La nuova AMR26 è arrivata sotto i riflettori e le immagini diffuse hanno già scatenato analisi e curiosità. Le soluzioni firmate da Adrian Newey combinano idee aerodinamiche e scelte meccaniche non banali, capaci di distinguere Aston Martin dalla massa della griglia.
Sospensioni ripensate: innovazioni davanti e dietro per la AMR26
Aston Martin si è orientata su uno schema push-rod per entrambe le estremità della vettura. Questa scelta è ormai comune con i nuovi regolamenti, ma la AMR26 introduce dettagli costruttivi peculiari.
Anteriore: bracci alti e gestione dei flussi
La sospensione anteriore mostra i braccetti superiori montati in posizione molto rialzata.
- Il supporto sembra collegarsi al mozzo tramite una prolunga elevata.
- Il triangolo superiore è fortemente inclinato, direzionando i flussi dall’ala verso il fondo vettura.
- Questa impostazione è pensata per ottimizzare l’aerodinamica, ma complica la progettazione del telaio.
Retrotreno: cambio e sospensione sviluppati internamente
Dopo anni di componenti Mercedes, Aston Martin monta ora un cambio e una sospensione costruiti in proprio.
- La sospensione posteriore mantiene il principio push-rod.
- Il braccio superiore è installato così alto da innestarsi sul supporto dell’ala posteriore.
- Questa configurazione consente ai braccetti di avere un ruolo aerodinamico, lavorando con l’ala dietro.
- Si libera uno spazio laterale al cambio per convogliare i flussi verso il diffusore.
Muso voluminoso e linee della carrozzeria: le scelte aerodinamiche chiave
Il musetto della AMR26 non passa inosservato. La sagoma è piena e arrotondata, lontana dagli stili più affilati visti in passato.
- La forma potrebbe servire a generare più carico sull’asse anteriore o a guidare i flussi sotto la scocca verso il fondo.
- Newey spesso parte dalla distribuzione dei pesi e dall’abitacolo per definire la silhouette frontale.
- La sezione inferiore del telaio sembra lavorare con una V smussata per controllare i vortici centrali.
Un altro dettaglio significativo è il montaggio dei piloncini del musetto: entrambi sono fissati al secondo profilo dell’ala, in modo simile a soluzioni già viste su vetture concorrenti. Di conseguenza, l’escursione aerodinamica attiva anteriore sembra limitata all’ultimo flap, riducendo l’uso del secondo elemento mobile consentito dal regolamento.
Packaging e raffreddamento: come è stato compattato il vano motore
La disposizione interna dei componenti mostra un lavoro attento di compattamento. Newey aveva annunciato che il packaging sarebbe stato decisivo, e la AMR26 lo conferma.
- Le prese d’aria laterali appaiono molto ridotte per scavare le fiancate.
- L’air scope sopra l’abitacolo ha forma triangolare e dimensioni ampie, differente ma richiama alcune soluzioni Ferrari.
- La disposizione suggerisce radiatori ancora in posizione centrale, con due grandi vie di uscita per l’aria calda.
Implicazioni tecniche del nuovo packaging
- Maggiore controllo dei flussi intorno al motore e al diffusore.
- Rischio di complessità termica se il condizionamento dell’aria non è ottimale.
- Benefici aerodinamici che dipendono però dall’efficienza della power unit.
Quali vantaggi e quali incognite per la performance della AMR26
I dettagli meccanici e aerodinamici lasciano intravedere punti di forza e criticità.
- Pro: braccetti posteriori usati anche come elementi aerodinamici, flussi guidati verso il diffusore, packaging compatto.
- Contro: soluzioni meccaniche complesse, possibili problemi di resistenza strutturale e gestione termica.
- Infine, la competitività reale dipenderà dalla potenza e dall’affidabilità della power unit Honda.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.