaging estremo sotto il cofano.
La gestione dello spazio interno è diventata determinante per le prestazioni complessive.
Zona posteriore: sospensioni, ingranaggi e scelte coraggiose
Il retrotreno è un laboratorio di soluzioni per scarico, diffusore e sospensioni. Alcuni team hanno adottato approcci audaci.
- Aston Martin: il triangolo superiore della sospensione è saldato ai piloni dell’ala, liberando spazio sul piano inferiore.
- Ferrari: ha arretrato gli ingranaggi per inserire un flap sopra il diffusore, rimanendo entro i limiti regolamentari.
- Cadillac: scelta coraggiosa di sviluppare internamente la sospensione posteriore, acquistando solo il cambio da terzi.
Queste decisioni mostrano come la gestione dello spazio posteriore sia cruciale per l’effetto aerodinamico globale.
Aerodinamica attiva al posteriore: soluzioni per ridurre la resistenza
I nuovi regolamenti hanno spinto a sperimentare dispositivi che abbassino i consumi riducendo la resistenza. Le idee viste in pista sono diverse e ingegnose.
- Alpine: sistema che abbassa il bordo posteriore invece di sollevare quello anteriore.
- Audi: meccanismo che apre i flap in posizione obliqua per modulare il flusso.
- Ferrari: la cosiddetta “Macarena”, testata in Bahrain, inverte i profili in rettilineo per tagliare la resistenza.
Questi dispositivi sono ancora in fase di sviluppo, ma indicano una direzione chiara: trovare soluzioni efficienti senza compromettere la stabilità.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.