Il giovane francese Isack Hadjar si prepara ad affrontare una delle sfide più delicate della sua carriera: diventare compagno di box di Max Verstappen in Red Bull dal 2026. Sa che la battaglia non sarà solo tecnica, ma soprattutto psicologica. Per questo parla di esercizi mentali e di aggiustare l’atteggiamento già prima di salire in macchina.
Da dove nasce la cautela di Hadjar: accettare un avvio più lento
Hadjar ha spiegato che entrerà nel team con aspettative chiare. Non pensa di scalfire subito il dominio di Verstappen. Secondo quanto riportato da racer.com, il francese si sta preparando ad accettare che, nei primi mesi, sarà probabilmente più lento di Verstappen.
Questa consapevolezza non è pessimismo. È piuttosto una strategia per evitare frustrazione e errori dovuti all’impazienza. Hadjar intende osservare i dati e apprendere senza farsi travolgere dal confronto immediato.
Il ruolo della preparazione mentale e del training
Oltre alla tecnica dentro e fuori dalla pista, Hadjar menziona l’importanza di un lavoro mentale. Parla di mettersi in testa che ci saranno gap iniziali e di usare questo come leva motivazionale. In pratica, mira a trasformare la pressione in carburante per la crescita.
Tecniche che possono aiutare
- Controllo delle aspettative: riconoscere i limiti temporanei.
- Analisi dei dati: studiare le linee e lo stile di guida dell’altro pilota.
- Routine di focalizzazione: esercizi per gestire ansia e frustrazione.
Perché la macchina conta tanto: il caso Red Bull
Ex compagni e osservatori spiegano che la Red Bull è una vettura estremamente sensibile. Alex Albon, che ha corso al fianco di Verstappen, l’ha paragonata a un volante fin troppo reattivo. Questo significa che piccoli errori o configurazioni non ottimali si pagano subito in pista.
In pratica, non basta guidare bene. Serve anche adattarsi ai limiti e alle particolarità del mezzo. Per Hadjar questo implica un periodo di apprendimento tecnico intenso, oltre alla curva mentale.
Cosa insegnano le esperienze dei predecessori
I recenti compagni di box o piloti vicini al top hanno osservato tutti lo stesso rischio: iniziare bene, poi vedere il distacco aumentare. Hadjar cita nomi come Gasly, Albon, Perez, Lawson e Tsunoda come esempi da cui trarre lezioni.
- Gasly: la necessità di adattamento continuo alla macchina.
- Albon: come la sensibilità del setup può amplificare gli errori.
- Perez e gli altri: gestione della pressione mediatica e interna al team.
Strategia concreta: accettazione, analisi, miglioramento
Hadjar intende usare un approccio in tre fasi per affrontare il 2026:
- Accettare la probabile inferiorità iniziale rispetto a Verstappen.
- Analizzare i dati con metodo, senza cercare soluzioni immediate.
- Colmare il divario lavorando su stile, setup e resilienza mentale.
Il giovane pilota sottolinea che Verstappen non è solo veloce. È capace di adattare lo stile alla vettura. Per questo Hadjar ritiene che l’unico modo realistico per avvicinarsi sia lavorare con pazienza e umiltà.
Cosa significa per la Red Bull avere Hadjar al fianco di Verstappen
Dal punto di vista del team, inserire un talento emergente come Hadjar offre opportunità e rischi. Da una parte, porta freschezza e potenziale di sviluppo. Dall’altra, richiede gestione attenta per evitare frizioni e cali di rendimento dovuti al confronto diretto con il campione in carica.
Hadjar sembra aver scelto la via più prudente: non promettere miracoli e concentrarsi sul processo. Questo mindset potrebbe risultare vincente in un ambiente dove i dettagli fanno la differenza.
Il percorso che attende Hadjar nella stagione che cambia le regole
L’arrivo del 2026 coincide con evoluzioni tecniche importanti. Tutti i piloti ripartiranno da zero su molti aspetti della vettura. Per Hadjar, questo significa un’opportunità unica per ridurre il gap iniziale.
Accettare di essere inizialmente più lento diventa così una mossa strategica. Se saprà combinare pazienza, lavoro sui dati e disciplina mentale, potrà crescere senza subire l’effetto valanga che ha penalizzato altri interpreti della scuderia.
Articoli simili
- Verstappen, addio alla Red Bull improbabile: Montoya cita le parole di Perez
- Verstappen in pole al GP USA 2025: Norris 2°, Piastri solo 6°
- Max Verstappen domina il Nurburgring: vince le 4 ore con la Ferrari 296 GT3
- F1: Russell e Hadjar sfidano Barcellona con le nuove gomme hard 2026!
- Piastri sorprende: Verstappen frenato dal bouncing, Ferrari parte male

Stefano Lombardi è giornalista Formula 1. Da dodici anni segue ogni Gran Premio, da Monaco a Suzuka. Le sue analisi tecniche e strategiche svelano i segreti di team e piloti. Il suo stile chiaro ti guida ad ogni curva.