Chi pensava che mettere insieme tre sport in uno fosse una follia, non ha mai sentito parlare del pickleball! Questo nuovo fenomeno sta infatti facendo letteralmente impazzire giovani e meno giovani in Italia – e non solo. Dietro a questa disciplina si nasconde una storia curiosa, regole insolite, e soprattutto, un entusiasmo contagioso capace di superare ogni barriera generazionale.
Un’invenzione casalinga che conquista il mondo
Il pickleball arriva direttamente dagli Stati Uniti e nasce in modo tanto insolito quanto geniale. Negli anni ’60, in un tranquillo giardino di famiglia, un pensionato trovò una soluzione per far divertire tutti: abbassò la rete, utilizzò racchette in legno e aggiustò le regole a proprio piacere, così da consentire a chiunque di partecipare. Il tocco finale? Il nome, ispirato al suo cane: Pickle (che in inglese significa cetriolino, per chi ama le curiosità linguistiche).
Oggi, tra 3 e 5 milioni di persone giocano al di là dell’Atlantico, rendendo il pickleball un vero sport di massa. In Francia è arrivato solo sette anni fa, ma ha già trovato circa un migliaio di appassionati. Da quattro anni, Nantes è diventata la capitale nazionale di questo sport: qui, grazie all’impulso di Ronan Le Roch (un ex tennista costantemente infortunato, diventato paladino del “tennis leggero” dopo una semplice ricerca su Internet), il pickleball ha trovato la sua patria adottiva.
Pickleball: fusione di tre sport, accessibile a tutti
Definire il pickleball è semplice: una perfetta fusione tra badminton (per le dimensioni del campo), tennis (per la presenza della rete) e tennis tavolo (per il tipo di racchetta). Le sue specificità lo rendono particolarmente inclusivo:
- La racchetta è in materiale composito, così da attenuare la potenza dei colpi
- La pallina è in plastica, leggerissima e piena di piccoli fori
- Anche la battuta si fa “a cucchiaio” – le battaglie di forza in stile tennis sono bandite!
Risultato? Uno sport facilmente accessibile, intergenerazionale e poco traumatico per le articolazioni della parte superiore del corpo. Non è basato sulla forza bruta e, non a caso, la disciplina regina è il doppio misto, dove il rapporto di forza è davvero minimo.
Il fenomeno a Nantes: tra tornei e protagonisti
Al club Pickleball Nantes – affiliato a Ufolep (l’Unione francese delle opere laiche di educazione fisica) – quasi 80 appassionati si incontrano più volte ogni settimana per condividere sudore e divertimento. Il club non si limita all’attività sportiva: lavora per promuovere il pickleball anche tra i ragazzi delle scuole locali. “Il Comune di Nantes ci aiuta tanto a farci conoscere”, spiega lo stesso Ronan Le Roch, sottolineando la passione della città per gli sport meno conosciuti (come floorball o kinball).
A confermare il valore del movimento locale, Nantes può vantare il numero uno francese di pickleball: Dimitri Rabiller, giovane insegnante di educazione fisica di soli 25 anni.
Il prossimo sabato, otto nuovi campi finanziati dal municipio saranno inaugurati presso la Plaine de jeux de Sèvre. L’occasione? Un torneo che promette scambi emozionanti e grinta da vendere.
Divertente, tecnico… e niente dolori!
Che il pickleball non sia solo per super atleti lo conferma anche una prova sul campo: la disciplina è ludica e tecnica, e si può anche sudare parecchio se non si vuole proprio perdere! Durante una partita in doppio, supportati da Yves, il veterano del club, si può arrivare a battere avversari tostissimi come Stéphanie e Axel, ma solo dopo il tempo necessario per imparare posizionamento e conteggio dei punti. Lo sforzo premia: alla fine ci si ritrova in maglietta sudata, felici per la vittoria e, sorpresa delle sorprese, senza dolori o indolenzimenti il giorno dopo – anche dopo aver superato la soglia degli “anta”.
Consiglio finale? Se cercate uno sport che unisca generazioni, faccia bene al corpo (e all’umore) e sia condito da una buona dose di simpatia, concedete una chance al pickleball: il cetriolino più frizzante che possiate immaginare sui campi da gioco!
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Marco Rossi è giornalista calcio. Con dieci anni di esperienza, analizza trasferimenti, tattiche e successi dei club europei. Offre analisi precise e coinvolgenti. Il suo stile chiaro ti aiuta a comprendere i punti chiave di ogni partita.