In mezzo al dibattito sulla power unit e ai problemi di vibrazioni, Aston Martin non si è fermata: la squadra ha avviato un ciclo di miglioramenti aerodinamici sull’AMR26. Gli interventi, già visti in pista in Australia e aggiornati successivamente in Giappone, mostrano soluzioni originali che potrebbero influenzare i progetti dei rivali.
Rivoluzione del fondo: una soluzione che cerca l’outwash
Il nuovo fondo dell’AMR26 è stato il primo elemento aggiornato a Melbourne. In Formula 1 moderna è ancora il componente più decisivo per la deportanza. Aston Martin ha interpretato la regola dei convogliatori di flusso con creatività.
- Incavo nella parte superiore: il team ha ricavato un avvallamento che crea un dislivello utile a deviare i flussi.
- Due deviatori esterni si estendono sopra il piano del fondo per spingere aria lateralmente.
- Modifiche al bordo anteriore introdotte in Giappone, senza stravolgere il concetto base.
Questa strada riprende l’idea di effetto outwash, già esplorata da Red Bull: spostare i flussi verso l’esterno riduce le turbolenze provocate dalle ruote anteriori.
Come cambia l’ala anteriore dell’AMR26
Aston Martin ha mantenuto il disegno a cucchiaio caratteristico, ma ha evoluto il profilo principale. Il nuovo layout è una rielaborazione di soluzioni testate nel 2024.
Elementi introdotti
- Due intagli sul profilo principale, posizionati intorno ai due terzi della larghezza.
- Gli stessi tagli replicati sui flap superiori per armonizzare il flusso.
- Endplate più pronunciati e incurvati verso l’esterno.
- In Giappone una versione con corda ridotta del terzo elemento e rialzo del marciapiede esterno.
L’obiettivo è chiaro: aumentare l’effetto outwash anche nella parte anteriore, coordinando il comportamento dell’ala con quello del fondo.
Confronto tecnico con le soluzioni Red Bull
Red Bull era la prima ad aver sfruttato il limite dei cinque convogliatori per ottenere l’outwash. La RB22 usava l’elemento interno come parete, agganciando gli altri quattro deviatori.
- Red Bull: disposizione interna degli elementi per creare una barriera.
- Aston Martin: sfrutta un incavo e altezze diverse per estendere i deviatori sopra il fondo.
Le due filosofie puntano allo stesso effetto finale, ma seguono strade diverse. La sperimentazione di Silverstone dimostra come le regole stimolino approcci alternativi.
Vibrazioni e mancanza di potenza: i problemi che restano
Gli aggiornamenti aerodinamici mettono in luce l’ingegno del reparto tecnico, ma i limiti non sono solo aerodinamici. La power unit dichiara ancora un deficit di cavalli. Peggio: persistono vibrazioni che condizionano la guida.
- Test in Giappone: provato un nuovo piantone dello sterzo durante le libere.
- Il nuovo pezzo avrebbe ridotto la trasmissione delle vibrazioni.
- Non è stato impiegato in gara, ma indica la direzione delle contromisure.
La priorità rimane risolvere gli scossoni e recuperare potenza, prima di sperare in un salto prestazionale definitivo.
Prossime mosse e aggiornamenti attesi
L’AMR26 continuerà a ricevere sviluppi nelle prossime settimane. Alcune aree su cui gli ingegneri stanno lavorando:
- Ulteriori affinamenti del fondo per gestire i flussi alle basse velocità.
- Versioni alternative dell’ala anteriore per diversi circuiti.
- Migliorie ai componenti meccanici per attenuare le vibrazioni in gara.
- Interventi sulla power unit, purché compatibili con i limiti regolamentari.
Le novità viste in pista dimostrano che Aston Martin non è ferma. Tuttavia, la strada verso la competitività assoluta passa anche da risposte sul fronte meccanico ed elettronico della vettura.
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Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.